«Ci vorrà passione, umiltà e amore perché in gioco oltre alla possibilità di confermare un grande presidente c’è soprattutto la possibilità di dimostrare che vogliamo salvare l’Italia da chi la sta distruggendo». Con queste parole ha esordito il neosegretario Nicola Zingaretti sul palco allestito al Cortile del Maglio di Torino, per il lancio della campagna elettorale di Sergio Chiamparino e dei candidati nelle liste regionali del Partito democratico.

Un segretario appassionato ma allo stesso tempo preoccupato per le sorti del Paese, al punto da lanciare un appello accorato: «Difendete il Piemonte dal governo che si è impossessato del Paese, un governo ispirato all’odio, non accettate ipocrisie e furbizie. Noi qui possiamo vincere se riusciremo tutti a ritrovare la passione di fare una cosa semplice ma rivoluzionaria: ritornare a guardare negli occhi le persone, per comprenderne le paure e le difficoltà». Difficoltà certamente aumentate dalle disuguaglianze sociali cresciute in maniera esponenziale, da un governo che ha creato aspettative (come la lotta alla povertà) per poi rivelarsi incapace di rispettarle. «La continua ricerca del capo espiatorio e l’odio: questi sono i veri nemici da combattere» annuncia Zingaretti. E qui sta il compito del Pd e il senso della candidatura di Chiamparino, riportare in vita le ragioni della giustizia sociale, della dignità.
«Ci sono stati tempi in cui il vento ci gonfiava le vele. Oggi non avere questa forza può giustificare l’ammainarle? La mia risposta è no, dobbiamo combattere. Dobbiamo avere più unità, meno polemiche e meno diffidenze – ha esortato Zingaretti – altrimenti non siamo credibili quando diciamo che l’Italia corre un grave pericolo. Noi vogliamo costruire l’Italia del benessere e non quella in cui si ha paura di uscire di casa perché ogni legame si è spezzato».

«Dire sì è un atto di coraggio. Questa volta dire sì sarà una rivoluzione» questa la frase con cui si apre il video di lancio della campagna elettorale del Pd in Piemonte che preannuncia l’arrivo sul palco di Sergio Chiamparino, che
sceglie di partire dal senso del dovere dimostrato dalla sua squadra e dal Pd in questi cinque anni. «Abbiamo recuperato le redini di una barca senza rotta. L’abbiamo fatto con responsabilità. Abbiamo risanato i conti, affrontato il disavanzo di oltre 3 miliardi e ridato credibilità all’istituzione regionale e alla classe dirigente». Tanti i temi annunciati su cui si articolerà la campagna elettorale nelle prossime settimane: università e giovani, sanità, sviluppo e fondi europei, coesione sociale, turismo e cultura. «Siamo qui per vincere e non solo per spirito agonistico ma perchè non possiamo pensare di riportare la nostra regione nel fango in cui l’abbiamo trovata. Viva l’ingenuità dei ragazzi che hanno voglia di occuparsi del futuro, viva perchè la sfida più grande che ci attende è la lotta all’imbarbarimento della società e la battaglia per una società più rispettosa».
A riscaldare la folla del Cortile del Maglio anche i segretari regionale e provinciale del Pd Paolo Furia e Mimmo Carretta.
«Stiamo iniziando solo ora a comprendere quanto sia realmente pericolosa l’onda nera che rischia di investire anche il Piemonte e non vogliamo fare l’errore di sottovalutarla. Per questo siamo qui, come lo eravamo questa mattina in piazza per dire si al Tav – ha esordito Furia – È ora di dire basta, di ribellarsi a questo governo e dire si allo sviluppo, si ai territori, si al lavoro, si alle infrastrutture».
«Noi ci siamo e siamo pronti alla battaglia – annuncia con fierezza Mimmo Carretta – Ci siamo perchè c’eravamo, c’eravano anche la mattina del 5 marzo. Non ci siamo mai nascosti, neanche da quelli che si sono sentiti traditi. Ci siamo perché ce l’hanno chiesto anche i ragazzini più giovani come Simone, il ragazzino di Torre Maura che non è roba nostra ma patrimonio dell’umanità. Ci siamo perché l’Europa è l’unico baluardo che può servire per respingere l’ombra nera dell’odio. Noi ci siamo perché I nostri sfidanti sono gli stessi che hanno portato sul lastrico la nostra regione, oggi hanno solo cambiato faccia. Non ci accontenteremo di in secondo posto, vogliamo vincere».

foto di ©Rawsht Twana