Il premier Giuseppe Conte annuncia in conferenza stampa che l’Italia andrà a ridiscutere totalmente il progetto Tav con il resto dell’opera. E non nasconde i suoi forti dubbi sulla Torino-Lione e sull’argomento c’è un stallo tra M5s, che non vuole l’opera, e la Lega, che vuole il Tav.

«Il dossier Tav sta occupando l’attenzione dei cittadini italiani. Vorrei ricordare a tutti i cittadini che non esiste alcuna mia considerazione prima di assumersi responsabilità di governo favorevole o contraria alla Tav. Ho dichiarato da subito di voler affrontare la questione senza atteggiamento pregiudiziale, essendo guidato da tutela cittadini».

«Il contratto di governo parla di ridiscussione integrale del progetto. Siamo qui e ci affatichiamo tanto per ragionare di questo. Stiamo dando attuazione al contratto di governo, ci siamo impegnati in un’opera e una discussione prima tecnica e ovviamente politica di ridiscussione integrale dell’opera».

«Ho anche detto che pretendo che questa decisione non sia frutto di fattori emotivi o schemi ideologici. Non possiamo affidarci a schemi o a tattica ma solo a seguire l’interesse dei cittadini».«Il percorso è chiaro, acquisiamo analisi costi benefici e alla luce di quell’analisi prenderemo decisione politica».

Conte è convinto che l’elaborato costi e benefici commissione Ponti sia plausibile e fondato. Anche il premier dice di aver espresso dubbi sull’utilità della Tav: non sono affatto convinto che l’Italia abbia bisogno di questo.

«Io stesso ho manifesto al tavolo, non muovendo da nessun pregiudizio ideologico o fattore emotivo, ho espresso forti forti dubbi e perplessità sulla convenienza della Tav e lo ribadisco. Non sono affatto convinto che questo sia un progetto infrastrutturale di cui l’Italia ha bisogno».

«Che piaccia o meno il professor Ponti ha fatto la sua analisi onorevolmente e in modo molto plausibile».

Come proseguire? «L’unica strada è proseguire, alla luce di ciò che emerso, alla luce dei forti dubbi emersi, e me ne assumo la responsabilità, l’unica strada che credo sia d’obbligo è procedere ad un’interlocuzione con i partner di questo progetto, Francia e Ue, per condividere questi dubbi e le perplessità».

«A noi sembra che non si perda credibilità se si portano sul tavolo argomenti che ci spingono a interrogarci sull’attuale convenienza di un’opera concepita dieci anni fa. Condivideremo le nostre ragioni con gli altri partner».

«Le due posizioni dei due partiti hanno creato uno stallo: rispetto le due posizioni, ma non permetterò che pregiudizialmente si affermi una o l’altra indipendentemente dal percorso politico».

«Dobbiamo considerare che l’opera dovrebbe terminare nel 2013 ma chi si occupa di queste cose sa che quella data è una chimera. E anche a non voler considerare la lievitazione dei costi noi ci ritroveremmo comunque in una fase temporale in cui il sistema dei trasporti si sarà evoluto e c’è il rischio che l’opera si riveli poco funzionale rispetto al sistema dei trasporti con cui avremo a che fare».

«In linea di massima ci sono ragioni che spingono a favore dell’opera: la riduzione del traffico stradale, l’impatto ambientale, la limitazione dell’inquinamento acustico. Però ci sono elementi negativi che superano quelli positivi: i flussi del trasporto sarebbero inferiori rispetto ai precedenti calcoli. E questo dato fa pendere l’ago verso il no all’opera».

«Se lo dovessimo cantierizzare oggi mi batterei perché non sia realizzato. Lo dico perché voglio che i cittadini italiani siano messi al corrente costantemente».

«C’è un interrogativo che è emerso: cioè il criterio di finanziamento. Quest’opera è finanziata in buona parte dall’Italia, in misura più modesta dalla Francia e poi dalla Ue. Il fatto che ci sia iniqua ripartizione oneri è stata giustificata dal fatto che la nostra tratta è più contenuta. Ma al momento non risultano opere nazionali francesi. E’ chiaro che allo stato il criterio di ripartizione finanziamenti non appare equo, ma approfondito».

«Stiamo sviscerando il tema bandi dal punto di vista legale: abbiamo due sensibilità differenti. Ieri non abbiamo litigato. E’ un proficuo confronto a favore dell’interesse dei cittadini. Siamo in uno stallo anche sui bandi, scioglieremo la riserva entro lunedì».

«Dateci tempo sui bandi di Telt per la Tav, ma non stiamo litigando. Gli esponenti politici stanno esprimendo sensibilità differenti fermo restando che ieri non abbiamo litigato. E’ veramente un proficuo confronto, franco, serrato, per tutelare l’interesse dei cittadini».

«A me tocca fare una sintesi. L’onore e l’onore di prendere in mano la situazione tocca a me. Io rappresenterò l’intero governo».

«Continuo a pensare che non ci siano rischi per il governo. Lo assumo come atto di responsabilità dei miei compagni di viaggio. Escludo assolutamente che possa nascere da questo confronto schietto, serrato, una crisi di governo. Sarebbe assurdo. Lo escludo».

L’analisi costi benefici ha richiesto del tempo, è un elaborato molto complesso. Ci sono tempi di «maturazione per decisioni del genere: ma tutti stiano tranquilli sulla nostra credibilità che si dimostra non se si dice sì a tutto, ma se si portano argomentazioni forti», conclude Conte.