Sono passati ben dodici anni da quando Torino ospitò i Giochi Olimpici Invernali nel 2006 e quest’anno si è iniziato a pensare di riprovarci di nuovo, tanto che la sindaca Chiara Appendino aveva dichiarato già a inizio anno l’intenzione di voler ospitare nuovamente nella sua città le Olimpiadi Invernali nel 2026.

La discussione si è subito trasferita anche sul piano politico, in quanto quello che avrebbe voluto creare Appendino sarebbe stata una “manifestazione di interesse” completamente sostenibile, a zero debito per gli Enti Locali, come aveva sostenuto lo scorso 10 marzo in un post su Facebook.

Tuttavia, proprio quando stava per presentare una mozione in favore di queste Olimpiadi “rivoluzionarie”, aveva dovuto rinunciare all’intento in quanto quattro consiglieri comunali del suo partito, il M5S, contrari alle Olimpiadi così come a tutti gli altri “grandi eventi”, non si erano presentati, impedendo il raggiungimento del numero legale.

E così, tra chi pensa che ospitare nuovamente i Giochi possa essere un’importante opportunità e chi invece ritiene che possa rivelarsi un grande errore, le candidature si fanno avanti ed ecco quindi che assieme all’Italia – con Milano, Cortina e Torino – a proporsi sono anche Austria, Canada, Giappone, Svezia, Svizzera e Turchia. Sarà il CIO a decretare quale sarà la nazione prescelta, a settembre del prossimo anno, ma nel frattempo, anche a seguito della spaccatura politica interna in quel di Torino, non si può non analizzare la situazione, mettendo sul piatto della bilancia i pro e i contro delle eventuali Olimpiadi a distanza di ben 20 anni da quelle ormai lontane ma indelebili nella storia di Torino del 2006.

Da una parte, infatti, c’è il ricordo di quando la pentastellata sindaca di Roma Virginia Raggi bloccò  la proposta di Roma per le Olimpiadi del 2024, dall’altra, una situazione interna torinese molto diversa da quella che dovette fronteggiare la Raggi nella Capitale, tanto che lo stesso Beppe Grillo si è dichiarato favorevole alla candidatura del capoluogo piemontese.

Tra i contro, nonostante la volontà di fare delle Olimpiadi sostenibili, vi è stata la preoccupazione per le finanze, dal momento che quelle del 2006 provocarono un enorme buco di bilancio che ancora oggi si fa sentire.

Di certo quindi lo scoglio principale sarebbe stato proprio quello economico-finanziario, così, mentre effettivamente alcuni settori potrebbero beneficiarne, a partire dal più ovvio, quello del turismo, fino ad arrivare a quello dei bookmakers, in quanto le scommesse degli italiani su 888sport, ad esempio, avrebbero sicuramente un notevole incremento, alcuni settori potrebbero invece beneficiarne meno, specialmente se la capacità di carico della località non è adeguata a sopportare un evento di tale portata.

Tra i pro, invece, sicuramente vi erano gli impianti adatti ad ospitare i Giochi Olimpici Invernali che, essendo quelli del 2006, ovviamente necessiterebbero di una ristrutturazione; il fatto che a differenza di quanto successo a Roma, i pentastellati avrebbero potuto creare un dossier da zero, e infine il risvolto positivo che un grande evento come quello delle Olimpiadi avrebbe portato in termini di popolarità e promozione della città: è ancora vivo infatti il ricordo dei torinesi del 2006 che, stupiti, si ritrovavano a contatto con turisti provenienti da ogni parte del mondo. Improvvisamente, da città quasi invisibile al mondo, Torino si ritrovava quindi letteralmente al centro dell’attenzione, scoprendo attraverso il giudizio positivo degli ospiti stranieri, di vivere in una città bellissima.

Tuttavia tra le notizie dell’ultima ora, vi è l’approvazione da parte del CIO della candidatura di Milano-Cortina che inevitabilmente conferma l’esclusione dai Giochi di Torino e la conseguente delusione della Appendino che per prima aveva sempre creduto in un ritorno delle Olimpiadi nella sua città.

Non resta quindi che aspettare e chissà che presto o tardi questa grande competizione non ritorni a far del capoluogo piemontese il protagonista indiscusso dello scenario sportivo mondiale.