di Bernardo Basilici Menini

Le parole dell’assessora alle scuole Federica Patti arrivano dopo le lunghe polemiche infuriate dopo la sua dichiarazione sui vaccini: meglio sensibilizzare che imporli a grandi linee. Ed è proprio nella seduta di oggi del Consiglio comunale che Patti, interpellata, si è dichiarata favorevole a misure più decise.

«Sono favorevole all’obbligo dei vaccini per gli studenti delle scuole inferiori – inizia l’assessora -, anche perché la libertà individuale non può arrivare al punto di avere ricadere su altri». Ma, precisa Patti, «Non è l’ente locale che definisce i confini su questa materia. Sono lo Stato e le Regioni che se ne occupano e occorre rispettare le loro competenze. Quello che mi preoccupa è il clima di diffidenza, paura e tensione generale su questo tema: le campagne di informazione hanno finito per polarizzare le posizioni». L’assessora parla poi «dell’obbligo di certificazione medica dopo un periodo di malattia abrogato dalla Regione Piemonte nel 2008, su cui bisognerebbe intervenire». In ultima Patti ha voluto rimarcare come le sue dichiarazioni precedenti fossero state mal comprese: «Sono ancora ingenua nel rispondere ai giornalisti».

Sul tema arrivano poi gli interventi del Partito democratico. Il capogruppo Lo Russo si dice soddisfatto del parere di Patti, «siamo sicuri che il Movimento 5 Stelle darà una mano per l’approvazione di misure di questo tipo anche in Consiglio regionale, dove si sta discutendo di questo tema», mentre Maria Grazia Grippo sottolinea come l’assessora debba capire «la responsabilità amministrativa della sua carica, motivo per cui le si chiede conto delle sue dichiarazioni. Sono contenta che si dica favorevole ai vaccini obbligatori. Adesso speriamo che nessuno boicotti l’obbiettivo finale».

In serata arriva la posizione del gruppo consiliare del M5S, che si scosta dalle dichiarazioni dell’assessora: «Il M5s è allineato, come già ribadito in ogni sede, dal livello nazionale a quello regionale a quello locale, in maniera concorde con l’evidenza scientifica mondiale e l’evoluzione dei sistemi sanitari ed è orientato alla raccomandazione delle vaccinazioni ed al superamento dell’obbligatorietà».

Ma «Appare, invece, del tutto anti-storico e fortemente strumentale l’approccio del Pd alla questione: puntando sulle paure e le ansie dei genitori per racimolare un pugno di voti in più. La proposta di legge regionale del Pd è infatti inutile, se non addirittura potenzialmente controproducente, in quanto l’obbligatorietà per 4 vaccinazioni è già vigente ed il divieto di ingresso negli asili aumenterà solo i contrasti e i contenziosi legali. La normativa dovrebbe essere oggetto di attenta revisione a livello nazionale».