Si apre formalmente domani mattina il processo penale per accertare le responsabilità in merito ai tragici fatti di piazza San Carlo del 3 giugno 2017 durante la finale di Champions League Juventus-Real Madrid costati la vita alla 38enne Erika Pioletti e che hanno causato più di 1500 feriti. Con l’udienza preliminare il Gup deciderà se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati, tra cui la sindaca di Torino Chiara Appendino.
Il capogruppo del Partito Democratico Stefano Lo Russo insiste sulla necessità che la Città si costituisca parte civile «a tutela non solo di qualcuno, perché tutta la Città è parte lesa, perché tutta la Città ha subito un danno. Piazza San Carlo è una ferita per tutta Torino». Venerdì scorso però la Conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale non ha iscritto la mozione necessaria perché l’amministrazione proceda a costituirsi in giudizio ai lavori del Consiglio Comunale di oggi. «L’atto andrà in aula con i tempi previsti dal regolamento»ha precisato la capogruppo della maggioranza a 5 stelle Valentina Sganga, ribadendo che il M5S rifiuta «strumentalizzazioni politiche sulla tragedia di piazza San Carlo. La costituzione come parte civile non è obbligatoria per tutelare l’ente, come vorrebbe far credere chi avanza la richiesta, perché è sempre possibile – alla fine del processo penale – agire in sede civile per ottenere il risarcimento danni».
Ma, fa notare il dem Lo Russo, ci sono tra gli imputati la Sindaca Chiara Appendino, primo sindaco della città rinviato a giudizio essendo in carica, e quattro dipendenti, al tempo dei fatti, dell’Amministrazione che avranno, presumibilmente, cinque linee difensive diverse: «Quale sarà la linea di difesa della Città? La Città ha subito un danno e deve per questo difendersi nel corso del dibattimento, subito, non successivamente. Per questo insistiamo sulla necessità che Torino si costituisca in giudizio».
Intanto, domani andrà in scena il primo atto di questo processo che dovrà accertare la verità su una vicenda che ha lasciato un solco indelebile in città.