C’è l’ombra della tragedia di Parigi sulla presentazione della trentaduesima edizione del Salone del Libro. Nicola Lagioia, direttore della manifestazione, cita Victor Hugo quando parla del rogo che ha colpito Notre Dame. «Oggi il nostro pensiero va a Parigi ferita», dice all’inizio del suo intervento, per poi leggere alcuni brani “Notre-Dame” di Hugo.

«La Francia è stato il Paese ospite l’anno scorso – aggiunge – e anche quest’anno abbiamo molti eventi in collaborazione con associazioni e istituti francesi. Siamo sconvolti tutti per quanto accaduto a Parigi perché la cattedrale di Notre-Dame è un emblema della nostra cultura, e la cultura è uno strumento degli uomini per sentirsi comunità. Anche il Salone, nel suo piccolo, fa questo: crea comunità umana attraverso connessioni».

Poi si parla di quello che sarà il Salone, al Lingotto e all’Oval, dal 9 al 13 maggio. Un’edizione pop, come spiega il direttore, visto che tra gli ospiti ci sarà Jovanotti. E Lagioia prende in prestito un titolo di una sua canzone: «Nell’anno delle origini del mondo l’uomo dell’ombelico del mondo non poteva mancare». Oltre a Lorenzo Cherubini in programma anche Pippo Baudo e David Goldberg, il manager di Kurt Cobain dei Nirvana.

«Cinque giorni per raccontare “Il gioco del mondo”, ovvero ibridazioni e identità, felicità e crisi, logiche e irrazionalità, evoluzioni e battute d’arresto: il contemporaneo con le sue tensioni, controversie e speranze attraverso la pluralità delle voci e visioni di scrittori, scienziati, giornalisti, artisti, registi».

Il manifesto dell’edizione è di MP5.

Durante la presentazione annunciati anche i finalisti del Premio Strega Europa: Catherine Dunne, David Diop, Robert Menasse, Jeanne de Salzman e Leonard Feijffer. Saranno al Salone, dove verrà annunciato il vincitore.

Anche cinema, con i due grandi registi, Abel Ferrara e l’italiano Saverio Costanzo. Alberto Angela e Roberto Cingolani per la divulgazione scientifica.

Il 32esimo Salone Internazionale del Libro di Torino avrà anche una sezione dedicata a celebrare la dignità umana nel nome di Primo Levi, “Questo è un uomo”.

«La sezione – spiega Lagioia – per raccontare insieme l’importanza della memoria e i calpestati ed emarginati di oggi in un’ Europa attraversata da tensioni autoritarie. Perché ogni generazione è chiamata a difendere la dignità per tutti gli esseri umani».

Tra gli scrittori presenti nello spazio Ernesto Ferrero, Helena Jabaczeck, Marco Malvaldi, ma anche i genitori di Giulio Regeni, Paola e Claudio, che inaugureranno il Bookstock Village. Ci sarà Haliba Birenbaum, polacca di 90 anni, sopravvissuta ai campi di concentramento. E Mimmo Lucano, sindaco di Riace.

«Il Salone del Libro sarà esteso su una superficie di 63.000 mq di libri. Ci saranno editori in tutti i padiglioni, non ci saranno spazi di serie A e B, tutti avranno visibilità – afferma Silvio Viale, presidente dell’associazione “Torino la Città del Libro”. «È fisiologico che per alcune parti ci siano dei ritardi. Ci saranno 40 sale, per quelle colorate troveremo un accordo anche se non prima di questo week end. Sono pressoché definiti gli accordi con Gl Events – aggiunge Viale – La partita con i partner non è chiusa ma grazie a chi ha subito creduto nel Salone. Daremo più servizi, dobbiamo migliorare esperienza da utenti. Ci stiamo mettendo l’impegno necessario».

«Il Salone del libro è da sempre al centro dell’attenzione pubblica, oggetto di ammirazione, polemiche, dibattito e discussione perché è un progetto vivo ma bisogna fare in modo che le polemiche non si mangino i contenuti»,  dice Lagioia, che aggiunge «Bisogna non cadere nell’inganno che i lettori si eccitino di più per un rubinetto che perde che per un premio Nobel altrimenti si finisce per amare l’idraulica che la letteratura».

Dal direttore artistico un appello al mondo politico impegnato ella campagna elettorale per le elezioni regionali di maggio: «Non usate il Salone come scudo umano per le polemiche elettorali e investite di più e meglio del passato perché nessuna manifestazione cresce senza investimenti e nessun territorio cresce se non scommette su se stesso».

«Coltivare solo il proprio orticello – prosegue Lagioia – fa sì che questo orticello prima o poi si restringa. Il Salone del libro è una delle manifestazioni più importanti d’Europa, è patrimonio nazionale, è un bene del Paese. I numeri per essere centrali li abbiamo, le istituzioni locali e nazionali, gli imprenditori e la classe dirigente devono, però, fare la loro parte. Il mio è un richiamo all’unità e all’impegno per non essere marginali», conclude Lagioia.

Alle istituzioni si rivolge Giulio Biino, presidente del Circolo dei Lettori, che organizza il Salone: «Si lavori per garantire un futuro senza più incertezze al Salone del Libro.Se credere nella cultura come strumento imprescindibile di crescita del Paese vuol dire fare politica, il Salone è allora un fatto politico e io, noi tutti, stiamo facendo politica».

«Il Salone è un patrimonio di Torino e dell’Italia intera e per questo merita attenzione. Chiedo agli enti locali di non tardare nei pagamenti, ai giornalisti di non sottolineare le criticità, ai commercianti e ai librai di collaborare. Ce la si può fare. Ne vale la pena», è l’appello di Biino.

Per la sindaca Chiara Appendino «sul Salone del libro si è fatto un grande lavoro, la città di Torino la sua comunità legata al libro e a questo salone ha mostrato con forza di avere un ruolo»

A partire da mercoledì 17 aprile apriranno le biglietterie sul sito salonelibro.it. I prezzi: 10 euro il biglietto intero, 8 il ridotto.

Il biglietto per i bambini dai 3 ai 6 anni è  di 2,50 euro, per i giovani dai 7 ai 26 8 euro.

Il Salone sarà aperto giovedì, domenica e lunedì dalle 10 alle 20, venerdì e sabato dalle 10 alle 21.

Due gli ingressi alla fiera: si potrà entrare da via Nizza 294 e da via Mattè Trucco 70.

A quello storico dal Padiglione 1 a Lingotto, si aggiungerà il secondo accesso dall’Oval

63.000 metri quadri di spazi espositivi. 40 le sale per gli incontri, tra queste la Sala Oro dedicata ai grandi eventi.