Quello che prima delle elezioni europee e amministrative non veniva detto ora il governo ufficializza: la Tav si farà. Il premier Giuseppe conte sostiene che dal 7 marzo ad oggi, ovvero da quando disse che la Torino-Lione non serviva all’Italia, sono cambiate molte cose e che quindi il no all’Alta Velocità diventa si.

«Sono intervenuti fatti nuovi di cui dobbiamo tenere conto, nella risposta che venerdì il governo dovrà dare per evitare la perdita dei finanziamenti europei. L’Europa si è detta disponibile ad aumentare il finanziamento. Per la tratta nazionale l’Italia potrebbe beneficiare del finanziamento del 50 per cento. Ulteriori finanziamenti saranno disponibili grazie all’impegno del ministro Toninelli, che ringrazio pubblicamente». Aggiungendo che visto che la Francia il 18 giugno si è espressa a favore dell’opera «Se volessimo bloccare l’opera non lo potremmo fare, condividendo questo percorso con la Francia. Non potremmo confidare sul mutuo dissenso degli altri protagonisti, Francia e Europa. A queste condizioni– spiega- solo il parlamento potrebbe adottare una decisione unilaterale viste anche le leggi di ratifica adottate dalle Camere La decisione di non realizzare l’opera non comporterebbe solo la perdita dei finanziamenti, ma anche a tutti i costi derivanti dalla rottura dell’accordo con la Francia. L’impatto finanziario per l’Italia è destinato a cambiare per l’apporto della Unione europea e potrebbe ulteriormente ridursi con la Francia. Il governo italiano è impegnato con la massima attenzione per questo nuovo riparto che non è ancora garantito. I fondi europei sono soltanto per il Tav, non realizzarlo costerebbe molto più che completarlo. Lo dico pensando all’interesse nazionale, unica stella polare di questo governo. Questa è la decisione del governo, ferma restando la sovranità del parlamento».

Matteo Salvini applaude rammaricandosi del tempo perso: «La Tav si farà, come giusto e come sempre chiesto dalla Lega. Peccato per il tempo perso, adesso di corsa a sbloccare tutti gli altri cantieri fermi!». E di tempo perso parla anche Zingaretti e Renzi per il Partito Democratico, quest’ultimo dice che il tempo è stato galantuomo.

Non si sono fatte attendere neanche le reazioni da Torino dove la questione Tav è sentita più che mai.

Il governatore del Piemonte Alberto Cirio esprime la sua soddisfazione per le parole «chiare e di apertura sulla Tav che confermano la posizione che la Regione Piemonte ha da sempre sull’opera. Queste ereano le dichiarazioni che attendevamo da tempo. Ringrazio il vice premier Matteo Salvini per essere riuscito a far superare le resistenze avute finora all’interno del Governo. E ora si proceda con la formalizzazione all’Europa di questa posizione e si vada avanti con i cantieri. Il Piemonte non può più aspettare».

Il capogruppo Pd Stefano Lo Russo definisce quella di oggi «grande giornata per Torino e per l’Italia: Appendino, il M5s e i nemici dello sviluppo della Città hanno perso. Bene così. Adesso avanti con gli altri progetti infrastrutturali».

E la maggioranza in Sala Rossa adesso? Sicuramente qualcosa accadrà, anche perchè il fronte grillino su questo tema in consiglio comunale a Torino è unito.

Mentre Frediani promette battaglia rispondendo a Conte «Un governo di cui fa parte il M5s dà l’ok al Tav? Inaccettabile».

Stefano Esposito, già senatore Pd e Sì Tav dalla prima ora commenta: «‪Conte annuncia che la Tav si realizzerà perché non farla costerebbe di più Esattamente quello che sapevamo 1 anno fa e che Danilo Toninelli @luigidimaio e #m5s hanno sempre negato facendo perdere tempo e denaro Dopo 18 anni che sostengo la realizzazione del TAV una grande soddisfazione‬. Un pensiero affettuoso ai no tav».