La sindaca di Torino Chiara Appendino è arrivata in via Nizza alle 8.30 per seguire le operazioni di evacuazione dei circa 10 mila torinesi nella “zona rossa”, dove nei giorni scorsi è stata rinvenuta una bomba inesplosa lanciata dagli inglesi durante la seconda guerra mondiale e rivenuta durante degli scavi i lavori per il teleriscaldamento.

Appendino si è recata anche al Lingotto Fiere, dov’è stato allestito un centro d’accoglienza per i residenti evacuati.

Durante le operazioni di disinnesco resterà chiuso lo spazio aereo sopra il centro di Torino e verrà fermata la circolazione dei treni nella vicina stazione di Porta Nuova.

Chi abita nella zona gialla, circa 50mila persone, ha potuto scegliere se lasciare l’abitazione o rimanere in casa, seguendo però precise istruzioni. Ieri l’Asl ha spostato una ventina di malati nella Rsa corso Massimo d’Azeglio. La metropolitana sarà attiva per tutto il percorso sino alle 8.30, poi sarà limitata tra Porta Nuova e Lingotto. Gtt (Gruppo torinese trasporti) ha previsto collegamenti alternativi.

«Inizieremo con l’inibizione della spoletta posteriore – ha spiegato il comandante dell’Esercito Elvio Pascale, che coordina le operazioni – quindi procederemo con il taglio di quella anteriore, che verrà distrutta. Questa è la parte più delicata, che impiegherà fino a sette ore».

Il disinnesco è affidato ai guastatori del 32esimo Reggimento Genio della Brigata Alpina Taurinense. Una volta disinnescato, l’ordigno verrà trasportato in camion a Ciriè, dove verrà fatta brillare in una cava. L’ordigno inglese da 500 libre, con un cuore di 65 chili di esplosivo al tritolo.