di Andrea Doi

Aveva scritto sul suo profilo fasullo di facebook “godo tantissimo”. Il riferimento era la morte di un ragazzo di 17 anni, Stefano Pulvirenti, ucciso nel siracusano in un incidente stradale. Un quarantenne di Settimo Torinese ha “festeggiato” così la notizia. «Quando vedo queste immagini e so che nella bara c è un terrone ignorante godo tantissimo» ha scritto nel post. Sono felicissimo un terrone in meno da mantenere. E poi ancora “peccato che ero al nord altrimenti avrei cagato su quella bara bianca. Buonasera terroni merdosi. Non è morto nessun altro oggi?”.
Frasi scioccanti che non sono passati nell’indifferenza. Così il procuratore Francesco Paolo Giordano e il sostituto Antonio Nicastro hanno aperto un fascicolo. E gli uomini del Nucleo investigativo telematico, i Nit, sono risaliti a chi c’era dietro quel profilo e chi era l’autore delle frasi, definite dagli inquirenti, “disumane”. «Fra le varie forme di povertà, la povertà morale è quella che rischia di mettere a maggiore rischio la dimensione umana», hanno detto i magistrati.

Il torinese è stato denunciato dalla Procura di Siracusa per diffamazione aggravata da finalità di odio razziale.