Nei giorni più caldi, quando le urla, le bestemmie e le minacce di dimissioni rimbombavano a Palazzo di Città lei, ha cercato, da buona auriga, di tenere sulla strada sia il cavallo bianco, che il cavallo nero. Come nel mito di Platone Valentina Sganga, capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Comune, ha stretto forte le briglie della biga, attenta a non uscire di strada. E questa maturità politica non ha fatto piacere a qualcuno che, a quanto si dice, teme il suo peso e le sue capacità. In vista proprio del futuro.

Già, perché, in pochi mesi da capogruppo, Sganga ha già dimostrato di saperci fare, al punto che forse potrebbe essere lei la risposta alla domanda che in molti si sono già posti: «Ma quando Chiara Appendino finirà il suo mandato, chi sarà il candidato sindaco per i Cinque Stelle?». Con “Chiara” i rapporti sono ottimi, come del resto con gli altri consiglieri. Inoltre non ha mai perso i contatti con la base, riuscendo a far capire ai più barricaderi che certe scelte dell’amministrazione non si potevano proprio evitare.

Insomma le physique du rôle c’è, anche se ancora presto per parlare di candidature. E poi c’è ancora la vicenda Olimpiadi da risolvere e da smaltire il furioso litigio di lunedì scorso. Lei comunque non abbassa la guardia e continua a tenere strette quelle famose briglie.

“L’amore è bello se non è litigarello”, si dice così. E allora capogruppo Sganga siamo arrivati ad una tregua tra il suo gruppo consiliare e la sindaca: il litigio di lunedì scorso è servito a qualcosa?

Più che di litigio si è trattato di un confronto, certamente acceso, ma necessario. Siamo convinti che l’indirizzo politico e le diverse sensibilità della maggioranza debbano contare di più nella decisioni della Giunta e della sindaca. In tal senso, credo sia servito.

Cos’è che del pre-dossier proprio non vi va giù?

In primo luogo il fatto che non sia stata realizzata un’analisi costi e benefici da un ente terzo, imprescindibile per opere ed eventi che richiedono un grosso impegno di spesa. Poi tutte le questioni legate alla certezza dei costi per evitare sforamenti in cui sia il pubblico a rimetterci, alla cosiddetta “vision” dell’evento e che abbiamo trovato debole e troppo sulla falsa riga del 2006, infine la questione della sostenibilità ambientale e della “legacy”, ossia la riconversione degli impianti nel post-olimpico. Certamente il pre-dossier non era né completo né definitivo, noi abbiamo elaborato un serie di spunti che speriamo possano essere presi in considerazione.

Meglio il “no” secco dato dai vostri vertici per le Olimpiadi a Roma o tutta questa, mi passi il termini, “caciara”? In fondo potreste dimostrare di organizzare un grande evento, ma risparmiando, evitando sprechi, evitando che la ‘ndrangheta metta becco e magari recuperando i vecchi impianti. E quest’amministrazione sarebbe ricordata per i Giochi e non solo per la tragedia di Piazza San Carlo. Non male. O no?

Non credo affatto che questa amministrazione possa essere ricordata solo per la tragedia di Piazza San Carlo, le cui responsabilità materiali sono tutt’altro che imputabili al solo Comune. Io penso che quest’amministrazione debba continuare ad impegnarsi per un’attenzione primaria ai servizi essenziali per i cittadini, specie a chi è più in difficoltà. La sfida è quella di attrarre e strutturare eventi che migliorano la città nel suo complesso, con beneficio di tutti e non dei soliti pochi.

Facciamo un gioco: immaginiamo che sabato Luigi Di Maio vi dica: “Olimpiadi in tandem con Milano” e voi?

Gli diremmo che Torino non trarrebbe alcun vantaggio da un tandem con Milano. La sindaca la pensa come noi.

Qualcuno ha scritto che il presidente del Consiglio comunale Fabio Versaci avrebbe alimentato lunedì il fuoco della polemica. In sostanza che c’è lui dietro questa crescita della fronda anti-olimpica. È così? Altrimenti ci dica com’è andata

Di quello che si legge sui giornali c’è sempre qualcosa di vero e qualcosa di totalmente inventato. Il presidente Versaci, per impegni personali, a quella riunione neanche c’era. Sono state le questioni di metodo, che hanno visto i consiglieri poco partecipi a tutto ciò che riguardava la fase di redazione del pre-dossier, a far crescere l’insofferenza.

Torino Olimpica è veramente il male assoluto?

La Torino Olimpica del passato ci ha lasciato una città certamente trasformata dal punto di vista urbanistico, ma con una eredità pesante: ancora oggi la seconda voce di spesa dell’ente sono gli interessi che paghiamo sui mutui contratti in quegli anni di “sbornia”. La Torino Olimpica del presente potrebbe voler dire porre le basi per creare occupazione attraendo investimenti per l’innovazione e l’industria 4.0. Ma solo a patto che non ci sia nessun debito e nessun impegno di spesa per l’ente.

Senta: ma lo sa che di lei si dice che dopo due anni finalmente la maggioranza ha un capogruppo. È un complimento, mi creda. Perdoni la curiosità del cronista: Valentina Sganga è il futuro dei Cinque Stelle a Torino? In fondo Appendino ha finito i due mandati e lei da grande cosa vuol fare?

Il futuro del Movimento 5 Stelle a Torino lo decideranno, come sempre, i nostri attivisti. Da grande vorrei poter dire di aver fatto qualcosa di buono per la città in questi anni, la determinazione non mi manca.