Sono passate solo 24 ore dalla presentazione alla Procura di Torino di un dossier contro le cooperative rosse che avrebbero trattato «gli immigrati come bestie e, nonostante ciò, la Giunta comunale Fassino le ha finanziate fino all’ultimo», come ha denunciato Maurizio Marrone, è la polemica, all’ombra di un possibile scandalo stile “mafia capitale” si accende.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale parla chiaro: è Terra del Fuoco, fondata dal consigliere comunale di Sel Michele Curto, l’indiziato numero uno. Un’associazione, che, secondo Marrone ospiterebbe, in “stamberghe-lager”. Nelle cinque pagine Marrone fa l’elenco dei luoghi dove gli immigrati vivono, «in pessime condizioni»

BUSINESS INVASIONEDOSSIER  (ecco il Dossier allegato all’esposto in Procura)

 

In fretta e furia arriva la risposta di Terra del Fuoco, con quello che chiamano contro-dossier.

«Si tratta di pure speculazioni di chi ha deciso di impostare la sua campagna elettorale per le comunali dell’anno prossimo attaccando coloro che dell’accoglienza hanno fatto una missione di vita pur tra tante difficoltà», dicono dall’associazione.

Poi l’affondo: «Il “dossier” è pieno di falsità e menzogne, di “copia e incolla” da documenti diversi e interpretazioni arbitrarie che ne fanno solo un ammasso di spazzatura priva di ogni fondamento con l’unico scopo di gettare fango».«Marrone utilizza metodi intimidatori e la gran cassa del tribunale per la sua propaganda, pensando di intimorirci con minacce che puzzano di olio di ricino. Noi in tribunale andremo davvero perché sia un giudice, una volte per tutte, a sbugiardare questo personaggio, dei risvolti penali se ne sta già occupando uno studio legale e non mancheremo nei prossimi giorni di tutelarci di fronte alla legge».

Querela a parte, i terrafuochisti, che dal 2011 lavorano al progetto Sprar per i rifugiati, ammettono che dal Comune è arrivata la richiesta di adeguamento strutture, ma che si è tratta solo di una lettera. Quella che Marrone ha depositato agli atti in Procura, allegato all’esposto. Secondo Terra del Fuoco nel dossier del centrodestra manca il carteggio completo tra Comune e Associazione, in risposta a quella richiesta.

«Pur avendo a disposizione tutta la documentazione Marrone non cita alcun altro documento, tra cui le nostre risposte. Dimentica che il carteggio che lui cita è la normale modalità di interlocuzione tra il pubblico e il privato che realizza i progetti. Alcuni mesi dopo, il 7 maggio 2015 il Comune di Torino ci ha mandato un’altra lettera in cui venivano riportate alcune informazioni dichiarate da alcuni nostri ospiti, senza in alcun modo che gli uffici preposti ci accusassero di quanto scritto ma semplicemente informandoci, per la maggior parte questioni false a cui non abbiamo avuto problemi a rispondere, ad esempio il Pocket Money, sempre erogato con puntualità».

Arriva anche l’accusa di falsificazione: «Il consigliere Marrone ha ben pensato di mettere tutte le informazioni insieme, mischiando indirizzi di appartamenti e dichiarazioni dei beneficiari con contestazioni del Comune e quindi costruendo un falso scandalo sul fatto che un’organizzazione con tantissima esperienza continui a lavorare in un momento in cui l’emergenza sbarchi sembra non avere fine».

«Quello che non accettiamo è la calunnia “fanno vivere i migranti come bestie” proprio da parte di chi come bestie li vorrebbe trattare», concludono da Terra del Fuoco.

Contro Dossier (il contro dossier di Terra del Fuoco)