È Mario Virano il torinese dell’anno 2012. Al presidente dell’osservatorio sul Tav spetta questo riconoscimento, che gli verrà consegnato domenica prossima, quando 366 lavoratori riceveranno il premio fedeltà al lavoro, dedicato a chi ha svolto almeno 35 anni di attività imprenditoriale e di servizio nella stessa azienda. Alessandro Barberis, presidente della Camera di Commercio del capoluogo piemontese, assegnerà il premio a Virano per «aver coordinato con equilibrio e autorevolezza la realizzazione dell’asse ferroviario Torino-Lione, avviandone il cantiere, legittimando il metodo del confronto con le istanze locali e privilegiando l’ascolto, senza perdere di vista l’obiettivo strategico della costruzione di un’infrastruttura secondo gli standard europei contemporanei, in grado di contribuire efficacemente alla competitività del territorio e dell’Italia».

Leggendo le motivazioni sinceramente viene da domandarsi se il premio “Torinese dell’anno” a Virano non sia stato assegnato così, giusto per stuzzicare ulteriormente gli oppositori dell’opera. O forse solo per le “intenzioni”: infatti ad oggi non è stato ancora avviato nessun cantiere e come è stato ripetuto più volte si sta lavorando solo ad un tunnel geognostico a Chiomonte. E anche sul «metodo del confronto con le istanze locali», vista la militarizzazione del territorio, come denunciato più volte dagli abitanti della Val di Susa, ci sarebbe molto da dire.

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