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	<title>Elsa Dellepiane, Autore presso Nuova Società</title>
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	<description>Cronaca, Politica, Economia, Cultura, Torino, Piemonte.</description>
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	<title>Elsa Dellepiane, Autore presso Nuova Società</title>
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		<title> L’anno della casa editrice Impremix si conclude con numeri molto positivi e con nuovi libri già pronti </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elsa Dellepiane]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2022 07:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zoom [Primo Piano]]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Numeri importanti hanno caratterizzato la produzione editoriale di Impremix, casa editrice indipendente torinese: nel 2022 sono stati pubblicati ben 32 titoli con 15 mila copie complessive giunte sugli  scaffali delle librerie, nelle biblioteche e negli store on line. Sette  saggi, sette libri di poesie, nove romanzi tre gialli e sei libri editi  nella collana &#8220;varia&#8221;. &#8220;Possiamo dire [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Numeri importanti hanno caratterizzato la produzione editoriale di Impremix, casa editrice indipendente torinese: nel 2022 sono stati pubblicati ben 32 titoli con 15 mila copie complessive giunte sugli  scaffali delle librerie, nelle biblioteche e negli store on line. Sette  saggi, sette libri di poesie, nove romanzi tre gialli e sei libri editi  nella collana &#8220;varia&#8221;. &#8220;Possiamo dire che quest’anno si conclude  lasciandoci soddisfatti del nostro lavoro e delle creazioni dei nostri autori, tutti di buona qualità – commenta l’editore Enrico Cavallito – . <br>Il 2023 si presenta scoppiettante, con titoli già in lavorazione ed altri per i quali stiamo aspettando di revisionare le prime bozze:  l&#8217;officina libraria di Impremix non chiude mai e questo ci riempie di orgoglio&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni dei titoli prossimi alla pubblicazione: Michele Sabatino  &#8220;Michelino, un ragazzo di Ruga incontra Gramsci&#8221;; un saggio storico scritto da Giorgio Tabusso &#8220;Non vogliamo e non dobbiamo dimenticare&#8221;; il libro di ricette ma non solo, di Alessandra Altamura ed Enrica Ruffa che ci porteranno  nel mondo della cucina naturale. Non mancheranno i gialli, con la nuova avventura insieme con Giaveno Gialla, il romanzo &#8220;Fascinazione e malocchio&#8221; di Vito Montrone e il romanzo distopico di Alessandro Cerutti &#8220;La stirpe di Kefa&#8221;. Avrà spazio la poesia, con Daniele Melano e le sue &#8220;Farfalle nello stomaco&#8221; e Riccardo Martinotti con &#8220;Luoghi del cuore e dell&#8217;anima&#8221;.<br>Appuntamento da non mancare per i ragazzi delle scuole saranno i concorsi di poesia &#8220;Non rubateci i sogni&#8221; e &#8220;Una poesia nel cassetto&#8221; che tornano con la cura di Mario Dino nella loro nuova edizione. &#8220;Saremo poi presenti al Salone del Libro, e parteciperemo in qualità di <br>giurati a &#8220;Incipit offresi&#8221;, progetto della Regione Piemonte, del comune <br>di Settimo Torinese e della biblioteca “Archimede” per scoprire nuovi <br>talenti&#8221; conclude Cavallito.</p>
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		<title>Raffaele Gallo e il bilancio di metà mandato della giunta Cirio: “La maggioranza non c’è più, ma opposizione serrata fino alla fine”</title>
		<link>https://nuovasocieta.it/raffaele-gallo-e-il-bilancio-di-meta-mandato-della-giunta-cirio-la-maggioranza-non-ce-piu-ma-opposizione-serrata-fino-alla-fine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elsa Dellepiane]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2022 11:57:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Zoom [Primo Piano]]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Raffaele Gallo, presidente del Gruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale: metà mandato della Giunta Cirio se n’è andato e ora si guarda al traguardo: arrivare alla fine della legislatura nel 2024 affilando le armi per continuare a condurre un’opposizione serrata