Matteo Salvini ribadisce il suo Sì alla Tav. E lo fa dal cantiere di Chiomonte, in Val di Susa, dove si sta lavorando alla linea ad Alta Velocità Torino-Lione, che ha visitato sotto la neve, indossando la sua ormai consueta giacca della Polizia di Stato.

Salvini parla di un’opera utile, che può essere rivista, ma che va fatta. «Io sono qua non in polemica con qualcuno – spiega il ministro dell’Interno – Non ci sono gli ultrà del si o No Tav, il governo fa squadra e il rapporto con i Cinque Stelle è positivo e costruttivo».

Per Matteo Salvini, come detto, la Tav è un’opera utile «che può essere rivista, si può ridurre l’impatto ambientale ma è un’opera che serve». Per quanto riguarda la querelle sui costi e benefici? «se costa la stessa cifra andare avanti o tornare indietro io preferisco andare avanti».

«I Cinque stelle hanno ragione, il progetto è partito probabilmente sovrastimato, ma ci sono 25 chilometri già scavati nella montagna: ritengo più utile completarli anziché riempire i buchi. L’opera si può ridimensionare, il contratto di governo è chiaro. A occhio si può risparmiare almeno un miliardo di euro, da reinvestire sulla metro di Torino o per il sostegno ai comuni interessati dall’opera. Non ho visto l’analisi costi benefici, spero di vederla presto».

Il vicepremier ricorda anche che La Torino Lione toglierebbe dalle autostrade «un milione di tir e l’inquinamento con tonnellate di Co2 in meno nell’aria».

«È un governo che tiene all’ambiente, che vuole ripulire l’aria e togliere i tir dalle autostrade? Bene, quest’opera lo fa ed io penso sia meglio avere meno inquinamento, meno auto in giro e più treni», aggiunge Salvini.

Prima dell’arrivo del ministro momenti di tensione fuori dal cantiere tra i manifestanti No Tav, una cinquantina, e le forze dell’ordine.

Dopo un faccia a faccia tre le opposte fazioni e il lancio di palle di neve contro poliziotti e carabinieri è partita la carica. Poi è tornata la calma, mentre un manifestante è stato identificato e poi rilasciato. Secondo la Questura di Torino i manifestanti avrebbero tentato di superare gli schieramenti della forza dell’ordine senza riuscirci. La Digos ha identificato 45 No Tav: quattro di questi, due donne e due uomini, sono state denunciate in quanto già sottoposti al foglio di via obbligatorio dal Comune di Chiomonte emesso dal questore Francesco Messina.

A proposito di ordine pubblico Salvini ha voluto evidenziare che «per presidiare quest’opera abbiamo impiegato decine di migliaia di uomini delle forze dell’ordine, per un costo di 63 milioni di euro che hanno pagato gli italiani, con quasi 400 feriti. Uno può essere favorevole o contrario, però lo fa a volto scoperto senza lanciare molotov. Se qualcuno vuole discutere di come ridimensionare e rivedere l’opera, è il benvenuto e i tavoli sono aperti. Se qualcuno va in giro a volto coperto e con bastoni in mano, è un cretino non un No Tav. Ricordo che ci sono stati mille denunciati e quasi cento arrestati».