Le dimissioni del Consiglio di Indirizzo del Teatro Regio di Torino non sono un fatto “tecnico” ma tutto “politico” e hanno chiare motivazioni in chi ha fatto le scelte: Chiara Appendino

Continua l’imbarazzo della nostra sindaca Appendino sulla questione del Teatro Regio.
Oggi la Nostra annuncia con apparente distacco e derubricando, come ama fare quando è in difficoltà, che il Consiglio di Indirizzo del Regio si dimetterà in blocco definendo la cosa un “fatto tecnico”.

Di “tecnico” non c’è un bel niente. Il tema è tutto “politico” e pare sia il conflitto tra il Sovrintendente William Graziosi dal non proprio illustre curriculum e che fu imposto a forza proprio da Appendino e il direttore artistico Alessandro Galoppini sui contenuti del cd. nuovo Piano Strategico del Teatro.
Quando fu nominato Graziosi si dimisero in polemica su metodo e merito ben due consiglieri, e non fu un caso.

Ora cara Sindaca occorre che lei faccia chiarezza sui destini del Teatro Regio e che magari non continui a giocare a nascondino e almeno per una volta, almeno stavolta, dica che sì, forse ha sbagliato a forzare la mano e che invece che risolvere ha complicato la situazione.
Le farebbe più onore ammettere l’errore.

Scritto da Stefano Lo Russo, capogruppo Pd in consiglio comunale a Torino