Uno dei punti di debolezza del lavoro della Giunta Appendino è stato senz’altro il rapporto con enti e fondazioni della galassia comunale. Soggetti che spesso lavorano in campo sociale e culturale e che erano stati oggetto di grande attenzione nella campagna elettorale della prima cittadina. È ormai risaputo che, alla fine, l’amministrazione ha fatto il contrario di quanto annunciato. Anziché “riformare” i “giganti”, ovvero la Fondazione per la cultura e le Fondazioni Teatro Regio e Stabile, se l’è presa solo con i pesci piccoli: Fondazione Torino Musei (licenziamenti e chiusure di biblioteca e Borgo medievale), Polo del ‘900 (abbandonato a sé stesso), Museo diffuso della Resistenza (in chiusura), etc.etc.

Forte con i deboli e debole con i forti

Tra i “reietti”, anche l’ATL Turismo Torino, nata nel 2000: salita agli onori delle cronache per esser stata coinvolta nell’organizzazione del tragico evento del 3 giugno in Piazza San Carlo, costato la vita ad Erika Pioletti, morta dopo dodici giorni di coma, e che ha portato al ferimento di 1500 persone (e con annessa pioggia di avvisi di Garanzia, compresa la sindaca Appendino). Prima dell’apertura degli inchiesta dei magistrati di Turismo Torino sembra che nel Bilancio la Giunta pentastellata si fosse dimenticata. Dopo che per anni la Città stanziava poco meno di un milione di euro per il turismo, nel 2017 non vi erano che pochi spiccioli. Per l’agenzia di promozione lavorano 85 persone, ma in passato erano circa 120 i dipendenti.

85 posti di lavoro a rischio?

Così il principale ente di promozione del territorio viene “tagliato” senza troppi scrupoli. Con il concreto rischio di vedere cancellati 85 posti di lavoro. Una vera e propria anomalia se si pensa alla professata passione per la promozione del Turismo dell’assessore al Commercio Alberto Sacco. Ma ecco che il 29 dicembre 2017, nell’ultima seduta di Giunta utile dell’anno, vengono stanziati 520mila euro per l’ATL Turismo Torino (SCARICA DOCUMENTO) prelevati in extremis dal fondo di riserva.

Già, da un fondo che per legge serve per spese urgenti, improrogabili e impreviste. Un tipo di spesa non esattamente come quella dell’ATL locale, da sempre (e continuativamente) impegnata nella promozione del territorio, che vive di sostegno degli enti pubblici e di qualche Fondazione bancaria. Ma davvero fino al 29 dicembre nessuno in Comune si era accorto che non solo non vi erano impegni di spesa a favore dell’ATL, ma nemmeno lo stanziamento a Bilancio? Era davvero necessario arrivare praticamente a Capodanno. E il 2018?

Nessuna programmazione e declino

La vicenda apre un ulteriore interrogativo sulla considerazione che si ha a Palazzo Civico del mondo della cultura e del turismo. La parola programmazione in questi settori è ormai diventata desueta. Non ci si deve stupire se, inesorabilmente, si parla di declino.