«Vogliamo intervenire in una zona in grandissima difficoltà, per risanare una ferita della città e dell’Italia intera e per creare poi un polo di ricerca dedicato a sicurezza del lavoro, sviluppo e formazione». Così si espressa in Sala Rossa la sindaca Chiara Appendino illustrando le proposte della maggioranza per la candidatura della città di Torino ad ospitare le Olimpiadi invernali del 2026, riferendosi all’area Thyssen di corso Regina Margherita che, stando al dossier, dovrebbe ospitare il villaggio olimpico.

Una proposta che da una parte dà una prospettiva ad un’area in triste stato d’abbandono, «la zona Nord della città dovrà essere centrale» proclama la Sindaca, ma dall’altra pone subito una serie di interrogativi, alcuni dei quali riportati sui social dai cittadini che seguono in streaming il dibattito in aula.

“Il villaggio olimpico lo facciamo su un’area PRIVATA, favorendo una speculazione?” oppure: “Con tutte le aree pubbliche da riqualificare che ci sono, questa amministrazione decide di puntare su terreni di soggetti privati?”. Queste domande perché attualmente l’area dovrebbe essere di proprietà di Thyssen, soggetto privato, e di Fintecna, società per azioni di proprietà statale.

“Chi paga la bonifica dell’area Thyssen?” è poi l’altro dubbio che pone la questione della collocazione del villaggio olimpico, l’ostacolo principale, finora, a qualsiasi progetto di riqualificazione dell’area abbandonata dopo il terribile incidente nella notte tra il 5 e 6 dicembre 2007 che costò la vita a 7 operai.