Tra le contestazioni e i fischi che alla presentazione della nuova stagione del Teatro Regio hanno travolto il sovrintendente William Graziosi e la sindaca Chiara Appendinl la nota fuori dal coro era lui, Alessandro Galoppini il direttore di area artistica applaudito dai presenti in sala che minacciavano di non rinnovare l’abbonamento se qualcosa nell’ente non fosse cambiato. E mentre Appendino assicura che il Consiglio di indirizzo ha pronta la gara per la nomina del sovrintendente e difende il piano di sviluppo Galoppini ribadisce il suo “Aut aut”.

Direttore Galoppìni lei ha detto che se ci sarà ancora Graziosi lei lascerà, nonostante le dimostrazioni di affetto di questa mattina…

Lo confermo. In questo anno in cui ho lavorato con Graziosi è emerso come io e lui abbiamo due visioni diverse del Regio per questo se fosse riconfermato non potrò continuare. Mentre di fronte a un nuovo Sovrintendente mi metto a disposizione, anche in altri ruoli, se vorrà.

La sindaca ha sostenuto che la chiave per risanare il Regio è il piano industriale. Che ne pensa?

È un piano impegnativo e incentrato tutto sull’aumento di ricavi che vanno poi davvero realizzati. È una bella sfida e ci sarà molto da lavorare. In questi casi è il soprintendente che deve trovare le soluzioni migliori perché tutto si realizzi. Di sicuro la linea del piano di sviluppo è aperta e potrà essere declinata nel migliore dei modi da chiunque sarà il prossimo sovrintendente.

Ma è solo una questione di conti o ci vorrà ben altro per risolvere il malumore dei dipendenti?

Su questo preferisco non commentare. E io ho fatto il mio lavoro nel migliore modo possibile. Ho dato il mio contributo e ciò messo tutto il mio impegno. Ora spero che le decisioni per il futuro del Reggio vengano prese nel migliore dei modi.