Nell’elenco degli eventi che Torino ha perso in questi anni oggi si può aggiungere una spunta anche sulla Festa dei cuochi. Un appuntamento ormai tradizionale in città visto che da 13 anni i tendoni bianchi sotto i quali è possibile mangiare prelibatezze che cibate da Chef hanno sempre decorato le piazze di Torino alla metà di ottobre. Un appuntamento anche benefico organizzato in collaborazione con la protezione civile e i cui incassi vengono dati in beneficenza a diverse cause. Ricordate la famosa amatriciana che la stessa Appendino aveva cucinato e mangiato in piazza San Carlo per aiutare le vittime del terremoto di Amatrice? Come detto quest’anno niente fornelli e niente pance piene. L’evento in programma per sabato e domenica prossima in piazza Vittorio Veneto è saltato. Ad annunciarlo la consigliera comunale del Partito Democratico Maria Grazia Grippo: «Gli organizzatori mi hanno avvertito questa mattina che sono costretti a rinunciare a quello che era un appuntamento ormai tradizionale perché nonostante da mesi abbiano cercato un dialogo con il Comune per le autorizzazioni fino ha pochi giorni fa non avevano ottenuto nessuna risposta».
Dai primi di maggio al 2 ottobre per avere tutte le autorizzazioni è troppo tempo per pensare che poi in soli 10 giorni si possa organizzare tutto. E così arriva la rinuncia con dispiacere visto il successo delle scorse edizioni.
Ironia della sorte la notizia arriva a Grippo poche ore prima di una commissione consiliare in cui su richiesta della stessa consigliera si dovrà relazionare sul sostegno che il Comune dà alle associazioni nell’organizzare eventi nelle piazze e nelle strade cittadine, dopo che lo scorso giugno in occasione del Gay Pride si era già affrontato la questione del supporto fornito dall’amministrazione cittadina. «Quest’anno il gay Pride non è riuscito a montare un palco e a fine corteo avevano parlato dei carri. E certo dopo piazza San Carlo tutto è più complicato. Ma mi sono chiesta se nemmeno organizzazione grandi come il Coordinamento Torino Pride riesce a sfangare la burocrazia come fanno quelle più piccole e meno organizzate?».
«Appendino si è pure vantata di aver usato i dipendenti comunali per rinforzare il suo staff in gabinetto: visto che è lì che vengono concessi patrocini come mai ci sono tutti questi ritardi? – si domanda Grippo – quello che è successo alla Festa dei cuochi è esemplare: quasi cinque mesi per rispondere alle richieste di autorizzazione certo che poi la gente desiste, si arrende e le nostre strade piazze restano sempre più vuote».
Una strategia, verrebbe da chiedersi. «Di sicuro – ancora spiega Grippo – i tragici fatti di Piazza San Carlo hanno cambiato molte cose e ora i funzionari hanno paura a concedere le autorizzazioni e forse si dilungano nella burocrazia anche per questo». In effetti le associazioni che vogliono portare le loro iniziative in piazza si trovano a dover compilare un’ampia mole di documenti spesso con richiesta anche complicate come rendering 3D dei loro progetti: e così c’è chi rinuncia subito mente chi ci prova vai incontro a trafile di mesi.
«Ma così facendo non si vince la paura anzi si rischia di trasformate Torino in una città vuota di contenuti perdendo quel ricco bagaglio di associazioni radicate sul territorio. Al contrario bisogna avere una città dove la gente ha voglia di andare in piazza e dove lasci il comune in cui il Comune aiuta tutte le realtà che lo desiderino a farlo» conclude la consigliera.