alla maggioranza di centro destra. Maggioranza che in realtà, a complicarsi la vita sembra [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Raffaele Gallo</strong>, presidente del Gruppo del <strong>Partito Democratico</strong> in Consiglio Regionale: metà mandato della Giunta Cirio se n’è andato e ora si guarda al traguardo: arrivare alla fine della legislatura nel 2024 affilando le armi per continuare a condurre un’opposizione serrata alla maggioranza di centro destra. Maggioranza che in realtà, a complicarsi la vita sembra esserci riuscita benissimo da sola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se Cirio fosse stato nominato come lo si fa con il presidente del consiglio, agli atti oggi dovrebbe prendere consapevolezza del fatto che la sua maggioranza non c’è più e sarebbe andato a casa. In consiglio regionale non è così: di fatto abbiamo Fratelli d’Italia, uno degli azionisti più pesanti del Governo Cirio, che si è tirato fuori dalla regia scegliendo di votare di volta in volta solo i provvedimenti che riterranno di condividere.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dobbiamo quindi aspettarci che la Giunta vada “sotto” su provvedimenti anche importanti?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Di certo c’è che la maggioranza si è dissolta non certo su temi cari ai cittadini sui quali può essere legittimo avere posizioni diverse su cui è poi doveroso fare sintesi per trovare soluzioni. Il discorso è stato meramente politico, con la spartizione di poltrone che non ha soddisfatto Fratelli d’Italia. Lo scoglio su cui il centrodestra si è infranto è stato il rinnovo dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio. La posizione assunta da FdI e il duro intervento del capogruppo che prima del voto aveva chiesto per l&#8217;ennesima volta di sospendere il rinnovo dell&#8217;Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, denunciando il &#8216;comportamento assurdo di Lega e Forza Italia che escludono una forza di governo dalle cariche del Consiglio regionale, è stato l’ultimo atto di una fine che era nell’aria.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La crisi nel centrodestra nazionale, con la diatriba tutta interna relativa all’elezione del capo dello Stato e sulla leadership, e proprio con Fratelli d’Italia pronta a passare all’incasso visto i sondaggi molto favorevoli, crede che abbia inciso, e che continuerà ad incidere?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ai cittadini non interessano le beghe all’interno dei partiti: è grave che chi governa distolga la propria attenzione dai problemi del Paese, e del Piemonte, per equilibri tutti di potere. Fuori abbiamo la coda della pandemia, il PNRR e fondi da stanziare, abbiamo da gestire la ripresa e la normalità. Abbiamo studenti in piazza che chiedono garanzie per il proprio futuro, sicurezza sul lavoro, maggiore sensibilità all’ambiente. E Cosa fa il centro destra? Litiga sulle poltrone. La nostra azione in consiglio è tutta spinta a riportare il focus dell’azione politica e amministrativa sulle urgenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A proposito di poltrone, alla Vice Presidenza il consigliere dem Daniele Valle prende il posto di Mauro Salizzoni. Tutto a posto?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo. Daniele Valle è un politico giovane, che ha una grande esperienza amministrativa e politica. Prende il posto di Salizzoni che ringrazio, ancora una volta, per il grande lavoro svolto con assoluto rigore. Ora sarà con noi, tra i banchi del consiglio, a dare battaglia soprattutto sui temi della sanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ecco, la sanità è stato un tema infuocato in questa metà mandato. Non crede che alla maggioranza si debba concedere l’indulgenza per essersi trovata di fronte a un’emergenza nuova, con un nemico sconosciuto, che ha fatto brancolare nel buio per mesi anche i geni della scienza?