A Torino parte la mappatura degli edifici pubblici in cui sono presenti barriere architettoniche. Ma l’iniziativa, seppur lodevole, si scontra con la dura realtà: il Comune non avrebbe stanziato soldi per abbatterle.

Prende il via un’altra piattaforma partecipativa, tanto care all’amministrazione Appendino: questa volta è l’assessora alla Viabilità, Infrastrutture e Trasporti  del capoluogo piemontese, Maria Lapietra, ad invitare i torinesi a segnalare le barriere architettoniche presenti negli edifici pubblici (musei, uffici comunali, scuole, etc.). Infatti venerdì 19 ottobre, dalle ore 10.00 si terrà la seconda edizione del “Torino Mapping Party – Collaborative mapping for an accessible mobility” organizzato da 5T e ITHACA e patrocinato dalla Città di Torino.

Come spiegano dal Comune: «Torino Mapping Party è un evento collaborativo aperto ai cittadini che vogliono contribuire a migliorare il proprio territorio con lo scopo di stimolare il coinvolgimento di volontari, mappatori esperti o semplici cittadini, nell’aggiornamento e integrazione delle mappe di OpenStreetMap, componente fondamentale del servizio “Muoversi a Torino”, di cui beneficiano tutti coloro che vivono, lavorano o visitano Torino». E l’edizione di quest’anno sarà dedicata all’accessibilità dello spazio urbano.

«I partecipanti verranno convolti nella mappatura di percorsi accessibili per raggiungere edifici pubblici come uffici e sedi comunali, scuole e musei. L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dal Comune di Torino per la stesura di un Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.), strumento introdotto qualche tempo fa dalla legislazione italiana e recentemente tornato di interesse per monitorare e superare le barriere architettoniche negli edifici e spazi pubblici».

«Il Torino Mapping Party – dice l’assessora Maria Lapietra – è un’iniziativa che contribuisce a innovare la mobilità  attraverso la partecipazione dei singoli cittadini nel favorire la conoscenza della città. I dati raccolti sull’accessibilità di edifici pubblici come uffici e sedi comunali, scuole e musei verranno condivisi su “Muoversi a Torino”, il portale di infomobilità della Città, fornendo un servizio utile non solo a quanti vivono situazioni di disabilità e ai loro accompagnatori, ma anche alle persone anziane o alle mamme che spingono un passeggino che così potranno pianificare al meglio il proprio itinerario».

«Questa iniziativa – aggiunge l’assessore alle Pari opportunità, Marco Giusta – va nella direzione di una città più accessibile. Tutti nel corso della nostra vita abbiamo dovuto confrontarci con qualche difficoltà, fosse anche solamente una gamba rotta:mentre abbatti delle barriere per qualcuno, stai semplificando la vita anche agli altri».

Insomma una mappatura importante per Torino, ma c’è chi storce il naso.

Ad esempio il consigliere comunale del Partito Democratico Enzo Lavolta, che da un parte plaude all’iniziativa, ma dall’altra evidenzia che in questo momento non esistono coperture economiche per il bando per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

«Per quanto riguarda strade e marciapiedi nel 2016 – ricorda Lavolta – la copertura era di 500 mila euro. Nel 2017 sono diventati 200 mila. E ora, nel 2018 sono zero».

Continua Lavolta: «L’assessora Lapietra dovrebbe nella prossima variazione di bilancio di ottobre stanziare le risorse adeguate, altrimenti il “mapping” è l’ennesima presa in giro dei torinesi»

«Ci dimostri che almeno lei non promuove come i suoi colleghi solo grandissime “innovazzate”», conclude Lavolta.