<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Redazione, Autore presso Nuova Società</title>
	<atom:link href="https://nuovasocieta.it/author/redazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link></link>
	<description>Cronaca, Politica, Economia, Cultura, Torino, Piemonte.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 15 Oct 2026 13:59:18 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.4</generator>

<image>
	<url>https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2020/03/cropped-nuova_societa_brand-32x32.png</url>
	<title>Redazione, Autore presso Nuova Società</title>
	<link></link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">174534237</site>	<item>
		<title>“RISE UP – Dalla notte alla luce”: musica, danza e solidarietà al Conservatorio di Torino</title>
		<link>https://nuovasocieta.it/rise-up-dalla-notte-alla-luce-musica-danza-e-solidarieta-al-conservatorio-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 13:59:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Zoom [Primo Piano]]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovasocieta.it/?p=107777</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Uganda il jackfruit è il frutto che si dà ai bambini quando sono deboli e denutriti: nutre, dà forza, fa ripartire. Sotto la chioma del suo albero, da sempre, gli anziani del villaggio si ritrovano. Nutrimento e comunità: da qui nasce il nome di Jackfruit ETS, l&#8217;associazione torinese che dal 2023 porta istruzione, salute [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/rise-up-dalla-notte-alla-luce-musica-danza-e-solidarieta-al-conservatorio-di-torino/">“RISE UP – Dalla notte alla luce”: musica, danza e solidarietà al Conservatorio di Torino</a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In Uganda il jackfruit è il frutto che si dà ai bambini quando sono deboli e denutriti: nutre, dà forza, fa ripartire. Sotto la chioma del suo albero, da sempre, gli anziani del villaggio si ritrovano. Nutrimento e comunità: da qui nasce il nome di <strong>Jackfruit ETS</strong>, l&#8217;associazione torinese che dal 2023 porta istruzione, salute e sviluppo nel nord dell&#8217;Uganda, accanto alle persone con cui lavora.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sabato 17 ottobre alle 21</strong> quello stesso spirito arriva a Torino. Il <strong>Conservatorio “Giuseppe Verdi”</strong> ospita “<em>Rise Up – Dalla notte alla luce”</em>, concerto di beneficenza con <strong>il patrocinio della Città di Torino</strong>, in cui musica lirica, pop, gospel e danza si intrecciano in un viaggio dedicato alla rinascita, alla solidarietà e al diritto allo studio. Direzione artistica e regia sono di <strong>Beatrice Carbone</strong>, già ballerina del <strong>Teatro alla Scala</strong>: sul palco tra i solisti si esibiranno artisti del<strong> Coro del Teatro alla Scala</strong>, voci pop, l&#8217;<strong>OltreVoce Urban Choir</strong> preparato da <strong>Silvia Chiminelli</strong> e <strong>Fabio Gangi</strong> (pianista) e i danzatori della <strong>scuola D.A.M. di Torino</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni nota e ogni passo di danza avranno una destinazione precisa: la <strong>Jackfruit Community School Hub</strong> di Koch Goma. Inaugurata nel febbraio 2026 in un territorio che porta ancora le conseguenze di una lunga guerra civile, accoglie oggi più di 180 bambini e sogna di arrivare a 400. Il <strong>ricavato servirà a costruire il dormitorio</strong>, che permetterà di studiare anche ai bambini delle comunità più lontane, ad arredare le aule e a sostenere la vita quotidiana della scuola, a partire dai pasti: per molti piccoli, gli unici completi della giornata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«Per una sera, il palco del Conservatorio diventerà un ponte tra Torino e Koch Goma: da una parte la musica e gli artisti, dall&#8217;altra una scuola che cresce e una comunità che investe nel proprio futuro &#8211;</em> racconta <strong>Edoardo Fassino</strong>, presidente di <strong>Jackfruit Ets</strong> -. <em>Aspettiamo con gioia chi vorrà sostenere e conoscere meglio i nostri progetti in Uganda</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per essere parte attiva di questi progetti solidali e partecipare alla serata benefica basta una <strong>donazione liberale minima consigliata di 20 euro</strong>: l&#8217;ingresso è gratuito per i bambini sotto i 6 anni. Una sera sola, per ricordare che dal buio della notte si può sempre arrivare alla luce di un giorno migliore e che a volte per vivere e far vivere meglio tante famiglie basta un frutto nutriente, un albero sotto cui sedersi e una comunità che non lascia indietro nessuno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sito web: </strong><a href="http://jackfruit-nonprofit.org/">jackfruit-nonprofit.org</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/rise-up-dalla-notte-alla-luce-musica-danza-e-solidarieta-al-conservatorio-di-torino/">“RISE UP – Dalla notte alla luce”: musica, danza e solidarietà al Conservatorio di Torino</a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107777</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Andrea Ganelli nuovo presidente del Circolo dei lettori</title>
		<link>https://nuovasocieta.it/andrea-ganelli-nuovo-presidente-del-circolo-dei-lettori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 13:39:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Zoom [Primo Piano]]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovasocieta.it/?p=107718</guid>

					<description><![CDATA[<p>a giunta regionale ha nominato questa mattina&#160;Andrea Ganelli nuovo presidente della Fondazione Circolo dei lettori&#160;e del suo consiglio di gestione. Come previsto dallo statuto, la durata dell’incarico è fissata in tre esercizi.&#160; La scelta di Ganelli è stata effettuata dopo un avviso pubblico, pubblicato il 13 agosto, e la sua candidatura è stata ritenuta la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/andrea-ganelli-nuovo-presidente-del-circolo-dei-lettori/">Andrea Ganelli nuovo presidente del Circolo dei lettori</a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">a giunta regionale ha nominato questa mattina&nbsp;<strong>Andrea Ganelli nuovo presidente della Fondazione Circolo dei lettori</strong>&nbsp;e del suo consiglio di gestione. Come previsto dallo statuto, la durata dell’incarico è fissata in tre esercizi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta di Ganelli è stata effettuata dopo un avviso pubblico, pubblicato il 13 agosto, e la sua candidatura è stata ritenuta la più idonea per l’incarico. Torinese, classe 1971, notaio, Ganelli subentra al vertice della&nbsp; Fondazione a Giulio Biino che ha guidato l’istituzione culturale negli ultimi otto anni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Quella di Andrea Ganelli è una scelta di alto profilo che unisce le professionalità tecniche e giuridiche a una grande passione per la cultura e per l’arte che ha saputo coltivare nelle tante iniziative promosse in questi anni, anche al di fuori della sua attività professionale. A lui vanno i migliori auguri di buon lavoro a servizio di una realtà straordinaria, quella del Circolo, che proprio in questi giorni festeggia i suoi primi 20 anni e che auspichiamo di vedere crescere sempre di più nell’offerta culturale e nella capacità di attrarre pubblico, autori e di avvicinare sempre più persone alla lettura e ai libri»&nbsp;<strong>dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il vicepresidente Maurizio Marrone e l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Un ringraziamento sincero – aggiungono – va a Giulio Biino per il grande lavoro portato avanti in questi anni, nei quali il Circolo è diventato un punto di riferimento a livello nazionale e un vero motore di cultura di promozione del libro e della lettura, anche grazie al ruolo che ha assunto all’interno dell’organizzazione del Salone del Libro, che è a tutti gli effetti la più grande manifestazione editoriale italiana».</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Ringrazio il presidente Cirio e la Giunta Regionale per il prestigioso incarico, che assumo con la consapevolezza delle sfide che attendono il Circolo dei lettori che ha appena compiuto 20 anni ed il Salone del Libro che si accinge a raggiungere la sua quarantesima edizione –&nbsp;<strong>dichiara il neo presidente Andrea Ganelli</strong>&nbsp;&#8211; Nel solco di chi mi ha preceduto, proverò a sviluppare ulteriormente le attività del Circolo, provando a farne anche un centro di dibattito sul futuro di Torino e del Piemonte».</p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/andrea-ganelli-nuovo-presidente-del-circolo-dei-lettori/">Andrea Ganelli nuovo presidente del Circolo dei lettori</a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107718</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Torna il Bike Pride 2026 al Parco Dora</title>
		<link>https://nuovasocieta.it/torna-il-bike-pride-2026-al-parco-dora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 13:10:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovasocieta.it/?p=107705</guid>

					<description><![CDATA[<p>Domenica 4 ottobre 2026 torna il “Bike Pride” la parata a pedali per le vie della città organizzata dall’associazione FIAB Torino Bike Pride, con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino, del Comune di Torino e della Circoscrizione 5, giunta quest’anno alla 15° edizione.  &#8220;Da sempre il Bike Pride è una festa aperta a tutta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/torna-il-bike-pride-2026-al-parco-dora/">Torna il Bike Pride 2026 al Parco Dora</a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Domenica 4 ottobre 2026 </strong>torna il <strong>“Bike Pride”</strong> la parata a pedali per le vie della città organizzata dall’associazione <strong>FIAB Torino Bike Pride</strong>, con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino, del Comune di Torino e della Circoscrizione 5, giunta quest’anno alla 15° edizione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Da sempre il Bike Pride è una festa aperta a tutta la cittadinanza, <strong>una parata a partecipazione libera e gratuita</strong>, per pedalare insieme per  le strade di Torino e dimostrare che una città diversa è possibile: con strade aperte a chi sceglie la mobilità attiva, sicura per chi cammina, pedala e vive gli spazi pubblici. Pedalando si mettono in relazione persone, luoghi e possibilità ed è infatti <strong>“Connessioni, più diritti meno confini”</strong> il tema del <strong>Bike Pride 2026</strong>&#8221; spiegano gli organizzatori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La partenza della parata è dal <strong>Parco Dora</strong> dove <strong>dalle 11</strong> inizia il ricco programma di attività, dal Cargo Bike Day, al Parkour e alle attività per bambine e bambini.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tettoia di Parco Dora sin dal mattino sarà allestita con stand informativi, ciclofficina, cibo e bevande, e sarà possibile anche avere la maglietta dell’edizione, attraverso una donazione all’associazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La partenza della parata è alle 14.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso è di circa 15 chilometri e si svilupperà lungo un anello che attraverserà i quartieri nord di Torino, dal Parco Dora fino a San Donato, passando per Lucento, Borgata Vittoria, Barriera di Milano, Aurora e Valdocco su strade libere dal traffico veicolare.