Sono circa 500 i torinesi che si sono dati appuntamento questa mattina alle 10 davanti alla prefettura in piazza Castello a Torino, per protestare contro l’amministrazione di Chiara Appendino. Un tam tam partito dalle pagine social di Facebook. Tra gli slogan più gettonati “A casa, a casa”, “Voglio Torino senza Appendino” e “Torino dice basta”. Bandiere dell’Europa, tricolore, bandiera olimpica e cartelli Si Tav. “Dalle cinque stelle alle cinque stalle” è uno dei cartelli mostrati dai manifestanti.

«E’ solo l’inizio – dicono – sabato 10 novembre saremo di nuovo qua insieme alle associazioni di categorie e agli imprenditori, a chi contesta la Ztl prolungata e a tutti quelli che sono stanchi di questa situazione».

In piazza, oltre a privati cittadini anche i consiglieri dell’opposizione: il capogruppo del Partito Democratico Stefano Lo Russo per il quale «La manifestazione di oggi, così come tutte quelle spontanee in organizzazione segnano un punto importante e dimostrano che c’è una città che non è più disponibile a tollerare in silenzio. E’ un movimento trasversale senza sigle di partito e questo dovrebbe far rifletter la sindaca e il Movimento 5 Stelle, ma ciò non accade». Con lui in piazza anche il segretario metropolitano Pd Mimmo Carretta: «Per la città è un segnale preoccupante che in un sabato di ponte ci sia tanta gente in piazza per dire basta noi come Pd ci saremo sempre, ci mettiamo la faccia qui e in Consiglio. Con questa gente non si può dialogare, non hanno visione e c’è incapacità a gestire l’ordinarlo. E la Lega è complice di quello che sta succedendo.Torino e il Piemonte sono stati svenduti dalla coppia Di Maio e Salvini. Olimpiadi e Tav sono merci di scambio. Appendino non è ostaggio di una maggiore maggioranza, è artefice del disastro».

A portare il loro appoggio ai manifestanti c’erano anche Maurizio Marrone, esponente di Fratelli d’Italia e la collega di partito e parlamentare Augusta Montaruli: «Appendino ancora una volta non ascolta i cittadini, la Tav è un’opera prioritaria. Non lo dice un partito, lo chiede la città. Per questo abbiamo chiesto un referendum cittadino».

Anche il presidente dell’AMMA Giorgio Marsjai ha raggiunto i manifestanti e si è detto molto preoccupato per quanto sta accadendo a Torino ma soddisfatto della reazione della città: «E’ la città che si muove, questi giorni sono un’occasione straordinaria per una città bellissima con una storia straordinaria di cultura, impegno sociale, e con una tradizione manifatturiera. Torino si deve giocare tutte le carte. Non si può dire no alla Tav ma si alla metro o alle buche riparate: ci vuole tutto. Tutti coloro che sono qui lo sono per dire Torino dice basta e qualcuno dovrà pur sentire e rispondere. Anche noi abbiamo mandato un messaggio forte e continueremo a farlo anche nella manifestazione di sabato prossimo». Mentre per il 24 novembre si sta pensando a un evento che unisca il popolo dei Si alle Ogr.