Dopo i test di medicina, anche i test d’ingresso a professioni sanitarie sono iniziati con un’azione di protesta del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), organizzata alla Palazzina Einaudi di Torino.

«Anche in questo caso – spiega Gabriele Lisarelli, Responsabile università del FGC a Torino – La meritocrazia non c’entra nulla: chi parla di merito non tiene conto delle differenze economiche che esistono tra gli studenti, e che si tramutano in vere e proprie barriere nell’accesso all’istruzione. Studiare in un prestigioso liceo del centro può costare il doppio rispetto a studiare in un istituto professionale di periferia, ovviamente le famiglie tengono in conto questo elemento e ovviamente le due formazioni non sono paragonabili».

Il test avrebbe, secondo il FGC ripercussioni sulla Stato sociale: «Queste prove servono a smantellare la sanità pubblica – afferma Ivan Boine, Segretario provinciale del FGC – Secondo l’Ordine degli infermieri in Piemonte mancano quasi 4mila professionisti, nel solo 2019 ne perderemo altri 700. A livello nazionale abbiamo perso 50mila infermieri in soli 7 anni: mentre presidi sanitari e ospedali pubblici chiudono, questo numero chiuso serve solamente a sostenere i tagli alla sanità, casualmente nel frattempo proliferano costose cliniche private. Ad alimentare il meccanismo ci sono i tirocini, con studentesse e studenti sfruttati per tappare i buchi provocati da una politica criminale verso il diritto alla salute delle classi popolari».