Oggi è stato presentato lo studio di fattibilità circa la possibile candidatura di Torino come Città ospitante i Giochi Olimpici del 2026.
Uno studio consegnato dalla sindaca Appendino al CONI nella giornata di ieri a Roma.

Ora Torino è ufficialmente in corsa, e in un mondo urbano sempre più competitivo deve ritrovare consapevolezza, una immagine ed un nuovo concetto di economia.

I Giochi possono essere una tappa di questo processo, che pone la Città di fronte a molte opportunità, ma anche di fronte a diversi problemi da affrontare.

Riuscire a trarre dei vantaggi locali da evento globale non è scontato e non è semplice. Torino non dovrà riproporre plasticamente i Giochi del 2006, che hanno avuto esperienze positive come il policentrismo ma hanno avuto esperienze negative come quella del forte indebitamento.

Ci troviamo di fronte all’opportunità di individuare, accelerare e realizzare gli obiettivi di sviluppo della Città.

Ma i Giochi possono trasformarsi in un evento catastrofico se non si ha in mente un disegno ben preciso: in queste di settimane di lavoro abbiamo posto dei suggerimenti ragionevoli, con una visione e con una responsabilità amministrativa, che hanno permesso di individuare gli aspetti sui quali intervenire ed operare.

Il tutto potrà e dovrà avvenire successivamente ad una necessaria ed imprescindibile analisi dei costi e dei benefici per il Paese e per la Città.

Se lo Stato ed il CONI appoggeranno la nostra candidatura, avremo la possibilità di ridare vigore al tessuto economico cittadino, rinforzare il legame tra pubblico e privato, continuare ad espandere il turismo urbano e il suo indotto, donare migliore accessibilità e collegamenti per i territori svantaggiati della Città e soprattutto acquisire un aumento della capacità a gestire eventi e situazioni di questa portata.

Questa esperienza sarà un evento di successo se la Città saprà utilizzare al massimo il proprio territorio e se saprà farlo diventare proprio.

Torino ha le risorse storiche, culturali e sociali per farlo. Da oggi c’è la possibilità di fare qualcosa di importante per Torino e i Torinesi.

Ma il modo per farlo è uno solo: mettendo da parte le divisioni e remando tutti nella medesima direzione.