Piero Fassino risponde al ministro dei Trasporti Danilo Toninelli in merito alla questione Tav, di cui da mesi si discute sia a Torino che al governo, in attesa di una decisione definitiva se proseguire o stoppare l’opera.

«Oggi il ministro Danilo Toninelli torna a parlare della Tav e conferma che la sua contrarietà è pregiudiziale» spiega l’ex sindaco di Torino che precisa come dichiarare la Tav inutile «significa ignorare che la Torino-Lione non è una ferrovia locale ma il tratto centrale di un asse europeo di mobilità dall’Ucraina alla penisola iberica, lungo il quale si concentreranno investimenti produttivi, terziari, logistici di rilievo strategico per la crescita economica del nostro Paese».

Ma per Fassino non finisce qui. Infatti, l’esponente Dem fornisce la personale analisi di costi e benefici che dimostrebbe l’importanza di andare avanti con l’opera. «Sconcerta che il Ministro ignori che la Francia è il secondo partner commerciale dell’Italia e che attraverso i valichi alpini italo francesi transitano merci verso l’intero quadrante ovest (Francia, Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Belgio, Olanda) per un volume globale superiore a ciò che transita al valico del Brennero verso il nord Europa, tant’è che attraverso i tre valichi iitalo-francesi (Frejus, Bianco, Ventimiglia) transitano oggi 3 milioni di Tir all’anno, che per il solo Frejus vuol dire 750.000 tir (2000 al giorno!) più 1 milione di veicoli passeggeri».
«Sostenere che sarebbe sufficiente ristrutturare la linea storica – prosegue Fassino – significa ignorare che l’attuale ferrovia è del 1871, ha una pendenza che non consente l’alta velocità e dispone di un tunnel con dimensioni e caratteristiche che rendono possibile solo il transito di convogli corti. Tutti vincoli che non offrono quelle condizioni di competitività che si possono avere solo con una infrastruttura nuova ad alta velocità».

L’ex primo cittadino torinese torna poi sull’analisi costi benefici che il governo ha promesso di mostrare a breve aggiungendo come «è stata commissionata a chi ha – come è stato dimostrato – idee già molto orientate sull’opera».