<br>Un percorso che, in linea con il tema dell&#8217;edizione, attraversa &#8220;vie di separazione&#8221;: dove la città ha tracciato confini urbanistici, la bicicletta è il mezzo con cui ricucire, creando connessioni e nuove possibilità per la mobilità del futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La parata terminerà al Parco Dora, dove<strong> la festa continuerà con il DJ set</strong> (dalle 18 circa).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi vorrà seguire o raggiungere il corteo lungo il percorso potrà farlo usando l’app gratuita <a href="https://www.criticalmaps.net/"><strong>Critical Maps</strong></a>, che mostrerà la posizione in tempo reale della parata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>“Connessioni”, il tema del Bike Pride 2026</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una strada sicura per andare a scuola, una ciclabile che prosegue oltre i confini comunali, una stazione in cui poter lasciare la propria al sicuro o portarla a bordo del treno. Sono tutte connessioni: infrastrutture e collegamenti che rendono più semplice muoversi, ma soprattutto vivere e abitare le nostre città, ampliando le opportunità di ciascuna persona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema del Bike Pride 2026 è proprio “Connessioni”. Ogni spostamento fa parte di un sistema più ampio: <strong>la qualità di questi legami determina quanto siamo davvero liberi di muoverci e di partecipare alla vita pubblica</strong>. Parlare di connessioni significa garantire un reale accesso al lavoro, ai servizi e agli affetti, partendo dal presupposto che una città più connessa è anche una città più equa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>La libertà di movimento esiste solo se possiamo scegliere come spostarci, invece di doverci adattare all’unica opzione disponibile. È l’indipendenza di ragazzi e ragazze che vanno a scuola in autonomia, la tranquillità di una persona anziana che può muoversi nel proprio quartiere, o la comodità di chi combina bicicletta e treno per andare al lavoro. Significa potersi organizzare la giornata senza dover dipendere da un&#8217;automobile o da qualcuno che ci accompagni.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Oggi questa libertà non è uguale per chiunque. Dove mancano percorsi sicuri e un trasporto pubblico capillare, le opportunità si riducono, penalizzando soprattutto chi non guida o vive lontano dai centri principali</em>”, commenta <strong>Ammj Traore, presidente di FIAB Torino Bike Pride</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per rendere la mobilità ciclistica una reale alternativa all&#8217;auto privata e favorire una rete metropolitana accessibile, riconoscibile e sicura, l’associazione FIAB Torino Bike Pride chiede a Città di Torino, Città Metropolitana di Torino e Regione Piemonte di trasformare questi obiettivi in scelte concrete, risorse e interventi coordinati. Le elezioni amministrative del 2027 saranno un passaggio decisivo: le forze politiche sono chiamate a inserire nei programmi elettorali impegni chiari e verificabili per ridurre la dipendenza dall’auto privata e garantire a tutte e tutti il diritto di muoversi in modo sicuro, accessibile e sostenibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’uccisione del piccolo Nicolò lo scorso 22 settembre, un bambino di 7 anni, mentre andava a scuola sulla sua bicicletta, da una persona in auto, ha scosso la cittadinanza e soprattutto chi ogni giorno sceglie di muoversi in bici, anche con i propri bambini e bambine. Il Bike Pride 2026 sarà l’occasione per ricordare che non è giusto morire mentre “Voleva solo andare a scuola in bici” e serve un cambio di paradigma per la mobilità urbana.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Bike Pride si fa insieme&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per sostenere le spese per l’organizzazione dell’evento, dalla gestione della parata lungo il percorso ai materiali di comunicazione e gli allestimenti,<strong> FIAB Torino Bike Pride ha lanciato un crowdfunding e chiede un supporto, ciascuno con le proprie possibilità</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le donazioni potranno essere di un importo a piacere o scegliendo una quota predefinita.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono disponibili anche alcune utili ricompense, come lo scaldacollo ‘antispifferi’ e le t-shirt da collezione con la grafica dell’edizione 2026.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il link al crowdfunding per sostenere l’evento: <a href="https://www.produzionidalbasso.com/project/bike-pride-2026-connessioni/">https://www.produzionidalbasso.com/project/bike-pride-2026-connessioni/</a>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">NOTA: Tutte le donazioni effettuate all’associazione (al di fuori del tesseramento) sono detraibili o deducibili nel 730! (D.Lgs. 117 del 3 luglio 2017)&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Programma della giornata</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalle ore 11</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Cargo Bike Day</strong>, edizione speciale dell’evento per provare le bici da carico, a cura di FIAB Torino Bike Pride</li>



<li><strong>Triciclo</strong>, con ciclofficina, accessori e componenti bici</li>



<li><strong>Pimp My Bike</strong>, personalizza la tua bici, a cura del collettivo artistico/creativo ColSennoDiPoi</li>



<li><strong>La Città Senza Barriere</strong>, introduzione all&#8217;ADD (Art Du Déplacement / Parkour) a cura di Associazione ADD Academy Torino</li>



<li><strong>Crea il tuo cartellone per la parata</strong>, a cura di FIAB Torino Bike Pride</li>



<li><strong>Live painting</strong>, a cura di Graffgo Magazine e Associazione Street Opera</li>



<li><strong>Caccia al libro</strong>, a cura di Pagina 37 (per bambine e bambini)</li>



<li><strong>Laboratorio di ciclofficina</strong> a cura di MAcA – Museo A come Ambiente (per bambine e bambini)</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, ci sarà lo stand <strong>per rinnovare il proprio tesseramento per l’anno 2027</strong> a FIAB Torino Bike Pride con <strong>magliette e merchandise</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Tutte le attività in programma sono gratuite, non serve prenotazione.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalle ore 12 e per tutta la giornata</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pic-nic al Parco Dora<br></strong>Sarà presente il food truck di <strong>Van Ver Burger</strong> con la birra di <strong>EDIT Brewery</strong> e <strong>SMAT</strong> fornirà gratuitamente l&#8217;acqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 14</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ritrovo e partenza della parata<br></strong><em>(Servizio di assistenza ciclomeccanica d’emergenza durante la parata)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 18 (al rientro dalla parata)&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Musica live con DJ set</strong> di Sandblasting e Leo di Funk Rebels</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Partner</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Bike Pride 2026 è organizzato da <strong>FIAB Torino Bike Pride</strong>, con il Patrocinio di Città Metropolitana di Torino, Comune di Torino e Circoscrizione 5.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Bike Pride 2026 si inserisce all’interno del <strong>progetto “Cicli naturali: urban biodiversity by bike”</strong> che ha ricevuto il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando <em>“Sportivi per Natura. Il Benessere circolare tra natura, movimento e vita sana”,&nbsp;</em> in partenariato con MAcA &#8211; Museo A come Ambiente. Il progetto si propone di rispondere alle sfide emergenti legate alla salute e alla sostenibilità ambientale, promuovendo un approccio olistico che integra benessere umano, salute circolare e salvaguardia dell’ecosistema.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evento è organizzato in collaborazione con <strong>MAcA – Museo A come Ambiente</strong>, <strong>Bici-t </strong>per le cargo bike, <strong>Forestae</strong> per la grafica e con il sostegno di <strong>Garu Fa Bags</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il supporto sanitario si ringrazia la Croce Verde di Torino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si ringraziano inoltre le realtà e le associazioni che anche quest&#8217;anno partecipano e promuovono il Bike Pride: FIAB Bici &amp; Dintorni, Future Parade, To Roller, Fridays For Future Torino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine un grazie speciale alle persone volontarie di FIAB Torino Bike Pride.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/torna-il-bike-pride-2026-al-parco-dora/">Torna il Bike Pride 2026 al Parco Dora</a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107705</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Festa del Balon 2026: Borgo Dora celebra vintage, musica e cultura popolare nel cuore antico di Torino </title>
		<link>https://nuovasocieta.it/festa-del-balon-2026-borgo-dora-celebra-vintage-musica-e-cultura-popolare-nel-cuore-antico-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 12:57:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Zoom [Primo Piano]]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovasocieta.it/?p=107699</guid>

					<description><![CDATA[<p>Torna anche quest’anno nelle vie di&#160;Borgo Dora&#160;la tradizionale&#160;Festa del Balon, con il suo carico di entusiasmo, spettacoli e ricercate unicità.&#160;Impresa Sociale Balon, infatti, in collaborazione con le realtà commerciali e culturali di Borgo Dora promuove, per&#160;domenica 4 ottobre, la&#160;quinta edizione della Festa del Balon, appuntamento che coinvolge l&#8217;intero quartiere in un programma di iniziative musicali, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/festa-del-balon-2026-borgo-dora-celebra-vintage-musica-e-cultura-popolare-nel-cuore-antico-di-torino/">Festa del Balon 2026: Borgo Dora celebra vintage, musica e cultura popolare nel cuore antico di Torino </a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Torna anche quest’anno nelle vie di&nbsp;<strong>Borgo Dora</strong>&nbsp;la tradizionale&nbsp;<strong>Festa del Balon</strong>, con il suo carico di entusiasmo, spettacoli e ricercate unicità.&nbsp;<strong>Impresa Sociale Balon</strong>, infatti, in collaborazione con le realtà commerciali e culturali di Borgo Dora promuove, per&nbsp;<strong>domenica 4 ottobre</strong>, la&nbsp;<strong>quinta edizione della Festa del Balon</strong>, appuntamento che coinvolge l&#8217;intero quartiere in un programma di iniziative musicali, espositive e culturali aperte alla cittadinanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evento nasce con l&#8217;obiettivo di valorizzare il patrimonio storico e commerciale di Borgo Dora, riconoscendo il ruolo dei visitatori che, con la loro presenza costante durante l&#8217;intero anno, sostengono uno dei mercati dell&#8217;antiquariato e del vintage più rilevanti a livello nazionale. «<em>Per noi questo è il miglior modo di omaggiare tutti gli assidui visitatori dei nostri mercati</em>&nbsp;– commenta&nbsp;<strong>Simone Gelato</strong>, rappresentante di&nbsp;<strong>Impresa Sociale Balon</strong>&nbsp;-.