Poche chiacchiere. Nessun bookmaker degno di questo nome accetterebbe scommesse sulla permanenza di Deborah Montalbano all’interno del gruppo consiliare Cinque Stelle.

Il solco è segnato. Al punto che il candidato premier grillino Luigi Di Maio a “Matrix Prime” probabilmente ha confuso la Maura Paoli con lei, affermando che “non mi pare sia più una nostra consigliera”.

Al di là dei rimborsi taxi e dell’auto blu, Deborah Montalbano non ha fatto molto in questi ultimi mesi per far comprendere al popolo che lei, con la testa cosparsa di cenere, sarebbe rimasta alla corte di Appendino. Anzi. Ha criticato il suo Movimento (ancora dal suo interno) e, sinceramente, raccogliendo plausi da chi non si riconosce più in questi Cinque Stelle e rimpiange “quel che si era”.

Ultima stoccata della consigliera è un post sul suo profilo, che ha il sapore dei saluti finali. Riguarda il voto del 4 marzo. Lei sostiene che non è un attacco ai Cinque Stelle, però qualcosa è: «Questo non vuole essere un link in attacco al movimento, ma una riflessione e un campanello di allarme per i cittadini, rispetto a un progetto per cui io personalmente me ne prendo in primis la responsabilità e la colpa». Poi spiega: «Di Maio oggi ha presentato la sua squadra di governo, fatta da possibili Ministri scelte da figure esterne al movimento. Tecnici, che dovrebbero influenzare gli altri tecnici di apparato, dirigenti e direttori dei servizi,i burocrati. Torino docet, cioè il modello Torino, proiettato a livello nazionale».

Aggiunge Montalbano: «Bene, ieri durante intervista a Di Maio su Matrix veniva incalzato rispetto al fatto, che mentre lui dichiarava la volontà di diminuire il cuneo fiscale per chi assume dipendenti nel suo interno,(imprenditori), il suo appena nominato possibile ministro, un paio di ore prima in un altra conferenza stampa aveva dichiarato che invece una delle prerogative necessarie fosse mantenere il cuneo fiscale come ad oggi è. Oggi con la nomina dei ministri ci troviamo all’istruzione un possibile ministro (scelto da Di Maio), non dagli iscritti del movimento (nessuna votazione è avvenuta rispetto queste decisioni,nessuna condivisione)».

«Dicevo, un possibile ministro che un anno fa appoggiava Renzi e la riforma sulla buona scuola…(Però a distanza di mesi con la prerogativa di fare il ministro per M5S ha sicuramente cambiato idea, nel movimento uno cosi sarebbe espulso comunque). Veniamo a noi, è questo scegliere i competenti, la più grande mazzata che il movimento si sta dando,trasformando un sogno in un incubo e ennesima illusione per i cittadini. Portando al potere esecutivo persone che sono tecnici e rappresentano nel concreto tutto e il contrario di tutto. Senza valori politici e passione o ancora ideali. Insomma il vecchio, la vecchia politica. Inoltre il nuovi eletti M5S saranno obbligati a votare», conclude Deborah Montalbano.

Damiano Carretto a differenza della collega crede nel partito

Qualche maligno potrebbe dire “e meno male che non era un attacco”. Fatto sta che tra chi replica al post c’è anche Damiano Carretto. Già, uno di quei consiglieri di maggioranza considerato un duro e puro, un’altra spina nel fianco di Chiara Appendino e fino a pochi mesi fa visto, insieme alla Montalbano, Paoli e Ferrero, come uno dei ribelli. Il presunto leader.

Ma a differenza della collega lui crede nel partito e risponde con una non consueta ironia: «Brava Deb. Non votare M5S e non far votare il movimento. Così per i prossimi 5 anni ci lamenteremo assieme delle politiche repressive e neoliberiste del governo di centrodestra. E quando noi come amministrazione non potremo fare nulla per il sociale, potremo sempre dare la colpa a Berlusconi e Salvini. Ottima strategia».

“Deb” replica: «Non ho fatto campagna elettorale. Nè n un senso né in altri..Non credo che il mio personale voto, possa cambiare il destino delle cose».

Sicuramente il suo voto no cambierà molto le cose, ma se lunedì ufficializzerà il suo passaggio al gruppo misto, nonostante sia stata votata dell’elettorato Cinque Stelle, creerà un precedente in Sala Rossa, sotto questa amministrazione.

E dopo il botta e risposta tra lei e Carretto i bookmaker accettano solo giocate su chi sarà il prossimo o la prossima a seguirla. Il brizzolato capo dei ribelli è dato a dieci.