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi non abbiamo mai puntato il dito contro l’assessorato alla Sanità e più in generale verso la Giunta di Cirio anzi, abbiamo sempre offerto la nostra collaborazione nei mesi in cui il Covid ci è arrivato addosso con tutta la sua virulente violenza. Ci sono state lunghe settimane nelle quali tutti abbiamo cercato di comprendere quale fosse il mostro contro cui combattere e come farlo. E’ vero, si è andato per tentativi ma tutti insieme abbiamo cercato di essere collaborativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E poi che è successo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi ci sono stati gli errori, quelli che nella seconda ondata non potevano essere giustificati: il ritardo con il quale si è partiti nel tracciamento, nell’organizzazione dei tamponi, nella gestione delle chiusure, il completo black out della sanità territoriale e della prevenzione delle altre patologie che sono rimaste indietro; e ancora i medici di famiglia lasciati a loro stessi, la difficoltà delle farmacie nella gestione dei tamponi. E ancora la gestione delle vaccinazioni, le comunicazioni di fine quarantena…</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma ora il Ministero della Sanità, il Governo e il CTS concedono finalmente la libertà: il 31 marzo finirà lo stato d’emergenza, tornerà tutto come prima?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ presto per dirlo: perché il Covid lascia una situazione economica molto diversa rispetto a quella che c’era prima. La società stessa è cambiata, sono cambiati i bisogni, l’approccio al lavoro, alla scuola, persino alle relazioni personali. L’economia sta dando segni di ripartenza, ma è fondamentale essere attenti a competenti dedicandosi a progetti strategici per il Piemonte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il PNRR non serve a questo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che abbiamo stigmatizzato è stata la gestione dei progetti da sottoporre all’attenzione del Governo. Troppi. Si è voluto riempire un cassetto coi sogni di tutti, per far contenti sindaci, amministratori… ma non si è capito che così non si ottiene nulla. Sopratutto non si fa il bene del territorio: non siamo soli, ad ambire ai finanziamenti. Ci sono città come Roma, Milano, Napoli. Non siamo stati competitivi. Corriamo il rischio di perdere un’occasione che non si ripresenterà.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Si parla di PNRR, di cantieri, di appalti. Che ne pensa del tentativo della Giunta Cirio&nbsp; di incentivare coloro che devono affidare i propri lavori a manodopera piemontese? Prima i piemontesi anche sui ponteggi, dopo le case popolari?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta dell&#8217;articolo 75 della legge del settembre 2020 che aveva introdotto criteri premiali di valutazione delle offerte e relativa attribuzione di punteggi nei confronti degli operatori economici che, in caso di aggiudicazione, per l&#8217;esecuzione dell&#8217;appalto o della concessione, si impegnano a utilizzare, in misura prevalente, manodopera o personale a livello regionale. La Corte Costituzionale ha detto no, evidenziando l&#8217;incostituzionalità così di un&#8217;altra legge regionale che avrebbe assegnato una presunta precedenza a chi, appunto, è &#8220;piemontese&#8221;.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questo che significa?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La bocciatura della Corte altro non fa che sottolineare l&#8217;incapacità a governare della Giunta Cirio, che continua a muoversi in modo confuso, tentando di legiferare senza tener conto in alcun modo dei limiti entro i quali si deve agire.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante ripetute impugnative a livello nazionale continuiamo ad assistere alla presentazione di testi assurdi e al tentativo di legiferare più basandosi sugli annunci che sulle reali esigenze del Piemonte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dicono che fare opposizione sia divertente, e semplice. In fondo non si governa e basta dire che niente funziona…</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il gruppo del Partito Democratico non è quel tipo di opposizione. Siamo barricaderi quando serve, ricordo la nostra battaglia contro la legge Leone sul Gioco d’azzardo patologico che riportava le slot laddove la legge Chiamparino le aveva tolte. Ma abbiamo proposte, e abbiamo ottenuto risultati importanti. Penso alla legge che tutela