Vorrei ricordare al sindaco Appendino un vecchio detto: a scherzar col fuoco a volte ci si brucia e suggerirle maggiore prudenza ed un po’ di concretezza amministrativa.

Per chi non avesse letto i giornali ricordo che ieri, nel corso di un’intervista, il sindaco Appendino ha evocato il rischio del pre-dissesto per il Comune di Torino. I nuovi tagli dei trasferimenti ai comuni previsti nella finanziaria avrebbero quindi un effetto devastante sui traballanti conti della Città più indebitata d’Italia.

È un dato di fatto che il Piano di Rientro approvato dalla Giunta Cinque Stelle, e sottoposto al vaglio della Corte dei Conti, non stia dando i frutti sperati.

La svendita delle azioni Iren perfezionata a fine anno ha consentito all’amministrazione Pentastellata di arrivare faticosamente al pareggio di Bilancio coprendo così il buco.

La Giunta Cinque Stelle non ha però posto in essere un vero ed efficace piano di risanamento che consentisse di diminuire lo sbilancio fra entrate e uscite o, detto in altri termini, di ridurre la perdita.

Le scellerate scelte di politica economico-finanziaria contenute nel Contratto di Governo (mi riferisco in particolare alla decisione di attuare il reddito di cittadinanza) volte a premiare chi non lavora potrebbero quindi avere effetti drammatici per 850 mila Torinesi.

Destinare le poche risorse pubbliche a finanziare una misura dagli effetti distorsivi qual è il reddito di cittadinanza affossando i bilanci dei comuni in difficoltà è una decisione miope e sciocca.

Il Governo a guida Cinque Stelle dovrà renderne conto ai Torinesi ed ai cittadini di quei comuni che si vedranno penalizzati dalla riduzione dei trasferimenti.

Il sindaco Appendino dovrà invece spiegare ai torinesi che in questi tre anni non è riuscita, non dico ad attuare, ma nemmeno ad iniziare il risanamento dei conti della Città; non ha creato le condizioni favorevoli allo sviluppo di Torino; ha perso le Olimpiadi e si è schierata contro la realizzazione della TAV.

Un miracolo lo ha però compiuto: è riuscita a riunire contro l’amministrazione Cinque Stelle tutte le organizzazioni datoriali e sindacali di Torino e a portare per ben due volte in piazza oltre 30 mila Torinesi fortemente preoccupati che il Sindaco fautore della decrescita felice porti la Città ad una morte silenziosa ed infelice.

 

Scritto da Alberto Morano, consigliere comunale di Torino “Lista Morano”