C’è un documento che porta la firma del sindaco di Susa, Sandro Plano, che riaccende la polemica sulla questione Tav. In realtà si tratta dellabozza di una lettera che dall’Unione Montana Valsusa dovrebbe essere spedita in direzione Roma Capitale. Destinatario il ministro grillino alle Infrastrutture Danilo Toninelli, che di treno ad alta velocità non ne vuole sentir parlare. Una lettera firmata da Plano in quanto presidente dell’Unione Montana dove si dice logicamente il progetto Torino-Lione non è gradito e si plaude al Grillo pensiero.

Infatti il Beppe nazionale viene anche citato ad esempio in un passaggio della missiva: «Giuseppe Grillo, venuto in Valle di Susa, ha in più occasioni dichiarato che si deve lavorare per un nuovo modello di sviluppo che prevede il ricircolo, i riuso, il km zero, una mobilità intelligente, un’economia non basata sull’incremento della velocità e della quantità dei trasporti, una maggiore attenzione all’ambiente. Tesi pienamente condivisibili e che stridono con le finalità di questo progetto».

Immediata la risposta a Plano da parte degli esponenti del Partito Democratico: «La lettera di Sandro Plano è irresponsabile e offensiva in primo luogo per i cittadini di Susa», dicono il presidente della Commissione Trasporti della Regione Nadia Conticelli e il segretario metropolitano del Partito Democratico Mimmo Carretta.

«Nel mese di agosto la commissione Trasporti della Regione, su esplicita e pressante richiesta del sindaco Plano, ha liberato con parere favorevole la delibera di giunta, che destinava tre milioni e novecentomila euro dei fondi compensativi per la linea ad alta velocità al recupero del teatro civico di Susa e delle pertinenze, col restauro della gradinata di accesso al castello. Una richiesta specifica dell’amministrazione comunale e di Plano, che ha fatto annullare una delibera precedente per reindirizzare questi fondi in opere non specificamente collegate all’assetto idrogeologico e alla viabilità. I fondi collegati alla valorizzazione ambientale e sociale della Valle di Susa provenienti dalla realizzazione della linea Torino Lione complessivamente ammontano a circa cento milioni. Plano non può con una mano usufruire correttamente e responsabilmente dei fondi dell’Alta Velocitá per sviluppare il territorio e con l’altra fare demagogia politica, ammiccando al partito di governo», contestano Conticelli e Carretta.

«Il tracciato dell’alta velocità è stato profondamente modificato da quando si è partiti con la progettazione, e ora si è in fase di revisione anche del tratto di adduzione verso Torino in modo da ottimizzare l’interconnessione con la rete esistente e ridurre al minimo l’impatto ambientale. Ma interconnessione significa sviluppo e per sostenere la ripresa in atto nella nostra Regione, ancora a macchia di leopardo geograficamente e settorialmente, servono le infrastrutture. Altrimenti la politica si prenda la responsabilità di fare campagna elettorale sul futuro dei Piemontesi», concludono i due esponenti del Pd.