&nbsp;<em>Durante tutto l’anno, con la loro presenza costante, i visitatori ci confermano il loro affetto. Riempendo le nostre strade in ogni appuntamento, dimostrano che siamo uno dei mercati di vintage più seguiti a livello nazionale</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La manifestazione prevede l&#8217;apertura straordinaria del mercatino del vintage, con la partecipazione di centinaia di espositori, l&#8217;apertura delle botteghe storiche del borgo e un articolato programma di intrattenimento distribuito su quattro aree tematiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Piazza Borgo Dora – Palco principale (ore 12 – 21)</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda il programma musicale e culturale, ben sei formazioni musicali si alterneranno sul Palco principale di piazza Borgo Dora nell&#8217;arco della giornata, proponendo un percorso attraverso diversi generi della tradizione rock, dalle sonorità degli anni &#8217;50 al British rock, fino al Tex-Mex e al funky.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma si concluderà alle 19 con l&#8217;esibizione della&nbsp;<strong>Big Blues Jam</strong>, che vedrà la partecipazione di cinque interpreti vocali femminili del panorama musicale piemontese in un tributo alle principali artiste della tradizione blues e soul. È inoltre prevista, nella medesima area, un&#8217;esposizione a cura del&nbsp;<strong>car club West Custom Italy</strong>, dedicata a modelli storici&nbsp;<strong>Ford Mustang</strong>, corredata da materiale informativo sulla storia e sull&#8217;evoluzione del modello.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Cortile del Maglio (ore 12 –21)</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Cortile del Maglio ospiterà un mercato specializzato in vinili e un programma musicale a cura di sette disc jockey, dedicato al tema dell&#8217;edizione corrente – la “<strong>Patchanka Edition</strong>” – incentrato sulla contaminazione tra generi musicali che ha caratterizzato la scena degli anni &#8217;90. Il programma comprende inoltre&nbsp;<strong>un&#8217;esposizione di materiale grafico originale dell&#8217;epoca e&nbsp;</strong>un incontro pubblico sotto forma di talk con la partecipazione di<strong>&nbsp;Luca Morino e Federico Sacchi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Slargo centrale di via Borgo Dora – Palco delle celebrazioni (ore 12 – 21)</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno spazio dedicato sarà riservato a tre ricorrenze significative della storia musicale internazionale:&nbsp;<strong>l&#8217;ottantesimo anniversario dalla nascita di Freddie Mercury</strong>, il&nbsp;<strong>decimo anniversario dalla scomparsa di David Bowie</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>cinquantesimo anniversario del primo album dei Ramones&nbsp;</strong>che darà il via al fenomeno punk.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dibattito sul palco, condotto da&nbsp;<strong>Mao</strong>, prevede interventi di&nbsp;<strong>Alessandro Macinante (autore di diversi libri sui Queen), Domenico Mungo (docente e scrittore musicale per David Bowie), Carlo Bordone (giornalista musicale), Marco Zuanelli e Martino Pasina (autori e collezionisti del libro Ramones sniffing poster)</strong>, con la possibile partecipazione dello scrittore&nbsp;<strong>Giuseppe Culicchia</strong>. Il programma include l&#8217;esposizione di manifesti originali tratti dal volume “<strong>Ramones sniffing posters</strong>” e le esibizioni tributo di&nbsp;<strong>Wally Gators, Ziggy Played Guitar e Luca Spadaro Queen Celebration Night.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, in collaborazione con le&nbsp;<strong>Scuole Cottolengo</strong>, sarà attiva per l&#8217;intera giornata un&#8217;area riservata ai bambini, con laboratori didattici, gonfiabili gratuiti, percorsi espositivi e visite guidate all&#8217;interno della struttura scolastica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Tutta l’energia del Balon è racchiusa in questo evento</em>&nbsp;– conclude&nbsp;<strong>Michele Lacidogna</strong>, rappresentante del&nbsp;<strong>Balon</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>direttore artistico della manifestazione</strong>&nbsp;-.&nbsp;<em>La musica rappresenta il clima di festa che si vive qui ogni fine settimana, mentre le mostre richiamano gli innumerevoli oggetti del passato e d’arte che popolano i nostri banchi e negozi. I talk rappresentano invece la cultura che si diffonde dal borgo tramite realtà come la&nbsp;</em><em><strong>Scuola Holden</strong></em><em>&nbsp;e la storia che si preserva attraverso gli oggetti del mercato. Infine, lo spazio per i bambini rappresenta l’anima pura e solidale che, grazie al&nbsp;</em><em><strong>Sermig</strong></em><em>&nbsp;e al&nbsp;</em><em><strong>Cottolengo</strong></em><em>, rende il Balon un’eccellenza unica nel suo settore</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come nelle precedenti edizioni, sarà attivo il contest fotografico e le visite guidate attraverso le vie di Borgo Dora, al Sermig e al Cottolengo. Per ulteriori informazioni sul contest e gli eventi della Festa del Balon, si possono consultare i profili social del Balon oppure il sito web&nbsp;<a href="http://www.balon.it/">www.balon.it</a>.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/festa-del-balon-2026-borgo-dora-celebra-vintage-musica-e-cultura-popolare-nel-cuore-antico-di-torino/">Festa del Balon 2026: Borgo Dora celebra vintage, musica e cultura popolare nel cuore antico di Torino </a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107699</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Torino, Sabelt e Alpine trasformano la tuta da racing più leggera al mondo in un’opera d’arte con i Van Orton</title>
		<link>https://nuovasocieta.it/torino-sabelt-e-alpine-trasformano-la-tuta-da-racing-piu-leggera-al-mondo-in-unopera-darte-con-i-van-orton/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 08:31:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovasocieta.it/?p=107415</guid>

					<description><![CDATA[<p>In occasione della&#160;24 Ore di Le Mans 2026,&#160;Sabelt e Alpine Endurance Team&#160;presentano una speciale tuta racing realizzata in collaborazione con il duo artistico italiano Van Orton, tra i nomi più riconoscibili della scena visual contemporanea internazionale.&#160;Per la prima volta nella storia del FIA World Endurance Championship, un team ufficiale scenderà in pista con una tuta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/torino-sabelt-e-alpine-trasformano-la-tuta-da-racing-piu-leggera-al-mondo-in-unopera-darte-con-i-van-orton/">Torino, Sabelt e Alpine trasformano la tuta da racing più leggera al mondo in un’opera d’arte con i Van Orton</a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In occasione della&nbsp;<strong>24 Ore di Le Mans 2026</strong>,&nbsp;<strong>Sabelt e Alpine Endurance Team</strong>&nbsp;presentano una speciale tuta racing realizzata in collaborazione con il duo artistico italiano Van Orton, tra i nomi più riconoscibili della scena visual contemporanea internazionale.&nbsp;<strong>Per la prima volta nella storia del FIA World Endurance Championship, un team ufficiale scenderà in pista con una tuta racing progettata da artisti contemporanei</strong>, trasformando un prodotto tecnico da competizione in una vera e propria opera d’arte da indossare in pista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La grafica sviluppata dai Van Orton celebra la storia di Alpine alla 24 Ore di Le Mans attraverso tre vetture simbolo dell&#8217;avventura endurance del marchio. Attraverso il loro iconico linguaggio visivo fatto di geometrie, colori e richiami alla cultura pop contemporanea, gli artisti italiani reinterpretano oltre sessant&#8217;anni di storia racing Alpine, fondendo tradizione sportiva e creatività contemporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto rende omaggio&nbsp;<strong>all&#8217;Alpine M63</strong>, la prima vettura della casa automobilistica francese a prendere parte alla 24 Ore di Le Mans nel 1963 con gli equipaggi Rosinski/Heins, Fescobaldi/Richard e Boyer/Verrier. E ancora, alla&nbsp;<strong>Renault Alpine A442B, vincitrice assoluta dell&#8217;edizione 1978 con Didier Pironi e Jean-Pierre Jaussaud</strong>&nbsp;e infine all&#8217;attuale&nbsp;<strong>Hypercar Alpine A424</strong>, protagonista del FIA World Endurance Championship con gli equipaggi da Costa/Habsburg/Milesi e Gounon/Makowiecki/Martins. Tre vetture che rappresentano altrettanti capitoli fondamentali della storia Alpine sul Circuit de la Sarthe e che oggi rivivono attraverso una nuova interpretazione artistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>La nostra idea era trasformare una tuta racing in qualcosa che potesse trasmettere emozione, energia e memoria visiva, pur rimanendo un oggetto tecnico estremo &#8211;&nbsp;</em>dichiarano i&nbsp;<strong>Van Orton</strong>&nbsp;-,&nbsp;<em>collaborare con Sabelt e Alpine su un progetto legato a Le Mans è stato qualcosa di unico»</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La speciale tuta utilizzata dal team Alpine è basata sulla nuova&nbsp;<strong>Sabelt TS-12 Hypercolor,</strong>&nbsp;la&nbsp;<strong>tuta sublimata più leggera al mondo</strong>, sviluppata per offrire un nuovo livello di comfort e performance ai piloti endurance.Con un peso di soli 275 g/m², rispetto i circa 440 g/m² della generazione precedente, la TS-12 Hypercolor rappresenta un importante passo avanti in termini di leggerezza, traspirabilità e morbidezza dei materiali, mantenendo al tempo stesso la conformità alla normativa FIA 8856-2018, standard internazionale di riferimento per la protezione ignifuga nelle competizioni automobilistiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’innovazione non riguarda soltanto il peso. Grazie al processo produttivo sviluppato da Sabelt, la personalizzazione grafica non rappresenta più un compromesso tecnico: colori, dettagli complessi e creatività possono essere applicati direttamente sul tessuto senza penalizzare prestazioni, comfort, sicurezza o competitività del prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La speciale livrea realizzata per Alpine Endurance Team rappresenta la dimostrazione concreta delle potenzialità offerte dalla tecnologia Hypercolor, aprendo nuove prospettive per il futuro dell’abbigliamento tecnico nel motorsport professionistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Le Mans rappresenta uno dei simboli assoluti del motorsport mondiale. Portare un progetto artistico all’interno di un contesto così iconico significa creare un ponte tra performance, creatività e cultura contemporanea. Lo sviluppo di questa nuova tuta sublimata, la più leggera sul mercato, ci permette di abbattere le barriere della creatività e aprire il motorsport a nuove collaborazioni con mondi come quello dell’arte</em>», dichiara&nbsp;<strong>Massimiliano Marsiaj</strong>, vicepresidente esecutivo di Sabelt.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Capucine Lorenzi</strong>, chief operating officer del marchio Alpine ha commentato «<em>l</em><em>a 24 Ore di Le Mans è molto più di una gara. È un simbolo e una piattaforma di espressione che va oltre il semplice ambito sportivo. Questa competizione rappresenta il contesto ideale per osare e innovare. Attraverso una collaborazione artistica di questa portata, Alpine dimostra di non limitarsi a competere per la performance, ma di essere pienamente parte della cultura contemporanea. Questa tuta incarna il nostro Dna: audacia, eleganza e spirito pionieristico, oltre a rappresentare una relazione duratura con il nostro partner. I nostri piloti indosseranno con orgoglio questo omaggio alla nostra storia, valorizzato dal talento di Van Orton e dall&#8217;eccellenza tecnologica di Sabelt</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questo progetto, Sabelt conferma la propria volontà di continuare a esplorare nuove contaminazioni tra tecnologia, design e cultura contemporanea, spingendo il motorsport oltre il solo aspetto tecnico e trasformando la performance in una forma di espressione visiva.