In piena emergenza Coronavirus Lapietra accelera sulla Ztl prolungata e a pagamento

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

In queste ore i torinesi sicuramente hanno altro a cui pensare. Ad esempio a non cadere nell’isteria da Coronavirus e accettare le misure restrittive. Intanto però l’assessore ai Trasporti Maria Lapietra dà una bella accelerata al progetto della nuova Ztl che prevede un prolungamento e una tassa d’ingresso.
Un provvedimento che ha fatto non solo molto discutere, ma che ha creato un movimento di protesta che vede in testa i commercianti già soffocati dalla crisi.
Infatti la Giunta comunale ha approvato questa mattina una delibera relativa all’aggiornamento del “Piano Urbano del Traffico (PUT)”, il progetto “Torino centro aperto”, anche se non procederà al deposito degli atti almeno fino alla fine dell’emergenza. Spiegano da Palazzo di Città. “Il deposito degli atti per la consultazione da parte dei cittadini per la durata di 30 giorni, così come previsto dalla procedura di recepimento delle osservazioni, avverrà una volta superato lo stato di emergenza. Il PUT attende di essere aggiornato dal 2001 – ricorda l’amministrazione cittadina – ed è propedeutico alla revisione e all’adozione del Piano urbano per la mobilità sostenibile, il cui varo dovrà avvenire entro il prossimo mese di ottobre”.
Sulle barricate le opposizioni. In primis il Partito Democratico, che delega ad una nota, firmata dal segretario metropolitano Mimmo Carretta e dal capogruppo in Sala Rossa Stefano Lo Russo, la sua contrarietà: “Nel pieno dell’emergenza coronavirus Appendino e la sua assessora Lapietra con un tempismo perfetto trovano il tempo di approvare l’ennesima delibera che accelera l’iter dell’istituzione del pedaggio di 5 euro per accedere alla ZTL. Una delibera ideologica che sostiene che la misura del pedaggio servirà al miglioramento della qualità ambientale nonostante tutti gli studi effettuati non lo dimostrino affatto. Anzi.Una misura ideologica fatta solo per fare cassa che assesterà l’ennesimo colpo alle attività produttive del centro, già duramente provate dalla crisi in atto e che sempre più faticano a sopravvivere.
Invece che aiutare e sostenere le imprese e i lavoratori in un momento davvero difficilissimo i nostri eroi grillini ne combinano una al giorno. Manca un anno alla fine di questo incubo per Torino ma come evidente danni possono ancora farne, e grossi. Vadano a casa il prima possibile, questo l’auspicio di chi ha a cuore il futuro di Torino”.

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