Entra nel vivo la campagna elettorale per le prossime Regionali in Piemonte, che porterà al voto del 26 maggio. E il dibattito sul Parco della Salute organizzato e ospitato dall’avvocato Stefano Commodo, nella sede torinese di “Rinascimento Europeo” ha visto tra i protagonisti due aspiranti inquilini di corso Regina Margherita, ovvero l’assessorato alla Sanità.
Da una parte il mago del Centro Trapianti delle Molinette e consigliere comunale ad Ivrea Mauro Salizzoni, blindato nel listino del centrosinistra del presidente della Regione uscente Sergio Chiamparino. Salizzoni  esordisce: «Potrei essere definito l’impallinato del Parco della Salute detto dal principio Molinette2. Rivendico il sostegno alla giunta di Enzo Ghigo per questo progetto».
«L’unanimità fu assoluta ben consapevole dei difetti che sussistevano in quell’area e alla modifica necessaria che sarebbe stata richiesta – racconta Salizzoni – Prevalse la vicinanza alla metropolitana e alle Molinette come motivazione di scelta anche a favore di una riqualificazione dell’area. Ma in seguito si mise in discussione il progetto poiché ad oggi noi non possiamo pensare di recuperare un’area vecchia di 100 anni».
A rendere non facile la vita, politicamente parlando, del candidato del centrosinistra un altro brillante medico, Alessandro Stecco, presente nel listino della Lega. Il programma Sanità del candidato presidente Alberto Cirio porta la sua firma.
Stecco, che oltre ad essere il capogruppo del Carroccio al Comune di Vercelli è direttore della struttura semplice di neuroradiologia presso l’Azienda ospedaliera universitaria Maggiore della Carità di Novara e professore associato all’Università del Piemonte Orientale, evidenzia nel suo intervento come nessuno dei presenti sia contrario ad avere un nuovo polo. «Ma è necessario imparare dagli errori – evidenzia Stecco – Se non ci rendiamo conto che dobbiamo prendere in mano alcuni aspetti che e’ la centralità del paziente e di chi lavora nella sanità non andiamo da nessuna parte. Serve rivedere la veste organizzativa che si vuole dare al nuovo polo delle Molinette».

«È fondamentale mantenere le specificità come il Regina Margherita – rimarca Stecco – Dev’essere mantenuta la vocazione monospecialistica. Dobbiamo rimettere al centro il paziente, la medicina e chi lavora anche aggiornarnando le tecnologie. Una cattiva organizzazione porta alla perdita dell’eccellenza».
Come detto La partita per la conquista di corso Regina Margherita è incominciata.