Sono oltre 850 telefonate per segnalazioni di assembramenti, un migliaio di persone controllate, 480 autocertificazioni ritirate per le verifiche, due esercizi pubblici denunciati per il mancato rispetto delle distanze di sicurezza e altrettanti perché erano aperti nonostante non rientrassero tra le categorie autorizzate ad esserlo e circa 300 persone denunciate perché o hanno fornito una giustificazione non credibile o non l’hanno fornita affatto.

Questi i numeri dei controlli effettuati nell’ultima settimana dalla Polizia di Torino per verificare il rispetto delle norme previste dal Decreto emanato dal presidente del Consiglio per contenere il diffondersi del Coronavirus.

Quattrocento le telefonate al 113 di cittadini che segnalavano episodi sospetti o assembramenti e gli interventi delle pattuglie sono passati da poco più di un centinaio dei primi giorni di marzo a sul territorio a una media di 220-240 al giorno, nell’ultimo periodo.

«La realtà – spiega Luigi Mitola dirigente della Squadra Volanti della Questura di Torino – è che ogni scusa è buona per uscire, mai come in questi giorni si sono visti tanti atleti in giro per la città o tanti animali che necessitano di fare i bisogni in strada. Da registrare c’è però anche un incremento del numero delle segnalazioni da parte dei cittadini che inevitabilmente comportano un carico di lavoro rilevante per gli agenti a fronte, per altro, di un deciso decremento dei reati, come le rapine che si sono praticamente azzerate e i furti, fatta eccezione per qualche episodio che ha interessato auto in sosta o biciclette».

«Quello che è certo è che non si può parlare di città abbandonata – osserva Luigi Mitola – c’è un controllo capillare del territorio grazie anche al fatto che tutto il nostro personale con grande senso di responsabilità è rientrato in servizio, rinunciando a ferie e permessi. Basti pensare che solo ieri erano in giro 26 equipaggi per turno, per un tolte di 104 volanti nelle 24 ore, a cui vanno aggiunte una ventina di pattuglie del reparto prevenzione crimine che significa un aumento complessivo del personale su strada di un buon 30%», conclude il dirigente della Squadra Volanti della Questura torinese.