Con più di 60 anni di impegno sociale, le Acli, Associazioni cristiane lavoratori italiani, sono un’associazione di laici cristiani che, attraverso una rete di circoli, servizi, imprese, progetti ed associazioni specifiche, contribuisce a tessere i legami della società, favorendo forme di partecipazione e di democrazia.

Attraverso studi, ricerche, proposte e offerta di servizi, le Acli presidiano anche il complesso sistema del welfare italiano. Welfare che, attualmente, non vede un futuro del tutto roseo, come ci racconta il Presidente Regionale Acli, Massimo Tarasco.

Welfare locale in difficoltà, in che cosa si stanno impegnando le Acli?

La povertà assoluta continua ad essere una piaga del nostro Paese. Per questo sono necessarie riforme che puntino a creare le condizioni necessarie affinché si possa davvero uscire dalla condizione di indigenza. È necessario, perciò, che venga approvata la legge delega di introduzione del Reddito d’Inclusione (REI).

La Presidenza Regionale delle Acli Piemonte ha invitato tutti i Dirigenti e tutte le realtà locali a diffondere e sostenere il manifesto “Prendersi cura delle persone non autosufficienti”, di cosa si tratta?

La condizione di non autosufficienza, soprattutto per quanto riguarda la popolazione anziana, è molto diffusa. Ci stiamo, perciò, concentrando particolarmente su questa macro area per cercare di dare un aiuto a queste persone.

E per l’immigrazione?

Ci stiamo lavorando molto. Abbiamo creato diversi Sportelli presso i quali ricevere informazioni e orientamento sulla legislazione italiana relativa all´immigrazione, sull´accesso ai servizi pubblici e sui diritti, in modo da cercare di fornire un sostegno utile e concreto agli stranieri.

E poi il lavoro. Riteniamo sia una chiave culturale e di inclusione sociale. Per questo promuoviamo iniziative che uniscano associazionismo, formazione e sviluppo sociale costruendo legami di solidarietà.

Quali sono quelle che lei considera criticità ed emergenze per quanto riguarda il welfare?

Il taglio legato alla povertà. Vi è in corso un aumento delle diseguaglianze sociali che si sta allargando anche alle fasce medie. La povertà è un tema economico e sociale che non può essere ignorato. La soluzione a questi disagi è una co-partecipazione tra pubblico e privato. O si interviene insieme, oppure non se ne esce.

Il comitato continuerà la propria azione su più livelli: provinciale, comunale e regionale. Ma è necessaria una co-deteriminazione anche da parte della politica.

 

foto di Alessia Spinapolice