gli anziani vittime di truffa, e ne sono orgoglioso perché porta il mio nome. MA anche la legge che dispone la parità economica tra lavoratori e lavoratrici. Abbiamo fatto in modo che Azienda Zero, il provvedimento con cui la Giunta vuol rimettere mano alla sanità piemontese riorganizzandola fosse “meno peggio”, e non è stato facile. Abbiamo&nbsp; lavorato e stiamo continuando a farlo per arrivare a una legge condivisa per la tutela degli animali domestici che guardi anche a chi si trova in difficoltà economica; infine abbiamo appena approvato in commissione il testo sulla legge per la prevenzione e la cura dei disturbi della nutrizione. Una risposta, questa, che le famiglie e i pazienti di DCA aspettavano: si parla di garanzia delle cure, di presa in carico territoriale. Di questo hanno bisogno i Piemontesi, visto che si vuol fare prima di tutto il loro bene. Di servizi. Di opportunità. Di uno sguardo verso il futuro. Ad oggi, essere ottimisti in questa consiliatura è difficile.</p>
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		<title>Grugliasco, Lorenzoni: “Gaito è il candidato di cui abbiamo bisogno per la città”</title>
		<link>https://nuovasocieta.it/grugliasco-lorenzoni-gaito-e-candidato-di-cui-abbiamo-bisogno-per-la-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elsa Dellepiane]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 12:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zoom [Primo Piano]]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Amministrative 2022. Il Partito Democratico di Grugliasco ha il suo candidato Sindaco. E’ Emanuele Gaito, giovane assessore della Giunta Montà all’urbanistica e ambiente classe 1988. A lui si è giunti dopo un attento e paziente lavoro di cesello, di ascolto, di mediazione e di confronto con le diverse anime del Pd che dal primo direttivo [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Amministrative 2022. Il Partito Democratico di Grugliasco ha il suo candidato Sindaco. E’ <strong>Emanuele Gaito</strong>, giovane assessore della Giunta Montà all’urbanistica e ambiente classe 1988. A lui si è giunti dopo un attento e paziente lavoro di cesello, di ascolto, di mediazione e di confronto con le diverse anime del Pd che dal primo direttivo dedicato alle amministrative che si terranno, pandemia permettendo, in tarda primavera. Regista di tutto questo è Dario Lorenzoni, segretario del circolo dem di Grugliasco, consigliere comunale e coordinatore per il partito della zona ovest. Quasi cinquant’anni, una passione per le passeggiate in montagna meglio se impegnative, in politica “da sempre” se si considera che in famiglia di politica si è sempre parlato. Figlio del mai dimenticato sindaco di Grugliasco <strong>Franco Lorenzoni</strong> e nipote di Filiberto Rossi della giunta Novelli, gli è chiaro quanto la politica se si pone obiettivi ambiziosi deve conciliare e non separare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dario Lorenzoni, come siete arrivati a convergere sul nome di Gaito?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>E’ stato un percorso che abbiamo iniziato a novembre, chiedendo le disponibilità di chi si sarebbe sentito in grado di vestire i panni del primo cittadino: per esperienze, sensibilità, legittime ambizioni abbiamo ascoltato le esigenze di tutti coloro che erano disponibili a mettere a disposizione le competenze. In questo percorso il Pd si è confrontato più volte, con il suo direttivo e coi diretti interessati, abbiamo preparato documenti che hanno messo insieme la visione della città e quando abbiamo compreso che si poteva convergere su un nome, lo abbiamo fatto.&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Emanuele Gaito è dunque la sintesi delle anime più diverse del PD?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>E’ colui che meglio rappresenta l’identikit del candidato d cui abbiamo ritenuto abbia bisogno la Città. E’ giovane, ha però una lunga esperienza amministrativa, ha una rete di relazioni fondamentali e cosa non da poco ha fatto bene. E’ l’assessore all’urbanistica e ambiente, un settore strategico per lo sviluppo di Grugliasco. Ha sempre lavorato in ottima sinergia con i partner di Giunta e con il consiglio. E’ apprezzato.