Si fanno sempre più insistenti le voci che danno Luca Pasquaretta in partenza per Roma.

Il potentissimo capo ufficio stampa della sindaca, nonché fedele custode dei segreti di Palazzo, dunque ce l’avrebbe fatta. Però nessuna poltrona al Consiglio d’Amministrazione Rai, come avrebbe desiderato, ma un incarico che certamente non gli farà rimpiangere il trasferimento: a Palazzo Chigi dove entrerebbe nello staff del Movimento 5 stelle.
Oppure in alternativa, secondo i ben informati, a fianco dalle parlamentare piemontese Laura Castelli, se questa dovesse diventare vice ministra dei Trasporti.

Del trasferimento romano di Luca Pasquaretta si era parlato più volte. Lui che è molto stimato dalla Casaleggio: mentre a Torino incominciava a camminare sui carboni ardenti, il “pitbull lucano”  (tutt’altro che tenero con giornalisti, consiglieri e assessori) raccoglieva apprezzamenti ai piani alti. Un rapporto che si è rafforzato attraverso le visite negli uffici milanesi “dell’Associati”.

Cattivo profeta in patria: sotto la Mole infatti la Procura si è “scagliata” contro di lui varie volte, aprendo fascicoli, perquisendo e sequestrando telefonino e computer. La “maledizione di Piazza San Carlo” non lo ha risparmiato, con un’inchiesta sullo schermo allestito a Parco Dora, nonostante Pasquaretta sia stato l’unico rappresentante delle istituzioni presente la tragica notte della finale di Champions League Juventus-Real Madrid. Il 3 giugno, giorno del suo compleanno.

Ma i guai giudiziari non finiscono lì. L’ultima tegola è rappresentata da quei cinque mila euro percepiti un anno fa da Pasquaretta per una consulenza Fondazione per il Libro. Soldi che il capo ufficio stampa ha restituito dopo che l’opposizione ha fatto scoppiare il caso.

In molti hanno chiesto la sua testa. Ma Appendino lo ha sempre difeso, anche dai suoi. Quando sembrava certa la sua cacciata (ad esempio prima dell’elezioni) Pasquaretta saldava ulteriormente il suo legame con la prima cittadina.

Per la sua carriera comunque, se il trasferimento si concretizzerà, sarà un bel balzo in avanti. Qualcosa d’impensabile due anni fa, quando da semi sconosciuto apparve dentro il quadretto Giordana-Appendino.