Per questa mattina è prevista la firma di un accordo tra il Torino City Lab, polo torinese per l’innovazione tecnologica, volto a creare soluzioni innovative per le imprese e il vivere urbano, e l’Israel Innovation Authority che opera nello stesso ambito in Israele, al fine di rafforzare e promuovere lo sviluppo di progetti innovativi tra le start-up high-tech delle due nazioni.

Durante l’incontro però, presieduto dalla sindaca Chiara Appendino e dalla ministra per l’Innovazione, Paola Pisano, presso il grattacielo Intesa Sanpaolo, la maggioranza pentastellata, tramite la propria capogruppo, Valentina Sganga, ha aspramente criticato tale accordo ricordando che la Città di Torino si oppone a qualsiasi forma di oppressione dei popoli.

«La collaborazione e la cooperazione con altri Paesi è sempre benvenuta ma, come abbiamo già ribadito in altri casi» spiega Sganga «La Città di Torino si oppone a qualsiasi forma di oppressione del popolo palestinese e anche l’accordo di oggi è occasione per sottolineare la nostra contrarietà alla guerra che Israele fa contro la popolazione, guerra in cui sempre più la tecnologia è messa al servizio dei sistemi di sorveglianza e oppressione di Israele sui palestinesi. Per questo» conclude la capogruppo  Cinque Stelle «È importante ribadire in modo chiaro un concetto: non ci dev’essere nessun contributo da parte di Torino, e della sua amministrazione, a progettazione e sperimentazione di tecnologie che possano avere un risvolto bellico, né in Palestina, né nel resto del mondo. La Sindaca Appendino conosce bene questa posizione e ci auguriamo ne abbia tenuto conto prima della sottoscrizione».

Sulle dichiarazioni dei Cinque Stelle è anche intervenuto Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega in consiglio comunale e assessore regionale: «Leggo con sgomento e preoccupazione le dichiarazioni della capogruppo del Movimento 5 Stelle Valentina Sganga in merito all’accordo sottoscritto tra Torino City Lab e l’Isral Innovation Authority» spiega Ricca «È evidente che non basti firmare un giorno sì e l’altro pure delle dichiarazioni d’intenti contro l’odio, se poi si finisce per appoggiare campagne di boicottaggio e delegittimazione di uno Stato amico come quello di Israele» afferma l’assessore regionale «È proprio tramite il boicottaggio che, generalmente, si esprime chi nega lo stesso diritto ad esistere di questa democrazia. Non posso che condannare un atteggiamento votato a un odio pregiudiziale bei confronti di Israele. Lo Stato ebraico sappia che nella Regione Piemonte troverà sempre un amico che si impegna quotidianamente a combattere antisionismo e antisemitismo».