&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Che ne pensa la coalizione?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La coalizione, al momento conta le forze di Gru On e Progetto Grugliasco e Italia Viva: con esse ci siamo sentiti, incontrati e siamo in ottimi rapporti. Condividono l’idea di fare strategia comune e di convergere su un nome, che il Pd si è preso l’incarico di scegliere. Il nostro impegno era quello di poter proporre un solo nome, eravamo partiti da sette disponibilità altamente qualificate, gli assessori Emanuela Guarino, Raffaele Bianco, Gabriella Borio, Luca Mortellaro, l’ex sindaco Marcello Mazzù e Angela Massaglia, che ringrazio per aver contribuito a far sintesi. Ora la coalizione farà le proprie valutazioni. Ciò che la base ci ha chiesto fortemente è di evitare le primarie perchè in questo periodo ritenute divisive e non opportune: abbiamo la pandemia, è complesso organizzare la macchina e portare le persone al voto, sono cambiati i tempi e, se rimangono un esemplare mezzo di consultazione democratica, è pur vero che un partito che dimostra la capacità di sintesi offre esempio di maturità.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lei ha citato coloro che al momento sono in maggioranza con voi: due liste civiche e Italia Viva…</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ciò a cui ambiamo è un allargamento responsabile della coalizione, a forze che si identifichino nei valori del centrosinistra e che abbiano a cuore il destino e il futuro di Grugliasco. Questo è un cantiere che sta lavorando per costruire solide alleanze che hanno tutte un obiettivo: la città.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non deve essere stato semplice arrivare a un unico nome. Immagino la pazienza, il telefono che squilla, la mediazione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>E’&nbsp; Il ruolo del segretario che ricopro con orgoglio: cercare di “trovare la quadra” anche quando le persone non sembrano disposte, è responsabilità di chi si mette a capo di un circolo di partito, o del partito stesso. Il Pd è meraviglioso proprio per questo: ognuno può esprimersi, può affermare le proprie idee, può chiedere di essere ascoltato e troverà attenzione. All’esposizione e al confronto però deve seguire la decisione e questa dev’essere presa nel modo più condiviso possibile. Essere autorevoli non implica la prevaricazione.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lei è anche coordinatore per il PD della Zona ovest. Crede che servano?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>I circoli di territorio sono fondamentali. Ci sono&nbsp; circoli con più iscritti, altri molto piccoli; tutti però devono avere la possibilità di essere messi in rete, o comunque a confronto per meglio esprimere le peculiarità della zona che rappresentano. E sono indispensabili per creare un assetto strategico su cui la segreteria metropolitana può basarsi. Non esistono vertici che stanno in piedi da soli, senza la base che spinge, che sostiene, che porta linfa di idee e di energia, non si va da nessuna parte. Ancor più da quanto Torino è Città metropolitana. Lo abbiamo visto con l’elezione del sindaco Lo Russo.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il suo compito in quel caso è fare una sintesi ancor maggiore.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Sintesi certo, e anche far parlare un territorio vasto con una voce unica e potente. I territori hanno avuto un grande ruolo nella campagna elettorale del sindaco di Torino, proprio perché ormai non si può più immaginare il capoluogo chiuso nella sua cinta daziaria. Oggi dai trasporti, all’offerta culturale, alla copertura dei servizi sanitari, tutto deve essere “metropolitano”, perché solo così la città è forte ed è pari alle capitali europee che ormai da anni hanno assunto questa conurbazione. La politica deve fare lo stesso e chi è al vertice deve essere in grado di ascoltare i rami anche più lontani perché solo così potrà essere puntuale.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lei parla di Città Metropolitana. La Zona Ovest ha la capogruppo. Anche questo un bel risultato per lei.