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/06/00002386_0051-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-107417" srcset="https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/06/00002386_0051-1024x683.jpg 1024w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/06/00002386_0051-300x200.jpg 300w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/06/00002386_0051-768x512.jpg 768w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/06/00002386_0051-1536x1024.jpg 1536w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/06/00002386_0051-2048x1366.jpg 2048w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/06/00002386_0051-696x464.jpg 696w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/06/00002386_0051-1068x712.jpg 1068w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/06/00002386_0051-1920x1280.jpg 1920w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/06/00002386_0051-scaled.jpg 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Team, Alpine Endurance Team, Alpine A424 #36, Hypercar, ambience during the 24 Hours of Le Mans, 3rd round of 2026 FIA World Endurance Championship, from June 10 to 14, 2026 in Le Mans, France &#8211; Photo MCH Photography</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/torino-sabelt-e-alpine-trasformano-la-tuta-da-racing-piu-leggera-al-mondo-in-unopera-darte-con-i-van-orton/">Torino, Sabelt e Alpine trasformano la tuta da racing più leggera al mondo in un’opera d’arte con i Van Orton</a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107415</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Nuovo record per il Salone del Libro: 254.000 visitatori</title>
		<link>https://nuovasocieta.it/nuovo-record-per-il-salone-del-libro-254-000-visitatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 01:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Zoom [Primo Piano]]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovasocieta.it/?p=107372</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cinque giorni con 254.000 persone che hanno incontrato ospiti da tutto il mondo e case editrici in un’atmosfera di gioia e partecipazione, per tracciare parole nuove, sguardi sul mondo e per festeggiare l’appartenenza a una grande e variegata comunità di lettrici e lettori. Sono questi i numeri della XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. Oltre&#160;1.000 spazi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/nuovo-record-per-il-salone-del-libro-254-000-visitatori/">Nuovo record per il Salone del Libro: 254.000 visitatori</a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Cinque giorni con <strong>254.000 </strong>persone che hanno incontrato ospiti da tutto il mondo e case editrici in un’atmosfera di gioia e partecipazione, per tracciare parole nuove, sguardi sul mondo e per festeggiare l’appartenenza a una grande e variegata comunità di lettrici e lettori. Sono questi i numeri della <strong>XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro</strong> di Torino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre&nbsp;<strong>1.000 spazi espositivi</strong>,&nbsp;<strong>36 sale</strong>&nbsp;incontro e&nbsp;<strong>8 laboratori</strong>, il<strong>&nbsp;40% degli appuntamenti</strong>&nbsp;in calendario sold out,<strong>&nbsp;circa 132.000 visitatori e visitatrici&nbsp;</strong>hanno partecipato agli incontri organizzati nelle sale, oltre&nbsp;<strong>1.100 appuntamenti&nbsp;</strong>sul territorio in quasi&nbsp;<strong>400 spazi&nbsp;</strong>con il Salone Off.&nbsp;Nell’anno de&nbsp;<em>Il mondo salvato dai ragazzini</em>, i giovani sono stati ancora più protagonisti: la partezipazione delle scuole ha raggiunto<strong>&nbsp;34.500 presenze tra studenti e accompagnatori</strong>, con&nbsp;<strong>un aumento del 25%</strong>&nbsp;rispetto alla precedente edizione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Salone del Libro quest’anno ha accolto&nbsp;<strong>254.000 visitatori&nbsp;</strong>tra i padiglioni 1, 2, 3, 4, il nuovo padiglione 5, l’Oval, il Centro Congressi e la Pista 500, progetto artistico sviluppato dalla Pinacoteca Agnelli, il Centro Commerciale Lingotto e Uci Cinemas. Per la prima volta l’affluenza del&nbsp;<strong>giovedì</strong>&nbsp;ha superato le&nbsp;<strong>40.000 presenze</strong>, quella del&nbsp;<strong>venerdì</strong>&nbsp;le&nbsp;<strong>50.000</strong>&nbsp;e quella del&nbsp;<strong>sabato</strong>&nbsp;le&nbsp;<strong>70.000</strong>.&nbsp;Grandi numeri anche per il&nbsp;<strong>Salone Off</strong>, la festa del libro partecipa, diffusa e inclusiva a Torino, nella Città Metropolitana e in Regione, che quest’anno ha compiuto&nbsp;<strong>ventidue anni</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Salone appena trascorso è stato raccontato nel pomeriggio in Sala Oro (Oval) da:&nbsp;<strong>Silvio Viale</strong>, Presidente dell’Associazione Torino, la Città del Libro;&nbsp;<strong>Marina Chiarelli</strong>, Assessore alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili della Regione Piemonte;&nbsp;<strong>Domenico Carretta</strong>, Assessore allo Sport, ai Grandi eventi, al Turismo e al Tempo libero della Città di Torino;&nbsp;<strong>Alessandro Isaia</strong>, Segretario Generale Fondazione per la Cultura Torino;&nbsp;<strong>Giulio Biino</strong>, Presidente Fondazione Circolo dei lettori;&nbsp;<strong>Annalena Benini</strong>, Direttrice editoriale del Salone Internazionale del Libro di Torino;&nbsp;<strong>Simona Baldassarre</strong>, Assessore alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia, Servizio civile della Regione Lazio, Regione ospite d’onore Salone del Libro 2027;<strong>&nbsp;Anna Guitart</strong>, Direttrice dell’Institut Ramon Llull, Letteratura Catalana, ospite d’onore Salone del Libro 2027 e&nbsp;<strong>Piero Crocenzi</strong>, Amministratore delegato di Salone Libro s.r.l.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la conferenza è stata annunciata<strong>&nbsp;la letteratura catalana Ospite d’Onore al Salone del Libro 2027</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>Lazio Regione Ospite d’Onore del Salone del Libro 2027</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I grandi eventi di&nbsp;</strong><strong><em>Il mondo salvato dai ragazzini</em></strong><strong>.</strong>&nbsp;Sale piene e incontri sold out: è il bilancio della XXXVIII edizione del Salone del Libro. Un pubblico caloroso ha invaso le sale e gli stand e ha atteso con pazienza di incontrare e salutare le autrici e gli autori e di tornare a casa con una firma o dedica sulla copia acquistata. Tra gli eventi internazionali con maggiore affluenza e amati dal pubblico:&nbsp;<strong>Bernie Sanders</strong>,&nbsp;<strong>Zadie Smith</strong>,&nbsp;<strong>Emmanuel Carrère</strong>,&nbsp;<strong>Peter Cameron</strong>,&nbsp;<strong>Kiran Desai</strong>,&nbsp;<strong>László Krasznahorkai</strong>,<strong>&nbsp;Boualem Sansal</strong>,&nbsp;<strong>Valeria Luiselli, David Grossman, Leila Guerriero, Nathacha Appanah, Ece Temelkuran</strong>,&nbsp;<strong>Irvine Welsh</strong>,&nbsp;<strong>Lea Ypi</strong>,<strong>&nbsp;Aline Bei</strong>,<strong>&nbsp;Simon Mason</strong>,<strong>&nbsp;Petros Markaris</strong>,<strong>&nbsp;Ayşegül Savaş</strong>,<strong>&nbsp;Hervé Tullet,</strong>&nbsp;<strong>Magali Bonniol</strong>.&nbsp;Tra quelli italiani:<strong>&nbsp;Stefania Andreoli, Roberto Baggio, Marco Bellocchio, Alessandro Baricco, Alessandro Barbero, Daria Bignardi, Luca Carboni, Concita De Gregorio, Fiorello, Jovanotti, Luciano Ligabue, Mara Maionchi, Cecilia Sala, Roberto Saviano, Patrizia Valduga, Zerocalcare</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Romance Pop Up</strong>. La seconda edizione del Romance Pop Up, ma l<strong>a prima con un biglietto dedicato e due giorni di appuntamenti</strong>, ha accolto&nbsp;<strong>6.500 lettrici</strong>&nbsp;(e qualche lettore). Sono circa&nbsp;<strong>30.000 i libri firmati</strong>&nbsp;durante i Meet&amp;Greet su prenotazione e gli eventi (altra novità di questa edizione) hanno visto la partecipazione di&nbsp;<strong>3.000&nbsp;</strong>persone alle presentazioni di libri e alle due proiezioni cinematografica.&nbsp;Con la partecipazione di&nbsp;<strong>72 autrici (e 2 autori)</strong>,&nbsp;<strong>23 appuntamenti e 2 proiezioni</strong>, il Romance Pop Up è stata&nbsp;<strong>una delle scommesse di questa edizione, un progetto partito dall’ascolto di un pubblico nuovo</strong>, che ha risposto con grande entusiasmo a questa avventura.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La prossima edizione. </strong>Il Salone tornerà ad accogliere editori, lettrici, lettori, autori e autrici <strong>dal</strong> <strong>13 al 17 maggio 2027</strong>. Torna anche il Rights Centre <strong>dal 12 al</strong> <strong>14 maggio 2026.</strong> </p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/nuovo-record-per-il-salone-del-libro-254-000-visitatori/">Nuovo record per il Salone del Libro: 254.000 visitatori</a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107372</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Confesercenti Torino, Vincenzo Nettis è il nuovo presidente</title>
		<link>https://nuovasocieta.it/confesercenti-torino-vincenzo-nettis-e-il-nuovo-presidente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 12:42:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Zoom [Primo Piano]]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovasocieta.it/?p=107359</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Presto&#160;Confesercenti Torino inizierà la raccolta delle 50mila firme necessarie per presentare la proposta di legge di iniziativa popolare per rilanciare&#160; negozi e mercati“:&#160;Vincenzo Nettis,&#160;eletto presidente provinciale dell’associazione, ha annunciato così il primo impegno del suo mandato. Nettis&#160;è stato votato&#160; all’unanimità dall’assemblea elettiva dell’associazione che si è tenuta questa mattina al Collegio Carlo Alberto a Torino. