Mentre sarebbe imminente l’arrivo a Roma della lettera da parte dell’Unione Europea, in cui viene ricordato all’Italia che lo stop alla Torino-Lione comporterebbe la perdita di 800 milioni di euro di fondi europei, il premier Giuseppe Conte ha convocato per questo pomeriggio a Palazzo Chigi Mario Virano, direttore generale della Telt, la società di proprietà italiana al 50 per cento e francese per l’altro 50 per cento, responsabile della realizzazione della Tav e si prepara ad una conferenza stampa sulla vicenda.

Per la Commissione europea il blocco della Tav comporta la violazione di due regolamenti, uno sulle reti infrastrutturali dei trasporti Ten-T (Reti di Trasporto Trans Europee, ndr) e l’altro sulla Connecting europe facility.

Ore frenetiche per la maggioranza che rischia di spaccarsi con la Lega che definisce la Tav utile per la crescita del Paese e che vuole confermare i bandi, mentre dall’altra parte il M5s, che, in vista dell’assemblea dei gruppo congiunti di questa sera (prevista per le 19), resta immobile sul “No” all’opera.

Sulla sua posizione resta anche l’Unione Europea: «La nostra posizione sulla Tav non è cambiata», dice così un portavoce della Commissione Ue. Che significa che vale sempre l’avvertimento fatto da Bruxelles all’Italia sul rischio di dover restituire i fondi Cef già erogati per la Tav se non possono essere spesi “in linea con le scadenze dell’accordo di finanziamento”.

Come è sempre stato affermato da chi vuole l’opera, infatti,  i fondi Ue o vengono utilizzati o si perdono, non come invece viene sostenuto dal fronte del “No” che sostiene che il denaro verrebbe tolto alla Torino-Lione per finire in opere considerate “più utili”.

E ad oggi sono 813,8 milioni di euro stanziati dall’Europa per la prima fase dei lavori della Tav.

«Gli italiani mi chiedono, meritano e si aspettano crescita e futuro. Voglio un Paese che va avanti, non che torna indietro. Se ho speso soldi per scavare un buco sotto una montagna, preferisco spendere altri soldi per finirlo, quel buco, piuttosto che per tornare a riempirlo», dice da Potenza il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

«Ovviamente c’è la tutela dell’ambiente – ha aggiunto Salvini – ma una cosa non esclude l’altra: non siamo ultrà, o industria o alberelli, l’Europa è piena di dimostrazioni pratiche e concrete che l’industria pulita può convivere con un ambiente sano».

Dicevamo della conferenza del premier. «È una vicenda molto complicata, quindi noi ci siamo impegnati da tempo, la stiamo studiando e sviscerando» – risponde ai cronisti Giuseppe Conte, intervenendo alla Camera per gli Special Olympics. E ai giornalisti si rivolge ancora: «Vi do una notizia più tardi convocherò una conferenza stampa su questo».

Sulla Tav interviene anche il neo segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti: «Il governo non riesce a chiudere nessun cerchio. Questa è al tragedia italiana. La smettano di litigare su tutto. Se non ce la fanno, ne prendano atto e vadano a casa», sostiene il segretario del Pd e presidente della Regione Lazio.

Aggiunge Zingaretti: «Quello a cui stiamo assistendo è il fallimento del contratto di governo. Non c’è un argomento di governo sul quale c’è accordo. La cosa più triste è che questo essere arrampicati alle poltrone produce danni che stanno pagando gli italiani. Crolla la produzione industriale, crolla il fatturato delle aziende crolla la fiducia nei confronti dell’Italia. Un contratto di governo che doveva procurare una rivoluzione -ha concluso- ma che oggi sta portando indietro, solo le lancette dell’orologio del Paese».