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Non è un mio risultato personale ma di tutti coloro che hanno lavorato per Rossana Schillaci che ha avuto un ottimo risultato e, forte di questo, rappresenterà il territorio&nbsp; e porterà la nostra voce. Sono molto orgoglioso della sua candidatura e di quanto abbiamo fatto: Rossana è giovane, è in gamba, è una donna, è impegnata. Farà bene.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Figlio del indimenticato Sindaco di Grugliasco Lorenzoni, nipote di Filiberto Rossi che fu assessore nelle giunte Novelli. Che ricordo ha di suo papà?</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ricordo che una volta i vigili lo chiamarono alle tre di notte per dirgli che un uomo aveva montato una tenda davanti al Comune, era rimasto senza casa e ne chiedeva una popolare. Lui si vestì, andò e trovò il modo di dargli un tetto pagando una camera in albergo in attesa di un alloggio. Aveva una grande umanità,&nbsp; e sapeva essere sempre un passo avanti. Aveva una visione di ampio respiro e voleva veder crescere la sua città. In questo credo, e sono orgoglioso, di aver preso da lui.</em></p>
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		<title>Torino 2021, la corsa elettorale non appassiona i cittadini. “I candidati? Se li incontrassi non li riconoscerei”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elsa Dellepiane]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2021 08:28:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zoom [Primo Piano]]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra le incognite che accompagnano i candidati al voto, c’è quella impalpabile e preoccupante della partecipazione. C’è un partito cospicuo e insidioso, deluso, disincantato, distratto o semplicemente interessato ad altro, che tace indifferente ormai convinto che la politica non sia cosa importante. Complice il Covid, una crisi economica senza precedenti, un barlume di ripresa e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/torino-2021-la-corsa-elettorale-non-appassiona-i-cittadini-i-candidati-se-li-incontrassi-non-li-riconoscerei/">Torino 2021, la corsa elettorale non appassiona i cittadini. “I candidati? Se li incontrassi non li riconoscerei”</a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Tra le incognite che accompagnano i candidati al voto, c’è quella impalpabile e preoccupante della partecipazione. C’è un partito cospicuo e insidioso, deluso, disincantato, distratto o semplicemente interessato ad altro, che tace indifferente ormai convinto che la politica non sia cosa importante. Complice il Covid, una crisi economica senza precedenti, un barlume di ripresa e di normalità all’orizzonte, l’attenzione quotidiana si è spostata su temi di immediata pregnanza e sembra che alla querelle elettorale venga dato peso solo dai diretti protagonisti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A immaginare uno stadio riempito a metà da spettatori che nemmeno sanno chi scenderà in campo è però un arduo esercizio e così ci si chiede se l’elettorato almeno un po’ si sia informato, o se conterà di farlo, nei prossimi giorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Non abbiamo mai deciso niente e certo le cose non cambieranno oggi – commenta <strong>Michele</strong>, cameriere di un bar rinomato del centro – e comunque no, se si sedesse qui il candidato sindaco non lo riconoscerei”. Lui è uno dei molti che ancora non sanno il nome dei candidati sindaco, che siano di una corrente politica o dell’altra, e spesso messi davanti alla fotografia, o a un santino, dell’aspirante primo cittadino, non lo riconoscono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marco ha un salone di acconciature in via di Nanni, storico cuore rosso di <strong>Borgo San Paolo</strong> e quando gli si domanda se sa chi sono i candidati sindaco fa una smorfia “Onestamente no, anche se la politica fino a qualche tempo fa mi appassionava. Ma dopo il covid, le crisi economiche e certe scelte anche sulla città, mi sono allontanato”. D’accordo, ma comunque il 3 e 4 ottobre una croce dovrà pur farla. Nessuno dei tre nomi gli dice nulla di più del “sentito dire”. Paolo Damilano, Valentina Sganga, Stefano Lo Russo: entrassero qui dentro, avrebbe l’occasione per fargli “una lavata di testa”. “Avrei