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venerdì, 21 Giugno 2024

Coronavirus, l’Italia chiude tutto. Conte: “Aperti solo alimentari e farmacie”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Non bastano. Le misure varate nella notte tra domenica e lunedì dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte non sono sufficienti a fermare il contagio da Coronavirus. E così lo stesso Conte ha deciso di adottare misure ancora più severe.
«Ho fatto patto con la mia coscienza: al primo posto ci sarà sempre la salute degli italiani. – ha esordito Conte nel suo discorso alla nazione –  La maggior parte di voi ha risposto in modo straordinario. Ma sapevo che quelle misure sarebbero state un primo passo e non l’ultimo. Ora questo è il momento di compiere un passo in più. Ora disponiamo anche la chiusura di tutte le attività commerciali ad accezione dei generi alimentari, di farmacia e parafarmacia. Chiudiamo negozi, bar, ristoranti. Lasciamo la possibilità di consegne a domicilio. Chiudiamo parrucchieri ed estetisti. Chiediamo alla attività di incentivare il telelavoro, usare le ferie e i permessi per i dipendenti o se impossibile assumere protocolli per la sicurezza».
Restano garantiti i trasporti e la pubblica utilità: banche, poste, assicurazioni. Le attività agricole, zootecniche e le filiere alimentari. Conte ha invitato a non prendere d’assalto i supermercati assicurando che le forniture saranno costantemente garantite.
«L’Italia sta dando prova di essere una grande comunità unita e responsabile. – ha proseguito Conte – tutto il mondo ci guarda, vedono un Paese in difficoltà, ma che sta dando prova di resistenza. Domani ci guarderanno ancora e ci prenderanno come esempio positivo di Paese che è riuscito a vincere la pandemia grazie al suo senso di comunità. Siamo il Paese più colpito ma che sta reagendo con le misure più dure».
Conte ha poi sottolineato come «Questa sfida che riguarda la salute dei cittadini e la tenuta della nostra economia, un tessuto produttivo di piccole e medie imprese. Nelle scelte abbiamo tenuto in conto di tutti i valori in gioco» precisando come ci vorranno «un paio di settimane per vedere i primi risultati di questi sforzi. Per avere riscontro effettivo bisogna attendere: se i numeri dovessero continuare a crescere nei prossimi giorni non bisogna fare corsa ceca verso baratro di nuove misure. Dobbiamo essere lucidi e responsabili».
Il premier ha anche annunciato la nomina di un commissario «con ampi poteri di deroga che si occuperà dell’emergenza sanitaria: il dottor Domenico Arcuri che si coordinerà con il dottor Borrelli e la struttura attuale della Protezione Civile».
A conclusione del discorso un appello alla nazione: «Se saremo tutti a rispettare queste regole usciremo più in fretta da questa emergenza. Il Paese ha bisogno della responsabilità di 60 milioni di italiani.Ogni individuo si sta giovando dei propri ma anche degli altrui sacrifici: questa è la forza del nostro Paese. Rimaniamo più distanti oggi per abbracciarci domani. Tutti insieme ce la faremo».

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