La mitologia greca e le pagine iniziali de “Lezioni americane” di Italo Calvino (la cui lettura consigliamo) offrono una  riflessione sull’attuale fase di Torino, una città che sembra pietrificata nella sua inazione. E per questo sempre più imbarazzantemente pesante e difficile da smuovere, pur nella sua leggerezza del nulla.

Perché è proprio il nulla a pietrificare l’esistente, il nulla promosso dall’amministrazione comunale che la sindaca Appendino provvede poi a pietrificare con il suo sguardo da Medusa.

A due anni dalla vittoria del Movimento sociale Cinque stelle rimane ancora un’impresa pescare un fatto realmente concreto dal fiume di parole che quotidianamente i suoi amministratori riversano sulla città.
Rimpasti di giunta, cambi di uomini e donne al vertice di alcune istituzioni culturali sono apparsi malinconicamente ciò che non dovrebbero essere: manovre fumogene per distogliere l’attenzione pubblica dai problemi reali, da periferie che dovevano diventare un tutt’uno con il centro e che, invece, di questo passo non avranno neppure il collegamento con la metro; asili e scuole che da paradisi dell’infanzia rischiano di diventare un inferno per gli insegnanti sospesi nelle nomine.

Per reazione, con le aspettative popolari in calo, Appendown ha sempre dalla sua la carta del gossip. Che si gioca anche con cinismo sul proprio staff. Ieri si è bruciato il suo braccio destro, Muzio Scevola Giordana.

Oggi getta in pasto alla folla pezzi di Ringhietto, il suo portavoce al secolo Luca Pasquaretta, attorno al quale furoreggiano le promozioni più irrealistiche, da un posto nel consiglio d’amministrazione Rai a un ruolo nella squadra di Palazzo Chigi, mentre gli ufficiali giudiziari della Procura con più modestia rovistano la sua casa e il suo ufficio in Comune.

Al che ci si chiede se non si stia esagerando nell’applicare grossolanamente la locuzione latina promoveatur ut amoveatur, promuovi per rimuovere. A meno che non si tratti di mettere le mani molto avanti rispetto alla piega che potrebbero prendere avvenimenti giudiziari prossimi futuri.

Nel mentre, lo sguardo della Medusa risparmia soltanto le pietre di Torino, senza che all’orizzonte si veda un moderno Perseo che ci dia un filo di speranza.