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/confesercenti-torino-vincenzo-nettis-e-il-nuovo-presidente/">Confesercenti Torino, Vincenzo Nettis è il nuovo presidente</a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">“Presto&nbsp;<strong>Confesercenti Torino inizierà la raccolta delle 50mila firme necessarie per presentare la proposta di legge di iniziativa popolare per rilanciare&nbsp; negozi e mercati</strong>“:&nbsp;<strong>Vincenzo Nettis,&nbsp;</strong>eletto presidente provinciale dell’associazione, ha annunciato così il primo impegno del suo mandato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nettis</strong>&nbsp;è stato votato&nbsp; all’unanimità dall’assemblea elettiva dell’associazione che si è tenuta questa mattina al Collegio Carlo Alberto a Torino. Nettis, 51 anni, sposato, due figli, è titolare dell’impianto di distribuzione carburanti di piazza Bernini a Torino. Attualmente è presidente provinciale e vicepresidente nazionale di Faib, l’associazione dei benzinai, e componente della giunta provinciale di Confesercenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Succede a&nbsp;<strong>Giancarlo Banchieri,</strong>&nbsp;che ha guidato Confesercenti Torino negli ultimi dieci anni e che conserva la carica di presidente di Confesercenti Piemonte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo presidente sarà affiancato da&nbsp;<strong>Fulvio Griffa</strong>, eletto nel ruolo di vicepresidente vicario. Griffa, imprenditore nel mondo della ristorazione, è attualmente presidente di Fiepet, l’associazione dei pubblici esercizi, e di Assoturismo, oltre che componente della giunta provinciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’associazione ha completato i propri organi dirigenti con l’elezione della nuova presidenza e della nuova giunta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Carlo Chiama e Giovanni Fariello, sono stati confermati rispettivamente nei ruoli di direttore e di vicedirettore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Fra il 2019 e il 2026 (il dato è aggiornato al primo trimestre) – ha detto Nettis –&nbsp;<strong>il commercio a Torino ha perso oltre il 13% delle imprese</strong>&nbsp;e le percentuali sono ancora peggiori se consideriamo la Provincia e la Regione. Stiamo parlando di negozi e mercati; ma anche il settore della somministrazione, che pure è il più dinamico, ha subito una contrazione del 10%, anche se nell’ultimo anno si riscontra una inversione di tendenza e il saldo fra aperture e chiusure è tornato, per fortuna, positivo. Forse queste percentuali da sole non danno totalmente il senso della crisi che viviamo: vi sono settori in cui il calo non è del 13%, ma del 25% o del 30%: mi limito a citare le edicole (quasi soppiantate dall’informazione online), i negozi di abbigliamento (alle prese con la concorrenza sleale delle grandi piattaforme del web), gli stessi mercati (le cui difficoltà ne limitano la tradizionale funzione di termometro dei prezzi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Se consideriamo le sole aperture la situazione ci appare ancora più preoccupante. Meno 70% in dieci anni, meno 9% nell’ultimo anno: sono queste le percentuali del calo delle aperture dei negozi in Piemonte certificate dall’ufficio studi di Confesercenti. Nel 2013 le aperture furono 4.581; nel 2025 si sono ridotte a meno di 1300. I<strong>n pratica, per ogni negozio che ha aperto ne hanno chiuso 2,4. Dieci anni fa, il rapporto fra chiusure e aperture era di 1,5. Se questa tendenza proseguisse senza inversioni, già nel 2034 il numero di nuove aperture potrebbe arrivare vicino allo zero, segnando la fine del commercio come lo conosciamo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo Confesercenti – ha concluso Nettis – lancia la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare. Bisogna intervenire in modo strutturale per invertire una tendenza di lungo periodo:<strong>&nbsp;i negozi e i mercati sono un patrimonio di tutti, da tutelare e valorizzare, perché rappresentano: comunità, sicurezza e anche servizio di prossimità per una popolazione sempre più anziana</strong>“.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta – è scritto nel testo della proposta di legge “di assicurare la&nbsp;<strong>continuità dei servizi essenziali e di prossimità alla popolazione residente</strong>, contrastare i fenomeni di&nbsp;<strong>rarefazione commerciale</strong>&nbsp;e rafforzare il tessuto economico locale al fine di tutelare la rete di vicinato, salvaguardare i presidi multiservizio e promuovere forme di aggregazione tra imprese operanti nei territori interessati”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco il testo completo della proposta &gt;&nbsp;<a href="https://www.confesercenti-to.it/wp-content/uploads/2026/05/CONFESERCENTI_Ddl-delega-ZESpro-24.03.26-1.docx">CONFESERCENTI_Ddl delega ZESpro 24.03.26 (1)</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla proposta di legge&nbsp; di Confesercenti si sono pronunciati il vicepresidente della Regione Piemonte&nbsp;<strong>Maurizio Marrone</strong>&nbsp;(“interesse favorevole”) e l’assessore al Commercio del Comune di Torino,&nbsp;<strong>Paolo Chiavarino</strong>&nbsp;(“sì alla ZesPro unitamente ai Duc, distretti urbani del commercio, misure&nbsp; che vanno entrambe nella stessa direzione”), durante il dibattito al quale sono intervenuti anche il presidente della Camera di Commercio,&nbsp;<strong>Massimiliano Cipolletta</strong>&nbsp;e il presidente di Confesercenti Piemonte&nbsp;<strong>Giancarlo Banchieri.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo intervento il sindaco di Torino,&nbsp;<strong>Stefano Lo Russo</strong>, ha assicurato l’accresciuto impegno dell’amministrazione – attraverso misure più semplici ed efficaci e con più cospicua dotazione finanziaria – per il sostegno alle imprese del commercio danneggiate dai cantieri della Metro2.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha portato il proprio saluto la vicepresidente del Senato,&nbsp;<strong>Anna Rossomando.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/confesercenti-torino-vincenzo-nettis-e-il-nuovo-presidente/">Confesercenti Torino, Vincenzo Nettis è il nuovo presidente</a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107359</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il Consiglio comunale approva il progetto preliminare del nuovo Piano Regolatore</title>
		<link>https://nuovasocieta.it/il-consiglio-comunale-approva-il-progetto-preliminare-del-nuovo-piano-regolatore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 09:02:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Zoom [Primo Piano]]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovasocieta.it/?p=107203</guid>

					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stata discussa e votata in Sala Rossa con 24voti a favore e 4 contrari la deliberazione, già approvata dalla Giunta nel dicembre scorso, che contiene il progetto preliminare della revisione del Piano regolatore generale di Torino ai sensi degli articoli n. 14, 15 e 17 della Legge regionale n. 56/1977. A trent’anni di distanza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/il-consiglio-comunale-approva-il-progetto-preliminare-del-nuovo-piano-regolatore/">Il Consiglio comunale approva il progetto preliminare del nuovo Piano Regolatore</a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; stata discussa e votata in Sala Rossa con 24voti a favore e 4 contrari la deliberazione, già approvata dalla Giunta nel dicembre scorso, che contiene il progetto preliminare della revisione del Piano regolatore generale di Torino ai sensi degli articoli n. 14, 15 e 17 della Legge regionale n. 56/1977. A trent’anni di distanza dal precedente, progettato a ridosso degli anni ‘90 da Augusto Cagnardi e Vittorio Gregotti, nei prossimi anni il nuovo PRG sarà lo strumento principale dell’Amministrazione per governare il futuro assetto territoriale e le diverse trasformazioni della città. Una volta adottato, il Piano dovrà essere pubblicato per consentire di raccogliere le osservazioni dei cittadini e delle associazioni. Subito dopo, si avvierà la fase di valutazione da parte degli enti sovraordinati. A conclusione dell’iter, l’approvazione del progetto definitivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il voto odierno è stato preceduto dal dibattito in Aula, preceduto dalla presentazione dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni e chiuso dell’intervento del sindaco Stefano Lo Russo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per l’assessore&nbsp;<strong>Paolo Mazzoleni</strong>, si tratta di un passo decisivo per la Torino del futuro. Un atto politico per una comunità che organizza il proprio spazio, crea opportunità, modella i diritti urbani e orienta le trasformazioni. Punto di arrivo di un lavoro lungo e punto di partenza per una nuova fase. Se il Piano precedente ha saputo dare ordine alla transizione postindustriale, governando una fase complessa e consentendo trasformazioni decisive, oggi Torino ha bisogno di una nuova architettura perché in questi anni sono cambiate le sfide. C’è, innanzitutto una nuova questione demografica: terminata la stagione della contrazione, la sostanziale stabilità costringe a ripensare una città più stabile ma in continua trasformazione. E c’è la questione economica, superato il glorioso passato industriale, la città è diventata plurale: università, ricerca, cultura, turismo, innovazione e nuove forme del lavoro, sono situazioni che richiedono nuovi strumenti per la sua gestione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi c’è la questione ambientale, tutta nuova rispetto al precedente Piano, che porta a confrontarsi con il cambiamento climatico, il consumo di suolo, la qualità dell’aria, la mobilità sostenibile, e c’è il tema della giustizia territoriale: Torino città riconoscibile nella sua struttura, ma anche città fatta di differenze, di diseguaglianze, di quartieri che chiedono attenzione per una narrazione che non può essere concentrata solo sulle aree più forti o più attrattive. Per rispondere adeguatamente a queste istanze, Mazzoleni ha spiegato che il Piano si articola su tre grandi temi, altrettante visioni strategiche della città, che ne costituiscono l’ossatura culturale: Torino città dell’innovazione, del welfare e come ecosistema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo tema ci porta a vedere una città più connessa, accessibile e competitiva, che utilizza la rigenerazione urbana quale strumento principale per riattivare parti della città che hanno esaurito il loro ciclo precedente. Ma non ci sono solo le funzioni economiche, e allora il secondo teme, il welfare, prospetta il rafforzamento la città della prossimità, dove i servizi fondamentali e le opportunità siano accessibili e distribuiti in modo più equilibrato fra quartieri e comunità. Mentre la visione della città come ecosistema spinge a misurarsi con le questioni ambientali. In conclusione, per Mazzoleni è necessario mettere Torino nelle condizioni di affrontare al meglio il proprio futuro, rendere più chiari e governabili i processi di trasformazione, senza attribuire al Piano poteri salvifici. Perché da sola, l’urbanistica non risolve tutto, ma può evitare che la città resti senza direzione e contribuire a realizzare un quadro più giusto, più leggibile, più favorevole all’azione pubblica e agli investimenti. Un’idea certamente migliorabile e aperta al confronto ma strutturata e riconoscibile. Un’idea di Torino che non si limita a custodire ciò che ha ereditato, ma prova a rinnovarlo. Un’idea di Torino che non separa sviluppo e qualità urbana, che riconosce i quartieri, le centralità, le differenze, le fragilità e le potenzialità della città reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la relazione dell’assessore, si sono succeduti gli interventi dei consiglieri comunali, primo fra tutti quello del presidente della commissione Urbanistica&nbsp;<strong>Antonio Ledda</strong>&nbsp;(PD), che considera il progetto preliminare del PRG non il punto di arrivo, ma un passaggio decisivo, non solo dal punto urbanistico. È il modo in cui proviamo a immaginare il nostro futuro, ridisegnando spazi importanti nel tessuto urbano, in un tempo di rapide trasformazioni, con caparbietà e generosità &#8211; ha detto. Lavoriamo &#8211; ha aggiunto &#8211; perché la città sia non solo più bella, ma anche più funzionale, vivibile&nbsp;e attrattiva, rigenerando se stessa e rimettendo in circolo le energie urbane rimaste inutilizzate. Tra le scelte più significative &#8211; ha sottolineato &#8211; c’è quella di riconoscere e valorizzare le diverse identità dei 34 quartieri.