Scritto da Federica Vorsini

Il movimento delle Sardine sta facendo molto parlare di sé come giusto che sia. Senza dubbio è una cosa nobile scendere in piazza per fare sentire la propria voce, però ora le Sardine si trovano davanti a un bivio. Cioè dovranno scegliere cosa vorranno fare da grandi, ovviamente gli organizzatori dicono che sono apolitici e le solite cose di rito, ma una scelta dev’esserci.

La verità è che hanno due strade da percorrere: la prima è quella di formare una nuova forza politica, la secondo è continuare a scendere in piazza fino a quando rimarranno sempre meno. Già, perché i grandi gruppi hanno bisogno di avere un obiettivo. Senza di quello la piazza si svuota. E Salvini non può essere l’obiettivo si sempre.

Anche perché bisogna essere onesti: i contenuti delle Sardine sono molto deboli e gli organizzatori hanno poche idee e confuse.

Basta leggere o ascoltare le interviste rilasciate a TV e giornali. Colpisce molto l’intervista di Mattia Santori, uno dei leader delle Sardine, al Fatto Quotidiano. Rispondendo alle domande disse lui s’informava attraverso Facebook. Non solo. Che era a favore della riforma costituzionale e che vedeva bene Mario Draghi al Quirinale (come Matteo Salvini).

Vi ricordate il Popolo Viola? Anche quello era nato come forza apolitica che scendeva in piazza contro Silvio Berlusconi e il suo governo.  In verità le Sardine non scendono in piazza contro il governo, ma scendono in piazza contro l’odio e contro Matteo Salvini (ovvero l’opposizione): la prima volta erano scesi in piazza a Bologna con lo slogan “l’Emilia Romagna non abbocca” ma anche con “Bologna non si lega”.

Il Popolo Viola durò circa due anni poi si divise quando iniziarono a fare delle scelte organizzative e di obbiettivi. Addirittura a Torino nacque Resistenza Viola che cominciò a portare avanti molte battaglie politiche sul territorio, dall’opposizione al TAV, difesa dei diritti dei lavoratori etc.etc.

Poi anche quella esperienza finii quando nel 2011 ci furono le elezioni amministrative perché molti confluirono nel Movimento Cinque Stelle.

Tornando alle Sardine ora volano sulle ali dell’entusiasmo, anche perché riempire piazza San Giovanni a Roma fa sempre effetto. Però fino a quando si canta una canzone popolare, conosciuta in tutto il mondo, come “Bella ciao” va bene, ma domani cosa faranno quando dovranno decidere come incanalare tutto questo entusiasmo.

Difficile: se sceglieranno di fondare un partito perderanno pezzi, se invece non lo faranno, come dicevamo prima, si dissolveranno nel tempo. In queste ore si sono riuniti i 150 promotori che hanno organizzato in questo mese gli eventi nelle varie piazze italiane, per discutere e ragionare sul “Che fare?”.

Vedremo nelle prossime settimane cosa succederà. Anche perché il 2020 potrà essere un nuovo anno di svolta per la politica italiana.