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sabato, 20 Luglio 2024

La spesa per il sociale non è una priorità. Grippo: “Situazione grave”. Montalbano: “Le Vallette stanno diventando un dormitorio all'aperto”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

“Casa dolce casa”: difficile a Torino affermarlo. È ancora troppo alto il numero dei senza fissa dimora, di chi viene sfrattato ed è costretto a dover dormire dentro un’automobile.
Molte le promesse che sono rimaste tali. Durante la campagna elettorale la periferia era al centro dell’interesse di chi voleva amministrare la città. Ora l’emergenza abitativa e sociale racconta un’altra storia. Ben peggiore. Una storia in cui certi quartieri diventano dormitori a cielo aperto.
E non bastano i gesti a favore di taccuino e telecamera per dire che “si sta risolvendo la questione”. Perché così non è. “La bacchetta magica non c’è”, questo in due anni lo hanno capito un po’ tutti quanti, e c’è chi è stanco di sentirlo dire in continuazione. E poi di sta bacchetta a chi non ha un tetto sotto la testa poco importa.
«A quasi metà del mandato dell’amministrazione Appendino – spiega la consigliera comunale del Partito Democratico Maria Grazia Grippola situazione dei senzatetto peggiora e nei casi estremi si ricorre alle ordinanze».
Continua Maria Grazia Grippo: «Il Comune invece di sommare risorse proprie a quelle nazionali destinate ai poveri, che con Matteo Renzi erano aumentate, ne approfitta per risparmiare. Il Regolamento sull’assistenza economica attende ancora aggiornamenti e dall’avvento di Appendino non è servito a “sfamare una bocca in più”, per dirlo con una metafora».
«Oggi in commissione ci hanno presentato il Rendiconto 2017 e i dati confermano le impressioni. La spesa per il sociale non è una priorità di questa amministrazione: i numeri non mentono», evidenzia la consigliera Dem.
Tra il 2016 e il 2017 e in previsione 2018 il fondo di sostegno alla locazione è stato azzerato. Un fondo nazionale che non ha trovato nessuna forma di compensazione, anzi si riduce l’intervento del Comune con i fondi propri.
A fianco di Maria Grazia Grippo in questa lotta c’è Deborah Montalbano, capogruppo del “Gruppo Misto-Uscita di sicurezza”.
Montalbano non sta facendo altro che continuare quel percorso che ha incominciato quando era consigliera di maggioranza nei Cinque Stelle, fino alla rottura. Una rottura nata anche, secondo quando sostiene, perché l’amministrazione pentastellata non ha mantenute le promesse fatte in campagna elettorale, in particolare per quanto riguarda le periferie.
La consigliera di  “Uscita di sicurezza” non è affatto soddisfatta dalle parole dell’assessora alle Politiche Sociali Sonia Schellino, pronunciate ieri in Sala Rossa: «Ho richiesto una commissione dedicata alle famiglie in emergenza abitativa sulle periferie in particolar modo sulla situazione del quartiere Vallette che rischia di diventare un dormitorio all’aperto – dice Montalbano – Le risposte pervenute dall’assessore sono state soltanto il riferire al Consiglio di aver effettuato una verifica per il raddoppio dei posti sulla struttura Farinelli (20 posti in più?)»
Poi aggiunge: «E il riferimento al piano freddo per i senzatetto durante i mesi estivi e l’accingersi da parte dell’amministrazione di coordinare le raccolte fondi, che possono generarsi sulla Città da parte dei cittadini o enti, per evitare che si sprechino risorse? Mai, mai ripeto,  delle risposte così inadatte e fuori contesto a dimostrazione della superficialità di come sotto questo fronte la politica stia affrontando le questioni. Ben lontano dal programma elettorale».
«Chiederò, oltre a ridiscutere i parametri per l’emergenza abitativa, degli sportelli dedicati sul quartiere per aiutare e supportare i cittadini del quartiere agevolando e velocizzando le prese in carico e degli spazi di da adibire per le prime emergenze. È ora che il Comune e il Movimento Cinque Stelle di Torino facciano sul serio il loro lavoro per rispondere alle emergenze abitative e sociali in periferia», conclude Montalbano.

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