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venerdì, 3 Luglio 2020

Le madamin in visita al cantiare Tav. La coordinatrice europea Radicova: “Europa non pagherà lo stop”

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

La coordinatrice europea per il Corridoio Mediterraneo Iveta Radicova ha visitato oggi il cantiere dalla Tav Torino-Lione a Saint Martin La Porte, sul versante francese. Una visita durante la quale non solo ha ribadito l’interesse dell’Europa per l’opera, ma anche i rischi che potrebbero arrivare da uno stop del governo italiano ai lavori.
Per la Radicova, infatti, «uno stop dell’opera è il peggior scenario che si possa immaginare. Il costo sarebbe altissimo e non credo che i fondi europei potrebbero coprirlo». Nonostante, precisa la stessa coordinatrice europra, «Il finanziamento che stanzierà l’Europa per la tratta internazionale salirà dal 40 al 50 per cento». «La Torino-Lione è un’opera molto costosa ma che porterà benefici molto alti» ha aggiunto.
Presenti alla visita la cantiere anche le sette madamin promotrici della manifestazione “Si, Torino va avanti” del 10 novembre scorso. «Noi andiamo avanti, qui il cantiere c’è, ci lavorano 450 persone al giorno su tre turni, sette giorni su sette: siamo molto contente di averlo visto e lo racconteremo» hanno affermato le donne che hanno anche avuto un colloquio con la Radicova: «Ha apprezzato il nostro appoggio e ci ha fatto i complimenti. Siamo molto contente e abbiamo un grande entusiasmo, questo è un appoggio della società civile, che va oltre la politica. Riteniamo che sia un elemento importante».

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