Il nome di Umberto Terracini risveglia in molti il ricordo di una importante figura del panorama politico italiano: dirigente del Partito Comunista, senatore e Padre Costituente. Forse quello che in pochi sanno è che Terracini lungo tutta la sua carriera politica dedicò una particolare attenzione al mondo ebraico e a un popolo vittima di terribili persecuzioni durante la II Guerra Mondiale e poi piombato nel disinteresse generale negli anni immediatamente successivi.

A ripercorrere questa sua attività, che si snoda sia attraverso i rapporti con la comunità italiana che in uno sguardo attento al nascente Stato di Israele e a quelli con l’Urss, è il libro “Un impegno controcorrente. Umberto Terracini e gli ebrei” scritto da Marta Nicolo. L’autrice, che dopo il dottorato in Studi Storici all’Università di Torino collabora ora con vari enti in ricerche sull’antisemitismo e la storia di Israele, ha compiuto un vero e proprio lavoro di scavo riportando alla luce lettere e scritti rimasti inediti per tanto tempo.

Cosa l’ha spinta a concentrare le tue ricerche sulla figura di Terracini e in particolare sul suo rapporto e operato con il mondo ebraico?

Terracini é una delle personalità più interessanti quanto sottovalutate del panorama politico e culturale italiano. Si ricorda Terracini soprattuto per la sua singolare condotta all’interno del Pci, per quella che è stata definita come la sua irriducibile indipendenza di giudizio, tanto da meritargli l’appellativo di “comunista scomodo”. In realtà Terracini fu molto di più e meriterebbe di essere ricordato e studiato in modo più approfondito. A partire dal suo contributo per le “questioni ebraiche”, che è quello che ho cercato di mettere in luce io nel mio libro.

Possiamo quindi questo volume come uno strumento che da una visione più completa del politico del Pci rispetto all’immagine che di lui era sempre stata descritta?

Sì, diciamo che questo libro approfondisce un aspetto importante di Terracini, ce ne sono molti altri ovviamente. Ma questo meritava di essere approfondito e conosciuto.

Buona parte della documentazione di questo libro è inedita. Ci può raccontare il lavoro di ricerca che ha portato alla realizzazione di questo libro?

Sì, buona parte del lavoro è stato fatto presso l’Archivio comunale di Acqui Terme dove è riordinato l’Archivio Terracini donato dalla famiglia dopo la sua morte. Poi ho lavorato principalemente presso gli archivi del Pci e dell’Ucei.

Un libro, dunque, che restituisce il ritratto di un intellettuale e uomo politico dall’originalità di pensiero e dalla coerenza nell’azione concreta.