L’autore di fumetti Zerocalcare, Michele Rech, ha firmato l’appello a sostegno dei cinque foreign fighters torinesi, per i quali la Procura del capoluogo piemontese ha chiesto la sorveglianza speciale.

Zerocalcare insieme ai cinque, che in Siria hanno combattuto contro le forze dello Stato Islamico (Isis), nelle milizie curde. Si tratta di Davide Grasso, Maria Edgarda Marcucci, Fabrizio Maniero, Jacopo Bindi e Paolo Andolina.

Spiega Zerocalcare: «Questo processo non ha nulla a che vedere con la giustizia. Si tratta di un provvedimento vigliacco perché quando l’opinione pubblica sente parlare di sorveglianza speciale pensa che si tratti di qualche forma di attenzione o monitoraggio per chi è andato a combattere con lo Ypg. In realtà è una misura fortemente restrittiva della libertà delle persone».

«Il decreto previsto per il 25 marzo è vigliacco – continua Zerocalcare – La sorveglianza speciale per chi ha combattuto in Siria contro l’Isis limiterebbe la libertà personale di queste persone. Il divieto di dimora significa, invece, mandarli via dalle città in cui hanno affetti, vita sociale. Questo procedimento non ha nulla a che vedere con la giustizia».

Per la Procura di Torino i cinque foreign fighters hanno «preso parte ad un conflitto in territorio estero a sostegno di un’organizzazione che persegue le finalità terroristiche». Da qui la richiesta dei magistrati per la sorveglianza speciale. «Sono qui perché ho firmato l’appello di solidarietà a sostegno di questi ragazzi – ha aggiunto Zerocalcare – Penso che la guerra in Siria riguardi tutti, tiene banco da anni nelle campagne elettorali. In questo conflitto il ruolo del nostro Paese è ipocrita, mi fa vergognare. L’Italia non e’ stata capace di aiutare le forze che si stanno impegnando per sconfiggere l’Isis sul campo. Al contrario, ha continuato a dare soldi e vendere armi alla Turchia, che le utilizza per foraggiare truppe jiahadiste. In questo scenario le uniche persone che salvano la faccia del nostro Paese sono quelle che sono andate a combattere per la libertà e la democrazia», conclude Zerocalcare.

L’appello è stato firmato anche dal regista Davide Ferrario: «È assurdo considerare un’azione a sostegno degli altri come un problema. Sembra il Viaggio di Gulliver: in Italia è un reato salvare migranti e un problema combattere per gli altri».

«Sono andati su un fronte in cui si combatte una guerra vera – evidenzia Ferrario – Se è vero che hanno imparato a usare armi ed esplosivi, non è plausibile che le usino qui. Ero presente quando nelle manifestazioni di piazza c’erano le pistole, da una parte e dall’altra; il mondo che c’è oggi non ha niente a che vedere. L’idea di metterli sotto sorveglianza perché potrebbero usare le armi risponde a un’idea poliziesca dello Stato. Non credo che si aspettino medaglie o un ringraziamento, ma che siano lasciati in pace».

Lunedì prossimo a Torino è prevista una nuova udienza del procedimento nei confronti dei cinque.