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mercoledì, 29 Giugno 2022

Extinction Rebellion, sciopero della fame per chiedere un consiglio regionale aperto sulla crisi climatica

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Ruggero Romano Reina, attivista di Extinction Rebellion, ha iniziato uno sciopero della fame sotto il palazzo della Regione Piemonte per chiedere azioni concrete per l’emergenza climatica in corso. 

“Lo sciopero della fame non è per sensibilizzare la Regione che è già abbastanza sensibilizzata – spiega l’attivista – Nel 2020 ha firmato una Dichiarazione di Emergenza Climatica piena di dati che fanno capire che la Regione è cosciente del pericolo e di cosa voglia dire Crisi Climatica e ecologica. 
Ciò che non si trova è tutto ciò che viene dopo la Dichiarazione, ovvero delle azioni concrete: manca una strategia regionale sui cambiamenti climatici. Ci sono tre piani che dovrebbero essere implementati. Ma rimangono solo dei documenti di indirizzo, non c’è una roadmap, non ci sono obiettivi che siano verificabili”.

Ruggero spiega dunque che il suo sciopero della fame “durerà fino a quando non verrà convocato un consiglio regionale aperto in cui si parlerà del ruolo della Regione, del modo in cui davvero ha intenzione di andare incontro alle problematiche della crisi ecologica”. 

“A guidarmi c’è il rifiuto a rassegnarmi e adattarmi all’idea fallimentare che le soluzioni alla crisi climatica ed ecologica arriveranno dalle stesse logiche politiche ed economiche che l’hanno generata” continua. Dopo quasi tre anni di governo Cirio, infatti, la Regione Piemonte continua a non aver un piano preciso per una riduzione drastica delle emissioni climalteranti e per l’arresto immediato della distruzione degli ecosistemi e della perdita di biodiversità, così come la comunità scientifica chiede ormai da anni. Diversi esponenti delle ultime due giunte regionali, inoltre, risultano attualmente indagati per il reato di inquinamento ambientale”.

Già lo scorso dicembre, diversi attivisti del movimento avevano occupato l’ingresso di Palazzo Lascaris in occasione dell’ultimo Consiglio regionale del 2021. 

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