di Susanna Grego

Dopo il dramma di 700 immigrati morti nel canale di Sicilia la notte del 18 aprile, mentre tentavano di raggiungere le coste italiane il presidente del Consiglio Matteo Renzi lancia un appello all’Europa per un Consiglio Europeo straordinario che tracci delle linea guida sull’accoglienza dei profughi nei Paesi membri.
L’Unione Europea dovrà ridefinire le politiche di accoglienza e gestione dei flussi di immigrazione. Dovranno essere politiche comuni e non più lasciate all’iniziativa dei singoli Paesi e a collaborazioni internazionali a titolo volontario. È quanto auspicano il Ministro degli Affari Esteri (dunque membro del Consiglio UE) Federica Mogherini e il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che si sono consultati oggi. «Quanto accaduto è inaccettabile – ha detto Moneghini – è il momento per l’Ue di affrontare queste tragedie senza indugio, serve la condivisione della responsabilità tra tutti i 28 Paesi europei, responsabilità che per troppo tempo è stata lasciata solo ai Paesi del sud».
«Perché è impensabile non ci sia un sentimento di vicinanza che l’Unione europea ha mostrato in altre vicende» aveva spiegato Renzi in conferenza stampa subito dopo l’ennesima tragedia dell’immigrazione.
«Ci troviamo davanti a una tragedia immane che deve scuotere la comunità internazionale e richiama all’impegno i Paesi dell’Unione Europea» ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che poi ha aggiunto in una nota: «Occorre una iniziativa umanitaria straordinaria che coinvolga, oltre all’Unione Europea, gli organismi internazionali e le agenzie dell’Onu per politiche che affrontino l’emergenza sin dai Paesi di origine».
Mentre Alessandro Bechini, responsabile Programmi in Italia dell’organizzazione umanitaria Oxfam cassa senza mezzi termini il nuovo progetto Triton. «Occorre prendere atto che Triton è un’operazione che non serve ad affrontare l’enorme flusso migratorio che sta attraversando il Mediterraneo – afferma Bechini – Chiediamo a tutti gli Stati membri dell’Ue di aprire gli occhi e di trovare le risorse per mettere a punto un meccanismo di soccorso e accoglienza adeguato ad un fenomeno come quello a cui siamo di fronte. Chiediamo ai nostri parlamentari di farsi interpreti della necessità di ripristinare Mare Nostrum o di attivare azioni simili che abbiano come obiettivo quello di assicurare viaggi legali e salvare vite in mare».
Al momento la Commissione ha dato una prima, concisa risposta: «La Commissione europea è profondamente frustrata dagli ultimi sviluppi nel Mediterraneo, una situazione dura che richiede un’azione decisa alla radice del problema» fa sapere l’istituzione in un comunicato. Si vedrà nei prossimi giorni come gli altri due organi europei, il Consiglio e il Parlamento, intenderanno agire per cambiare direttive e programmi nei confronti dell’immigrazione.