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo subito iniziare a lavorare sul progetto definitivo e approvarlo entro questa consiliatura &#8211; ha dichiarato&nbsp;<strong>Silvio Viale</strong>&nbsp;(+Europa, Radicali Italiani) &#8211; per ridisegnare una città che è molto cambiata negli ultimi anni, grazie anche alle importanti scelte strategiche fatte in passato, come il passante ferroviario e la tutela della collina. Dobbiamo lavorare concretamente per attrarre nuovi investimenti &#8211; ha concluso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per&nbsp;<strong>Ferrante De Benedictis</strong>&nbsp;(Fd’I) si tratta di un atto straordinariamente importante per interpretare i cambiamenti e disegnare la città del futuro, che deve essere rilanciata. Torino è molto cambiata rispetto all’ultimo Prg e sta vivendo una crisi profonda dell’automotive: un settore di eccellenza che va salvaguardato, rilanciando Mirafiori, senza speculazioni &#8211; ha evidenziato, spiegando che si poteva fare qualcosa in più e lasciare più tempo per approfondire gli emendamenti. Ci auguriamo vengano rispettate tutte le regole indicate dalla Regione Piemonte e si presti particolare attenzione a perequazione urbanistica, calcolo dell’Imu e consumo di suolo &#8211; ha concluso, proponendo l’istituzione di una Commissione ad hoc, aperta anche all’esterno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo intervento,&nbsp;<strong>Giuseppe Catizone</strong>&nbsp;(Lega) ha fatto i complimenti per la caparbietà all’assessore Mazzoleni nel portare avanti il nuovo Piano Regolatore Generale ed evidenziato la predisposizione di una mozione di accompagnamento con proposte messe a disposizione per migliorarlo con regole chiare e snelle per i futuri investitori. Ha evidenziato aspetti del nuovo PRG &#8211; esplicitati dalle associazioni di categoria &#8211; non convincenti che sarebbe opportuno emendare per tutelare il lavoro del mondo privato come negli insediamenti produttivi. Secondo il consigliere anche le riqualificazioni periferiche sono poco chiare nel nuovo testo, in particolare per le aree industriali da bonificare. Ha evidenziato una serie di domande inevase: Ance ha parlato dell’aumento dei costi di costruzione; non sono chiari i costi delle bonifiche; i commercianti evidenziano criticità sulla diminuzione degli stalli dei parcheggi; in periferia servono costruzioni per i meno abbienti e il piano non le prevede; per i permessi di costruzione sono segnalate criticità nei cambi d’uso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il capogruppo del PD&nbsp;<strong>Claudio Cerrato</strong>&nbsp;ha parlato di un momento decisivo per la vita amministrativa della città dei prossimi lustri con l’approvazione del nuovo PRG. Ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato a un progetto così rilevante per la visione futura della Città e ricordato che in sessant’anni due soli piani regolatori sono stati approvati dall’amministrazione comunale: nel 1959 e nel 1995. Ha evidenziato le caratteristiche di un piano che governerà la rigenerazione urbana della città, con indirizzi chiari per il prossimo ventennio della Città che si intende costruire: tutela del commercio di prossimità; conferma della vocazione manifatturiera; la fondamentale questione abitativa per una città equa e inclusiva. Un voto ha concluso che è una responsabilità per il futuro della città.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pino Iannò</strong>&nbsp;(Torino Libero Pensiero) ha definito il nuovo PRG il documento più importante dell’intero mandato amministrativo. Un provvedimento che finalmente rinnova l’urbanistica dopo tanti anni dall’approvazione del piano del 1995. Annunciando l’astensione al voto, ha evidenziato le sfide inevase dei quartieri periferici che stanno attendendo provvedimenti incisivi. Torino ha bisogno di investimenti &#8211; ha commentato &#8211; e si dovrà porre attenzione sui benefici per la collettività, la rigenerazione di spazi urbani in favore della sostenibilità: un Piano da costruire con equilibrio e sagacia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo intervento,&nbsp;<strong>Domenico Garcea&nbsp;</strong>(FI) ha deplorato l’impostazione puramente tecnica del processo di definizione del PRG, che rappresenta in primo luogo una scelta politica: a suo dire manca una visione complessiva comprensibile ai cittadini, mentre molte zone periferiche sono in abbandono città. La Linea 2 della metropolitana , ha aggiunto, potrà davvero ricucire la città. Se il nuovo Prg vuole costruire una città più giusta ha sottolineato Garcea, deve mettere le periferie al centro nelle scelte concrete, serve un grande confronto pubblico sul futuro di Torino, che appartiene ai torinesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Andrea Russi&nbsp;</strong>(M5S) ha messo in guardia dai rischi speculativi legati alla circolazione dei diritti edificatori ricordando il tema delle decine di migliaia di alloggi vuoti. Ha poi sostenuto che il PRG abbandona l’industria, a eccezione del settore aerospaziale, grande opportunità ma vincolato in parte all’economia di guerra. Sulle questioni ambientali, Russi ha sostenuto la necessità di maggiore attenzione agli ecosistemi urbani, anche a fronte dei cambiamenti climatici, criticando la scelta del nuovo ospedale alla Pellerina ricordando come occorra una regia pubblica forte per garantire il riequilibrio tra interessi pubblici e privati. Russi ha poi toccato i temi delle aree produttive e delle scelte dei grandi gruppi industriali, che incideranno sul futuro di Torino e che non possono essere impostata ad accordi segreti come quelli stipulati con Stellantis. Il centrodestra, ha concluso, critica in Sala Rossa un PRG consentito dalla normativa regionale “Cresci Piemonte”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha ricordato come i PRG precedenti non tenessero conto, inevitabilmente, del cambiamento climatico in atto e delle sue conseguenze,&nbsp;<strong>Emanuele Busconi</strong>&nbsp;(Sinistra Ecologista), mentre quello in discussione ha attenzione per i servizi ecosistemici e la transizione ecologica. Ha poi evidenziato come si siano individuate le principali direttrici del trasporto pubblico come assi, con attenzione alle aree pubbliche quale il prato Parella e in generale al concetto di prossimità, valorizzando i quartieri e la loro accessibilità. Busconi ha poi affrontato il tema dell’abitare sottolineando la necessità di rimettere sul mercato gli alloggi vuoti e garantire case a prezzi sostenibili, con particolare attenzione per i giovani, le loro specificità e il diritto allo studio, evitando la gentrificazione dei quartieri. Torino deve mettere al centro le questioni sociali e ambientali senza inseguire un “modello milanese”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per&nbsp;<strong>Federica Scanderebech&nbsp;</strong>(FI) l’atto non riguarda solo l’assetto urbanistico, ma anche sviluppo, qualità urbana e sostenibilità per i prossimi decenni. La capogruppo azzurra ha quindi sottolineato l’incremento insediativo limitato, che quindi non prevede un incremento della popolazione residente e degli oneri di costruzione. La sfida &#8211; ha affermato &#8211; sarà quindi il rinnovamento dell’edilizia esistente, per cui bisogna rendere più conveniente riqualificare il patrimonio esistente e favorire interventi di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico. Serve un quadro normativo chiaro e coerente con la legislazione sovraordinata &#8211; ha detto, ribadendo che manca una visione chiara, soprattutto per quanto riguarda aree dismesse, calo demografico e attrazione di grandi investimenti. Servono poi più parcheggi interrati e una migliore mobilità, senza demonizzare l’auto &#8211; ha concluso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo<strong>&nbsp;Simone Fissolo</strong>&nbsp;(Moderati) prima di immaginare il progetto di una città, è necessario comprenderne la realtà, come ha fatto questa Amministrazione. Il Prg non è il disegno della città futura &#8211; ha spiegato &#8211; ma lo strumento per governare le trasformazioni, come sosteneva l’urbanista Giovanni Astengo, e per migliorare la città passo dopo passo. Ha quindi evidenziato alcune priorità individuate dal nuovo Prg: la nuova linea di metropolitana, la riqualificazione di aree abbandonate e sotto-utilizzate, come la Manifattura Tabacchi, e la promozione della centralità dei quartieri, valorizzando ciò che già esiste e limitando il consumo di suolo, tenendo insieme innovazione e qualità urbana e favorendo la transizione energetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vincenzo Camarda</strong>&nbsp;(PD) ha sottolineato l’approccio “realistico” del nuovo Piano Regolatore, attento a servizi, commercio e spazi di socialità. Il Piano &#8211; ha evidenziato &#8211; accompagna la transizione di Mirafiori Sud, un quartiere nato intorno a una grande fabbrica che ora lavora molto meno, ma che adesso può ritrovare centralità e ripartire, a cominciare dai luoghi di vita quotidiana, senza però prescindere dalla produzione industriale. Mirafiori può funzionare anche indipendentemente dalla fabbrica grazie al nuovo Piano Regolatore Generale &#8211; ha concluso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per&nbsp;<strong>Valentino Magazzù</strong>&nbsp;(PD) il nuovo Piano è stato un lavoro imponente, durato anni, dove traspare l’ascolto capillare di tutte le componenti cittadine. Di rilievo è stato il lavoro attorno alla nuova zonizzazione ha commentato, con le Figure di Ricomposizione Urbana che consentiranno connessioni impensabili un tempo per la Città così come la nuova dorsale costituita dalle interconnessioni ferroviarie. Il consigliere voterà a favore e con emozione il nuovo PRG che ha saputo creare sistemi e ascoltare la città.