Fabio Versaci, già presidente del Consiglio Comunale e consigliere del Movimento Cinque Stelle, ha sempre avuto un forte legame con la sindaca ed è sempre stato considerato tra i suoi fedelissimi. Eppure ieri, dopo che Appendino ha fatto il suo discorso in aula, da tutti considerato un ultimatum alla maggioranza, Versaci si è alzato, ha firmato ed è uscito dalla Sala Rossa e da Palazzo Civico. Un atteggiamento che chiaramente ha evidenziato come Versaci non abbia gradito certe parole.
Il giorno dopo incontriamo il consigliere pentastellato per parlarne, come si suol dire, a bocce ferme.

Versaci, non è passato inosservato il fatto che dopo il discorso di Chiara Appendino si è alzato e se n’è andato dalla Sala Rossa. Come mai?

Ho ascoltato la sindaca che ha fatto richieste precise e messo paletti ben definiti. Si è rivolta al Consiglio comunale richiedendo una fiducia a tutti, mettendo tutti sullo stesso piano. Cioè, questo discorso è stato rivolto a tutti, maggioranza e minoranze, senza fare alcun distinguo. E invece ci sono delle piccole differenze: io in tre anni ho votato atti che politicamente non condividevo ma che erano indispensabili per salvare Torino dal dissesto. Ho difeso bilanci anche impopolari. Non me ne pento affatto, anzi penso sia stato un bene per tutti.

Un’altra cosa che balza agli occhi di tutti è che lei ieri, sempre dopo il discorso, ha cambiato la foto del suo profilo Facebook: prima era con la sindaca ora stringe la mano a Montanari…

Si, perché Montanari ha il mio rispetto e la mia stima, lui ci ha sempre messo la faccia e non è stato giusto liquidarlo così.

Lei che è sempre stato considerato un fedelissimo della sindaca, che l’ha sempre appoggiata, cosa ritiene non vada nel modo di agire attuale di Appendino?

Ieri ho sentito per bocca della sindaca la stessa narrazione che fanno i nostri detrattori sin dal primo giorno. Ad esempio, ho sentire dire che si va avanti con il freno a mano tirato. Questo significa dare ragione alle opposizioni. Invece rivendico che questa maggioranza, pur con mille difetti, non ha mai fatto mancare il suo supporto quando era necessario.

Cosa succederà adesso in maggioranza? Vi ricompatterete?

Questa è una domanda da un milione di dollari perché siamo in 23 e ognuno con la propria testa. Fare previsioni è impossibile.