di Bernardo Basilici Menini

Un giallo intorno ai guai giudiziari  di Mario Virano, il direttore generale di Telt, la società che si occupa della Torino-Lione. Il fascicolo a suo carico per il reato di omissione d’atti d’ufficio è stato trasmesso dal tribunale di Roma ed è pendente da un anno a Torino. A questo punto Virano è ufficialmente indagato nel capoluogo piemontese.

Nel frattempo è arrivata la richiesta formale di avocazione alla Procura generale di Torino, dopo l’iniziativa di Stefano Bertone, avvocato di una persona offesa legata al movimento No-Tav.

A stretto giro arrivano i commenti di Virano: «Una minestra riscaldata, il movimento No Tav per ottenere visibilità e per generare confusione nell’opinione pubblica riesuma, come attuale, una questione di due anni fa, in cui Telt non c’entra per nulla. Il carattere strumentale dell’attuale iniziativa è del tutto palese e pare essere più ancora che un ennesimo attacco alla mia persona, un’azione di pressione preventiva nei riguardi della magistratura torinese, in un periodo in cui molti processi che riguardano i No Tav e i loro sostenitori».

Intanto, l’Avvocato generale dello stato Giorgio Vitali ha ordinato di aprire delle nuove indagini riguardanti delle minacce subite da Alberto Perino, leader storico dei No Tav, ricevute su un social network. Per questa vicenda la Procura di Torino aveva chiesto l’archiviazione, dicendo che non si poteva identificare l’autore delle presunte minacce. Opinione diversa da parte dell’Avvocatura. Ora spetterà alla Procura Generale di Torino indagare.

A fine giornata il coro di proteste si infittisce. Lo stesso Stefano Bertone sostiene che «Per la repressione dei reati attribuiti ai No Tav l’impegno della procura di Torino è imponente, per quelli ipotizzati a carico dei Sì Tav è scarso e di bassa qualità. La questione è nuovamente di tempi e risorse della Procura di Torino. Straordinarie ed efficienti contro i No Tav, ridicole sulle indagini scaturite dalle loro denunce. Questa cosa ha un nome: si chiama discriminazione».

All’avvocato dei No Tav risponde Stefano Esposito, senatore del Partito Democratico: «La disperata ricerca degli avvocati No Tav di screditare la Procura di Torino si rivela sempre più imbarazzante». Anche il procuratore generale di Torino, Marcello Maddalena commenta le parole di Vitali, definendole “fantasie“.