tante cose da dire, ma prima dovrei riconoscerlo e probabilmente farei taglio e piega come fosse un cliente qualsiasi”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad <strong>Antonietta</strong>, 77 anni casalinga pensionata, ai <strong>giardini Lamarmor</strong>a con il cane, le foto dei candidati dicono già di più. “Questo lo conosco, perché ho visto le sue interviste in televisione, al regionale. Ha fatto le primarie. Però non so come si chiama. Se mi dà un aiuto me lo ricordo” dice come se le si stesse proponendo un gioco nel quale si vince un premio. Guarda poi le altre due foto: “La ragazza non so chi sia, e questo, è un bell’uomo…ma è candidato?”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è il barista davanti alla scuola accanto la Chiesa di Gesù Adolescente, nel quartiere <strong>Cenisia</strong>, che a parlare di politica è ben disposto. “Non so chi siano i candidati e francamente è difficile conoscere qualcuno, se chi si candida si fa vedere solo qualche settimana prima. Credo ci sia poca informazione, che i giornali ne parlino poco e poi comunque, credo che deciderò nel momento nel quale sarò in cabina elettorale”. Scoprirà come si chiamano i candidati il 3 ottobre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E anche <strong>Santino</strong>, che in Borgo San Paolo con il suo gelato siciliano e biologico è un riferimento gourmet, non ha dubbi “I candidati li scelgono a Roma e di Torino non sanno nulla. Veda Fassino, che c’entrava Fassino con la nostra città? Era un parlamentare, grande talento ma se poi vieni qui e Torino non la conosci, la gente non ti ama”. E’un fiume in piena quando ricorda una disavventura burocratica legata alla concessione di un chiosco e a lavori di allacciamento alla fognatura. E’ colpa del sindaco, a prescindere dal suo colore politico, se gli uffici sono lenti, se i lacciuoli sono troppi, se per un permesso ci vanno mesi, se in troppi non sanno fare il proprio lavoro e se il cittadino volenteroso che vuole lavorare si trova alla fine a perdere tempo. Così chi si candida parte con un deficit di consenso per colpa del funzionamento della macchina che dovrebbe andare ad amministrare. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Amelia, di 88 anni abita nei complessi ATC ed è vicina di casa di <strong>Maria</strong>, che di anni ne ha 55. Si aiutano, una vive sola e l’altra con la famiglia e i genitori. “Vivo qui da 50 anni – dice Amelia – e la città è cambiata. Qui vivono tutti in serenità, siamo un cortile dove ci si conosce e ci si aiuta. So che si vota e andrò a votare. Conosco quel candidato giovane, che ha fatto le primarie. L’ho visto sui manifesti. Si chiama Lo Russo. Sono andata al mercato per parlargli, ma non l’ho incontrato. Non sapevo a che ora fosse lì. Forse era già andato via. Poi c’è Damilano, per Berlusconi. E una donna al posto di Appendino, ma non mi ricordo”. Maria, che nella vita fa la cameriera e le pulizie, commenta con soddisfazione la prontezza dell’anziana vicina: “Dovrebbero essere tutti come lei. Io so che si vota, il 3 e il 4 ottobre, e che alla fine i candidati più importanti sono tre. Se però dovesse entrare qui, ora in cortile, il candidato sindaco, non lo riconoscerei. Nessuno dei tre”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A invertire la rotta c’è <strong>Nicola</strong>, commercialista: “Purtroppo li conosco – dice con ironia – qualcuno anche di persona quindi sì, li riconoscerei” mentre Valter, ragioniere, risponde “Assolutamente no, non li conosco ma mi hanno detto che c’è gente senza alcuna competenza ed è inaccettabile!”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Paola è grafica pubblicitaria e da poco pensionata, si ritiene abbastanza informata. “Non conosco a memoria i loro programmi – scherza – ma ritengo di avere le idee chiare tanto da saper chi votare”.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/torino-2021-la-corsa-elettorale-non-appassiona-i-cittadini-i-candidati-se-li-incontrassi-non-li-riconoscerei/">Torino 2021, la corsa elettorale non appassiona i cittadini. “I candidati? Se li incontrassi non li riconoscerei”</a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
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