Continua il botta e risposta a distanza tra il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e il premier Giuseppe Conte, il quale aveva escluso la possibilità di un referendum sulla Tav. «Una consultazione non è prevista, nessuno mi ha chiamato»: questo il commento del presidente del Consiglio nel giorno in cui Chiamparino invia una lettera a Salvini in cui si chiede una consultazione popolare.

«Mi permetto di ricordare al presidente del Consiglio che non ho mai chiesto un referendum sulla TAV, ma una consultazione popolare che riguarda i cittadini del Piemonte e che è prevista dallo statuto regionale, che la consente per interrogare i cittadini su un tema specifico. Si può quindi svolgere sulla TAV», spiega Chiamparino.

«Al ministro Salvini – aggiunge – abbiamo chiesto di poterla celebrare in concomitanza con le elezioni del 26 maggio, il che ci permetterebbe di risparmiare una cifra considerevole e di coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini».

«Voglio anche precisare che non ho mai telefonato al presidente Conte: non mi permetterei di disturbarlo. Gli ho piuttosto inviato una lettera lo scorso 5 ottobre (in foto) sul tema delle infrastrutture in Piemonte. Da allora non ho mai ricevuto il minimo riscontro, così come del resto dal ministro Toninelli, cui avevo già scritto sullo stesso tema il 5 giugno 2018», conclude Chiamparino.