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Elena Apollonio</strong>&nbsp;(Alleanza dei Democratici &#8211; Demos) ha rilevato la straordinaria complessità del nuovo Piano regolatore di una Torino mutata profondamente dal precedente piano del 1995. Ha commentato come la partecipazione &#8211; con il progetto Voci di quartiere &#8211; è stata particolarmente importante ed ha auspicato la prosecuzione dell’ascolto collettivo. Il cambiamento urbanistico previsto dal nuovo piano è lampante &#8211; ha sottolineato &#8211; in linea con l’evoluzione di molte città europee. Il principio della perequazione è al centro del lavoro svolto e va nella direzione democratica auspicata. Ha rilevato l’importanza ricoperta dal nuovo PRG della rete ecologica urbana, delle aree agricole, delle aree industriali dove i vecchi siti produttivi saranno messi in sicurezza con bonifiche. Nel suo insieme il Piano propone una Torino attenta alla qualità ambientale &#8211; ha commentato &#8211; rivolta alla cura dei suoi abitanti. Oggi si apre la fase delle osservazioni &#8211; ha concluso &#8211; un momento altrettanto rilevante come l’approvazione odierna del preliminare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha definito il Piano presentato oggi tardivo e frettoloso&nbsp;<strong>Pierlucio Firrao&nbsp;</strong>(Torino Bellissima), un Piano che doveva essere presentato nel 2024 e che non ha previsto l’ascolto delle associazioni di categoria. Il Piano &#8211; ha commentato &#8211; non è stato discusso e approfondito a sufficienza ed ha annunciato il non voto al provvedimento per poi rilevare come il periodo di salvaguardia creerà non pochi problemi alla Città. Non è nemmeno chiaro il ruolo delle nuove FRU &#8211; ha evidenziato &#8211; così come non è chiaro dove Torino voglia andare con questo nuovo Piano che non ha affrontato temi rilevanti come il futuro dei bambini e degli anziani, ha aggiunto. Il consigliere ha annunciato il non voto al provvedimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per&nbsp;<strong>Amalia Santiangeli</strong>&nbsp;(PD), il PRG è una visione di città per i prossimi decenni, tenendo insieme sviluppo, qualità urbana, ambiente. Torino vive trasformazioni profonde e Prg fornisce strumenti per governarle, ha detto, soffermandosi poi su temi ambientali quali verde urbano, qualità dell’aria, permeabilità del suolo. Ha poi sostenuto che il Piano deve tenere conto della velocità dei cambiamenti, essere flessibile e capace di evolvere e consentire sperimentazioni. Sul tema dell’inclusione, quartieri accessibili e spazi pubblici di qualità, transizione ecologica sono stati definiti fattori di eguaglianza per città piu giusta. Il PRG, ha concluso, è una scelta politica su come Torino saprò attrare innovazione, costruire coesione sociale e politiche ambientali</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Caterina Greco</strong>&nbsp;(PD) ha negato che ci siano stati tempi ristretti per la discussione, come sostenuto dall’opposizione, essendoci state 18 riunioni di commissione con l’assessore Mazzoleni, che hanno consentito di approfondire temi come le otto Figure di Ricomposizione Urbane, altrettante ricuciture del territorio e il meccanismo della perequazione della capienza edilizia, fattore di equità nella ridistribuzione della ricchezza tramite la realizzazione di opere pubbliche. Non è il PRG, strumento flessibile e di competenza esclusiva della Città, che può risolvere i problemi dell’economia industriale, ha sottolineato Greco: l’area dello stabilimento di Mirafiori, secondo il PRG, resta riservata all’industria, in futuro se ci saranno condizioni diverse si faranno varianti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per&nbsp;<strong>Tiziana Ciampolini</strong>&nbsp;(Torino Domani), il PRG ci proietta nei prossimi decenni, un piano urbanistico di questa portata deve alimentare un dibattito pubblico, occorreranno strumenti permanenti di confronto, anche data la flessibilità del Piano. La distribuzione dei diritti edificatori è un fattore di equità, ha aggiunto, ricordando le difficoltà della situazione abitativa e come la sostenibilità sia un concetto ambientale ma anche sociale, che comporta il conciliare la crescita con il miglioramento della vita delle persone. Ricordata la necessità di lavorare a livello di area metropolitana, la consigliera ha poi sottolineato l’importanza dello spazio pubblico e l’interconnessione tra PRG e altri strumenti urbanistici, così come degli strumenti di verifica e monitoraggio nel tempo, un percorso che oggi comincia soltanto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ivana Garione</strong>&nbsp;(Moderati) ha ringraziato l’assessore Mazzoleni per l’importante percorso svolto, anche in sedi non istituzionali, il sindaco che l’ha supportato e tutti i consiglieri e le consigliere. Adottiamo un provvedimento estremamente importante e molto flessibile – ha dichiarato – che mette al centro i quartieri, i servizi, la mobilità pubblica e la rigenerazione delle aree industriali per attrarre nuove imprese e nuovi investimenti, avviando una trasformazione profonda, di cui c’era bisogno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per&nbsp;<strong>Pierino Crema</strong>&nbsp;(PD) il progetto definitivo del Prg richiederà più tempo, per prendere in considerazione tutte le osservazioni che arriveranno. Oggi non deliberiamo investimenti, ma definiamo le regole fondamentali all’interno delle quali avverranno insediamenti produttivi e del terziario e definiamo le linee di sviluppo per servizi, verde pubblico e viabilità.&nbsp;Il mercato non è il diavolo &#8211; ha dichiarato &#8211; ma va controllato e regolato. Dobbiamo lavorare tutti insieme per proseguire il percorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Considera questo PRG bello ma limitato,&nbsp;<strong>Pietro Abbruzzese</strong>&nbsp;(Torino Bellissima), perché parla di una Torino in decrescita, che si sta appannando. È invece necessario &#8211; ha sostenuto &#8211; pensare a una Torino diversa, della crescita, con più ottimismo, ipotizzando anche un percorso della linea 3 della metropolitana e pensando a case per i giovani e a nuovi asili nido, per dare una spinta al futuro. Occorre pensare alle famiglie e ai bambini: il futuro della città &#8211; ha concluso, condividendo l’ipotesi del consigliere De Benedicts di istituire una Commissione ad hoc sul PRG.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ultimo intervento quello di&nbsp;<strong>Fabrizio Ricca</strong>&nbsp;(Lega),&nbsp;che ha ricordato il ruolo attivo della Lega al nuovo PRG e ha ringraziato il sindaco per aver recepito parte delle loro proposte. Un Piano &#8211; ha commentato &#8211; che vedremo se sarà approvato in via definitiva entro la fine del mandato e ha annunciato la non partecipazione al voto in attesa degli esiti della prosecuzione dell’iter.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha concluso, infine, la maratona del dibattito sul PRG, il sindaco&nbsp;<strong>Stefano Lo Russo</strong>&nbsp;che, nel suo intervento, ha sottolineato come questo PRG non sia solo lo strumento di una parte politica, ma lo strumento di sviluppo complessivo della nostra città. Nel chiedersi cosa faccia la differenza tra il declino e lo sviluppo della città, il sindaco ha spiegato come sia determinante avere una traiettoria di sviluppo chiara e di lungo periodo e saper adattare questa traiettoria ad un cambiamento che oggi è piuttosto rapido e investe la vita quotidiana di ciascuno di noi. Ma tenere insieme la visione di lungo periodo, e quindi decidere dove portare la città, e contemporaneamente avere una strumentazione adattativa al cambiamento è una sfida piuttosto complessa. Per questo servirà identificare e lavorare sui punti di forza e provare a colmare i punti di debolezza. Ma il lavoro già svolto, che ha richiesto tempo, consegna a tutti una base conoscitiva di che cosa è Torino, che non ha mai avuto precedenti. È un Piano regolatore che si basa su quattro colonne portanti: sviluppo, coesione, sostenibilità e cura, perché costruire una città con pari diritti e pari dignità e che abbia i servizi di base uguali per tutti, aiuta ad aumentare la coesione sociale e riduce l&#8217;insicurezza sociale, diventando così fattore di competitività anche per le imprese, a livello nazionale e internazionale. Uno strumento urbanistico che forse non risolverà i temi della crisi internazionale dell&#8217;automotive ne altri temi, ma consente di avere una piattaforma che permette di gestire questo tipo di complessità. Perché, dichiara il sindaco, vogliamo che Torino, a valle dell&#8217;approvazione di questo Piano regolatore, abbia una strategia di pianificazione che potrà essere il modello per altre città. Una visione, un modello di città che si declina in uno strumento amministrativo fatto di regole, fatto di norme, fatto di incentivi, di meccanismi che devono essere il più trasparenti possibile, il meno discrezionali possibile. Per Lo Russo siamo all&#8217;inizio di un percorso che andrà completato con tutta una serie di altri passaggi, ma che dovrà mantenere fortissima e chiarissima la regia pubblica, pur con l&#8217;ambizione di attivare meccanismi di partenariato col privato per sviluppare questa città. Perché una città cresce quando pubblico e privato lavorano insieme per costruire occasioni di sviluppo e di rigenerazione urbana. E questo, infine, è un Piano che guarda alla dimensione metropolitana, regionale e nazionale della città, perché serve ricordare che non può esistere sviluppo della regione senza sviluppo della città di Torino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/il-consiglio-comunale-approva-il-progetto-preliminare-del-nuovo-piano-regolatore/">Il Consiglio comunale approva il progetto preliminare del nuovo Piano Regolatore</a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107203</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Si chiude la Milano Fashion Week: altro successo in passerella per due giovani donne e gli abiti da lavoro della West Rose </title>
		<link>https://nuovasocieta.it/si-chiude-la-milano-fashion-week-altro-successo-in-passerella-per-due-giovani-donne-e-gli-abiti-da-lavoro-della-west-ro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 14:23:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovasocieta.it/?p=107179</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si&#160;chiude&#160;la Milano Fashion Week 2026 per le&#160;collezioni&#160;autunno-inverno, e le&#160;sorelle&#160;Claudia e Tiziana&#160;Rubioglio, due&#160;coraggiose&#160;imprenditrici&#160;di&#160;Orbassano, si&#160;sono&#160;nuovamente&#160;rese&#160;protagoniste&#160;di&#160;questo&#160;evento&#160;fashion&#160;di&#160;caratura&#160;internazionale.&#160;&#160; La&#160;passerella&#160;multibrand&#160;organizzata&#160;da&#160;Yes Brand,&#160;in&#160;occasione&#160;della&#160;Milano Fashion Week,&#160;ha&#160;già&#160;dato&#160;spazio ad una “prima” assoluta tre anni or sono, con gli abiti da lavoro diventati parte integrante di una passerella della moda milanese: anche stavolta, le&#160;divise da estetista, dentista,&#160;hair&#160;stylist, infermiera&#160;hanno impreziosito il portamento di&#160;16 modelle&#160;con ben&#160;32 passaggi&#160;sul red carpet.&#160; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/si-chiude-la-milano-fashion-week-altro-successo-in-passerella-per-due-giovani-donne-e-gli-abiti-da-lavoro-della-west-ro/">Si chiude la Milano Fashion Week: altro successo in passerella per due giovani donne e gli abiti da lavoro della West Rose </a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Si&nbsp;chiude&nbsp;la Milano Fashion Week 2026 per le&nbsp;collezioni&nbsp;autunno-inverno, e le&nbsp;sorelle&nbsp;<strong>Claudia e Tiziana&nbsp;Rubioglio</strong>, due&nbsp;coraggiose&nbsp;imprenditrici&nbsp;di&nbsp;Orbassano, si&nbsp;sono&nbsp;nuovamente&nbsp;rese&nbsp;protagoniste&nbsp;di&nbsp;questo&nbsp;evento&nbsp;fashion&nbsp;di&nbsp;caratura&nbsp;internazionale.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;passerella&nbsp;multibrand&nbsp;organizzata&nbsp;da&nbsp;<strong>Yes Brand,</strong>&nbsp;in&nbsp;occasione&nbsp;della&nbsp;<strong>Milano Fashion Week,</strong>&nbsp;ha&nbsp;già&nbsp;dato&nbsp;spazio ad una “prima” assoluta tre anni or sono, con gli abiti da lavoro diventati parte integrante di una passerella della moda milanese: anche stavolta, le&nbsp;<strong>divise da estetista, dentista,&nbsp;hair&nbsp;stylist, infermiera</strong>&nbsp;hanno impreziosito il portamento di&nbsp;<strong>16 modelle</strong>&nbsp;con ben&nbsp;<strong>32 passaggi</strong>&nbsp;sul red carpet.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’esperienza,&nbsp;infatti, è&nbsp;stata&nbsp;ripetuta&nbsp;nel&nbsp;corso&nbsp;della&nbsp;kermesse&nbsp;milanese&nbsp;presso&nbsp;il&nbsp;lussuoso&nbsp;Hotel Melia&nbsp;di Milano, con la presentazione di numerose collezioni di&nbsp;brand&nbsp;emergenti e&nbsp;non, in un evento organizzato da&nbsp;<strong>Tiziano Cavaliere</strong>&nbsp;per&nbsp;<strong>Bros Group Italia</strong>&nbsp;con il patrocinio di&nbsp;<strong>Assomoda-Confcommercio</strong>&nbsp;Milano.