Lavoratori in sciopero, utenti preoccupati. Il Tundo gate non cenna a placarsi, anzi rischia di diventare una bomba a orologeria alla vigilia di Natale.

«Fino a quando non avranno i soldi sul loro conto, i dipendenti della Tundo non lavoreranno e noi andremo anche noi a protestare a questo punto» ci dice preoccupata una delle rappresentanti dei genitori

Questa mattina i pullmini per il trasporto disabili a Torino non sono partiti e  solo dopo l’intervento della polizia hanno preso servizio quelli del trasporto per le terapie.

Il personale della Tundo è confluito in via Milano davanti alla sede del Comune di Torino chiedendo che la sindaca Chiara Appendino, che fino ad ora non si è espressa in merito alla questione, accolga un loro rappresentante. Al posto della prima cittadina sono invece stati il vicesindaco Guido Montanari con le assessore Maria Lapietra (trasporti) e Federica Patti (istruzioni) a parlare con i lavoratori, garantendo loro che il Comune provvederà a trovare una soluzione entro Natale. Mentre domani dovrebbe riprendere il regolare servizio delle navette.

Intanto la situazione è sempre più critica in quanto nel nuovo bando non ci sarà la clausola sociale, ovvero quella che garantirebbe ai lavoratori di Tundo, senza stipendio da 5 mesi, di essere assunti anche sotto la nuova azienda.

Martedì inoltre il Comune ha incontrato i sindacati e all’arrivo dei lavoratori dagli uffici comunali si era visto uscire di fretta l’Amministratore Delegatodella ditta Tundo. Nessuno era a conoscenza di questo incontro e nessuno ad oggi sa cosa si siano detti Tundo e il Comune. In ogni caso il 21 Dicembre scade il bando e ad oggi il futuro non è limpido né per questi lavoratori né per questi bambini, i quali sono i soggetti che in questo momento più stanno soffrendo per la mancanza di un servizio che dal 1979, prima volta in Italia, è stato garantito a tutti i cittadini con disabilità.