A circa un mese dalla chiusura di Terra Madre, la manifestazione torinese dedicata all’incontro fra le comunità del cibo organizzata da Slow Food, proseguono sulla loro strada le varie iniziative lanciate durante i giorni della kermesse.

Una di queste è la campagna “Territori Equosolidali”, voluta dalle organizzazioni del commercio equo per trovare nuove sinergie con gli enti locali. I promotori sono Equo Garantito, ’Associazione Botteghe del Mondo e Fairtrade Italia, mentre i destinatari a cui si rivolge il progetto sono gli enti locali (comuni e città metropolitane), enti di secondo livello (ex province, comunità montane, comunità isolane, unioni di comuni), regioni ed enti parco.

In particolare, Equo Garantito è l’associazione di categoria delle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale italiane; l’Associazione Botteghe del Mondo, nata nel 1991, è la rete che collega i negozi del Commercio Equo e Solidale in Italia; Fairtrade Italia è il consorzio che dal 1994 promuove il Marchio di Certificazione Fairtrade e i valori del Commercio Equo e Solidale certificato sul territorio italiano. I soci di Fairtrade Italia sono organizzazioni non governative, associazioni, cooperative, consorzi e società che sostengono il Commercio Equo e Solidale, la cooperazione internazionale, l’azione sociale, la finanza etica, il rispetto dell’ambiente e la tutela dei consumatori.

La campagna promossa dal movimento del Commercio Equo e Solidale punta a rafforzare la collaborazione con le istituzioni a livello locale, ritenute un interlocutore imprescindibile per innescare un cambiamento socio-culturale nei cittadini e nelle imprese. Lo scopo è quello di allargare gli spazi del Commercio Equo e Solidale, ritenuto uno strumento concreto per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs – Sustainable Development Goals) previsti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in quanto i rispettivi principi e azioni sono sostanzialmente sovrapponibili.

Infatti il commercio equo, che da oltre 25 anni costruisce ponti fra il Nord e il Sud del mondo, è in grado di creare reti di soggetti attenti allo sviluppo sostenibile sia a livello locale, sia a livello globale, grazie ai suoi principi di equità e al valore dato alla dignità del lavoro, alla trasparenza delle filiere produttive e relativa tracciabilità dei prodotti, al rispetto delle comunità e delle produzioni locali, alla parità di genere e alla tutela dell’ambiente.

Il coinvolgimento degli enti locali è importante perché il commercio equo può trovare applicazione anche in ambiti quali la cooperazione internazionale istituzionale e gli appalti pubblici: per quest’ultimo aspetto, basta pensare alla refezione scolastica o alle mense per i dipendenti della pubblica amministrazione.

In sostanza, il Commercio Equo e Solidale può essere una bussola per orientare le scelte politiche delle amministrazioni locali in maniera maggiormente sostenibile e in vari ambiti di intervento: la cooperazione internazionale, la sensibilizzazione ed educazione al consumo responsabile, il sostegno ad imprese attente alle ricadute sociali e ambientali delle proprie attività e infine gli acquisti pubblici orientati alla sostenibilità e ai criteri sociali come suggerito anche dall’Unione Europea con la direttiva sugli appalti pubblici.