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sfilate hanno presentato le collezioni di aziende italiane ed internazionali all’interno di una vera e propria fashion&nbsp;marathon: fra loro anche la&nbsp;<strong>West Rose di Orbassano,</strong>&nbsp;in questo frangente con la sua linea di moda professionale dal titolo&nbsp;“<strong>Terra&nbsp;elettrica&nbsp;– Energia&nbsp;dalle&nbsp;radici</strong>”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«Terra elettrica nasce da quello che siamo: due sorelle legate alle nostre radici. Ma con un mondo dentro, energia, elettricità ed una voglia di esprimerci che ci ha portato a creare West Rose –&nbsp;</em>spiegano&nbsp;<strong>Claudia e Tiziana&nbsp;Rubioglio</strong>, sorelle titolari del&nbsp;brand&nbsp;West Rose&nbsp;<em>-. Il&nbsp;nostro logo è una rosa. La rosa è il fiore di famiglia, rappresenta le nostre radici. Gli abiti che abbiamo fatto sfilare rappresentano la nostra visione che naturalmente si fonda sull’esperienza del passato ma con uno sguardo volto alle tendenze future».</em>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lavoro, Sostenibilità, Donna</strong>&nbsp;rappresentano in sintesi il modus operandi di questa impresa femminile giovane e dinamica. Prodotti studiati e specifici per la quotidianità lavorativa, made in&nbsp;Italy&nbsp;e realizzati con materiali tecnici selezionati.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Vogliamo&nbsp;che&nbsp;tutti&nbsp;coloro&nbsp;che&nbsp;indossano&nbsp;una&nbsp;delle&nbsp;nostre&nbsp;uniformi&nbsp;si&nbsp;sentano&nbsp;speciali,&nbsp;unici&nbsp;e alla&nbsp;moda&nbsp;ma&nbsp;allo&nbsp;stesso&nbsp;tempo&nbsp;sicuri&nbsp;e&nbsp;comodi</em><em>&nbsp;</em>–&nbsp;continuano&nbsp;<strong>Claudia e Tiziana&nbsp;Rubioglio</strong>&nbsp;&#8211;<em>&nbsp;</em><em>con</em><em>&nbsp;abiti&nbsp;da&nbsp;lavoro&nbsp;che&nbsp;siano&nbsp;eleganti,&nbsp;pratici&nbsp;e&nbsp;che&nbsp;</em><em>contemporaneamente si adattino e valorizzino il corpo della persona che le indossa. E non solo: ricordiamo che spesso la divisa da lavoro costituisce un’arma efficace anche per prevenire gli infortuni</em>».&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="577" src="https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/03/MFW-2023-Evento-Yes-Brand-Milano1-1024x577.jpeg" alt="" class="wp-image-107181" srcset="https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/03/MFW-2023-Evento-Yes-Brand-Milano1-1024x577.jpeg 1024w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/03/MFW-2023-Evento-Yes-Brand-Milano1-300x169.jpeg 300w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/03/MFW-2023-Evento-Yes-Brand-Milano1-768x433.jpeg 768w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/03/MFW-2023-Evento-Yes-Brand-Milano1-1536x866.jpeg 1536w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/03/MFW-2023-Evento-Yes-Brand-Milano1-696x392.jpeg 696w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/03/MFW-2023-Evento-Yes-Brand-Milano1-1068x602.jpeg 1068w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/03/MFW-2023-Evento-Yes-Brand-Milano1.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un aspetto importante, che va ben oltre l’aspetto estetico e il design degli abiti da lavoro, visto che la&nbsp;<strong>West Rose</strong><strong>&nbsp;</strong>di Orbassano&nbsp;è uno&nbsp;<strong>dei&nbsp;leader&nbsp;</strong><strong>italiani&nbsp;</strong><strong>del&nbsp;settore&nbsp;abbigliamento&nbsp;professionale</strong>&nbsp;Made in&nbsp;Italy:&nbsp;fornisce&nbsp;abbigliamento&nbsp;da&nbsp;lavoro&nbsp;ad&nbsp;attività&nbsp;di tutti&nbsp;i&nbsp;tipi&nbsp;ed&nbsp;in&nbsp;ogni&nbsp;settore&nbsp;aziendale.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno stile che, negli ultimi&nbsp;anni, è stato ripreso da&nbsp;brand&nbsp;molto conosciuti: vedere abiti professionali in passerella rappresenta ormai un evento possibile anche nell’haute&nbsp;couture.&nbsp;<strong>Un tabù infranto dalle imprenditrici orbassanesi</strong>&nbsp;che,&nbsp;<strong>fra le prime aziende in Italia</strong>, hanno creduto a questa piccola rivoluzione culturale nel mondo fashion.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fondata nel 2011</strong>, West Rose fornisce abbigliamento da lavoro che valorizza il marchio ad attività di tutti i tipi ed in ogni settore aziendale: un percorso professionale che continua quindi con una produzione taylor made e comincia ad interessare anche i mercati esteri, con una clientela che ormai ha valicato i confini italiani ed europei, permettendo a West Rose di sbarcare&nbsp;anche&nbsp;negli&nbsp;Usa&nbsp;e in Asia:&nbsp;una&nbsp;bella&nbsp;soddisfazione&nbsp;per&nbsp;questa&nbsp;impresa&nbsp;orbassanese&nbsp;a&nbsp;trazione&nbsp;femminile.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/si-chiude-la-milano-fashion-week-altro-successo-in-passerella-per-due-giovani-donne-e-gli-abiti-da-lavoro-della-west-ro/">Si chiude la Milano Fashion Week: altro successo in passerella per due giovani donne e gli abiti da lavoro della West Rose </a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107179</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Torino, le avventure di Hayllin Zed fanno sold out al Teatro Daimon  </title>
		<link>https://nuovasocieta.it/torino-le-avventure-di-hayllin-zed-fanno-sold-out-al-teatro-daimon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 16:48:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Zoom [Primo Piano]]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovasocieta.it/?p=107171</guid>

					<description><![CDATA[<p>I temi correlati alle prospettive presenti e future dell’Intelligenza Artificiale ispirano uno spettacolo teatrale accattivante e originale, forse uno dei primi incentrati su questa tematica attualissima. Dopo il tutto esaurito registrato per la prima del&#160;22 febbraio,&#160;Le Avventure di H.Z.&#160;torna sul palco con una&#160;replica il 1° marzo&#160;presso il&#160;Teatro Daimon&#160;(Via Domodossola 27, Torino). Lo spettacolo, già vincitore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/torino-le-avventure-di-hayllin-zed-fanno-sold-out-al-teatro-daimon/">Torino, le avventure di Hayllin Zed fanno sold out al Teatro Daimon  </a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">I temi correlati alle prospettive presenti e future dell’Intelligenza Artificiale ispirano uno spettacolo teatrale accattivante e originale, forse uno dei primi incentrati su questa tematica attualissima. Dopo il tutto esaurito registrato per la prima del&nbsp;<strong>22 febbraio</strong>,&nbsp;<em>Le Avventure di H.Z.</em>&nbsp;torna sul palco con una&nbsp;<strong>replica il 1° marzo</strong>&nbsp;presso il&nbsp;<strong>Teatro Daimon</strong>&nbsp;(Via Domodossola 27, Torino). Lo spettacolo, già vincitore del&nbsp;<strong>Bando UILT (Unione Italiana Libero Teatro)</strong>&nbsp;e della&nbsp;<strong>Rassegna&nbsp;InFesTanti&nbsp;2026 (dedicata ai talenti under 35)</strong>, si conferma una delle proposte più originali e innovative della nuova stagione teatrale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ambientato in un mondo magico dove virtù umane, supereroi e personaggi rocamboleschi convivono,&nbsp;<strong>Le Avventure di H.Z.</strong>&nbsp;mette in scena un racconto che intreccia&nbsp;<strong>amore, conoscenza, semplicità e coraggio</strong>, restituendo al pubblico un’esperienza poetica, ironica e sorprendentemente attuale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spettacolo racconta l’incontro tra&nbsp;<strong>Flora</strong>, una scrittrice nostalgica legata a un mondo lento e analogico, e un enigmatico&nbsp;<strong>“Logaritmico”</strong>, uomo del futuro che promette longevità, fama e ispirazione attraverso algoritmi e codici binari. Il loro confronto diventa il cuore di un viaggio che attraversa epoche e sensibilità, interrogando il rapporto tra creatività umana e progresso tecnologico.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A dare ritmo alla narrazione è il&nbsp;viaggio musicale tratto dall’album&nbsp;<strong>“Virtues”</strong>&nbsp;di H.Z. (Hayllin&nbsp;Zed), che accompagna l’evoluzione dei personaggi e introduce le virtù che guidano l’intero progetto artistico. Completano il quadro una domestica tuttofare dai toni comici e una&nbsp;<strong>Musa-quadro</strong>&nbsp;centenaria, figura simbolica che dispensa consigli e ispirazione dall’alto della sua cornice.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>L’idea nasce dai grandi cambiamenti degli ultimi anni e dal dibattito sull’Intelligenza Artificiale</em>&nbsp;– afferma&nbsp;<strong>Stefania&nbsp;Camoletto</strong>, curatrice dello spettacolo -.&nbsp;<em>Per la prima volta ho percepito un mondo scientifico incerto sul futuro. In questa creazione artistica immagino un’integrazione armoniosa tra virtù umane e IA, un equilibrio che nella realtà è ancora tutto da costruire</em>».&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spettacolo, infatti, nasce all’interno del più ampio&nbsp;<strong>progetto&nbsp;Hayllin&nbsp;Zed</strong>, un percorso narrativo che unisce musica, teatro e letteratura. Il viaggio musicale prende avvio nel 2018 con il brano&nbsp;electroswing&nbsp;internazionale&nbsp;<em>You&nbsp;don’t&nbsp;wanna</em>, prosegue nel 2021 con&nbsp;<em>Tread&nbsp;on&nbsp;my&nbsp;soul</em>&nbsp;e culmina nel 2023 con “<em>Virtues</em>”, concept album che anticipa temi e personaggi del romanzo di prossima pubblicazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spettacolo teatrale rappresenta la sintesi di questo universo: una narrazione scenica che fonde&nbsp;<strong>danza, musica e recitazione</strong>, trasformando il concept musicale in un&nbsp;<strong>racconto teatrale corale e coinvolgente.</strong>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giuria della Rassegna&nbsp;InFesTanti&nbsp;2026 ha premiato lo spettacolo per la capacità di affrontare temi complessi – creatività, ispirazione, futuro dell’uomo – con leggerezza, ironia e un linguaggio accessibile.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per info e biglietti è possibile contattare il numero 349/3962510 fino ad esaurimento dei posti.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_4548_1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-107173" srcset="https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_4548_1-1024x683.jpg 1024w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_4548_1-300x200.jpg 300w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_4548_1-768x512.jpg 768w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_4548_1-1536x1024.jpg 1536w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_4548_1-2048x1365.jpg 2048w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_4548_1-696x464.jpg 696w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_4548_1-1068x712.jpg 1068w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_4548_1-1920x1280.jpg 1920w, https://nuovasocieta.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_4548_1-scaled.jpg 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://nuovasocieta.it/torino-le-avventure-di-hayllin-zed-fanno-sold-out-al-teatro-daimon/">Torino, le avventure di Hayllin Zed fanno sold out al Teatro Daimon  </a> proviene da <a href="https://nuovasocieta.it">Nuova Società</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107171</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
