Donne dem. Respingere l’attacco alla 194: “I diritti conquistati non si toccano”

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

E’ in atto un attacco frontale alla libertà e all’autodeterminazione di tutte noi, da respingere con forza: “i diritti conquistati non si toccano, nel pieno rispetto della riservatezza e dell’autonomia delle donne” è quanto espresso in un comunicato delle donne dem.

  Che sulla 194 il clima stia cambiando lo si riscontra sia a Torino che  al Parlamento Europeo. Qui l’eurodeputata Ilaria Salis ha denunciato, via social, la mostra contro il diritto di aborto di Fratelli d’Italia, insieme ai Pro Vita, che criminalizza tutte le donne che hanno scelto di interrompere una gravidanza.

Questo mentre a Torino il centrodestra, per voce del vice presidente regionale Maurizio Marrone, rilancia al S. Anna l’imminente riapertura di quella  stanza dell’Ascolto, di cui il Tar nel 2025 aveva disposto la chiusura, oggetto di forti proteste.

 Quello sportello antiabortista, gestito dall’associazione Pro vita,  definito dalle opposizioni “una  vergogna contro le donne”.

Con un comunicato le donne dem e progressiste replicano ai  nuovi attacchi alla 194, portato dalle destre destre, ribadendo come “l’autodeterminazione femminile non significhi considerare l’aborto l’unica risposta al disagio sociale, nè volere che una donna interrompa la gravidanza per ragioni economiche”, in un quadro in cui i necessari aiuti alle donne in difficoltà, possano e debbano ampliare le possibilità di scelta non condizionarle, garantendo che ogni donna possa decidere liberamente, senza pressioni, colpevolizzazioni o interferenze ideologiche.

Questo ribadendo come la legge non contrapponga il sostegno alla maternità al diritto all’interruzione volontaria di gravidanza, in quanto prevede assistenza sociale e sanitaria, tutela della maternità e accesso a un servizio legale e sicuro.

Parliamo di quella legge sull’interruzione di gravidanza, approvata il 22 maggio 1978, sotto l’imponente spinta di radicali, movimenti femministi, insieme all’onda delle forze progressiste e liberali, dopo la vittoria del divorzio. Una scelta poi confermata dal referendum del 1981.  

 “Ogni nascita accolta e sostenuta è una buona notizia” – insiste il comunicato dem – precisando come il numero delle nascite non possa essere usato come prova automatica della libertà delle decisioni prese, nè come strumento di propaganda.

La replica in difesa della 194 respinge le accuse che definiscono le opposizioni ciniche, oscurantiste o nemiche della maternità, trasformando un tema delicato in uno scontro ideologico: “La dignità femminile si tutela riconoscendo che nessuna istituzione deve decidere al posto di una donna: il compito della politica e’ garantirle diritti, informazioni corrette e sostegno concreto, qualunque sia la sua scelta”. Conclusione: E’ tornata l’ora di lottare!  “I diritti conquistati non si toccano semmai ne vogliamo di nuovi”.

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